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Maleducati

20 mag

Fa parte di una buona educazione sapere quando sia opportuno essere maleducati.

(Joan Fuster)

Un’esibizione per un pubblico senza volto

19 mag

Guardarmi in giro per la stanza e dare automaticamente per scontato che tutto il resto dei presenti siano meno consapevoli di me, o che la loro vita interiore sia in qualche modo meno ricca, meno complicata, o percepita con meno intensità della mia, mi rende uno scrittore meno bravo. Perché significa che la mia sarà un’esibizione per un pubblico senza volto, invece che il tentativo di fare conversazione con una persona.

(David Foster Wallace)

Lamentarsi

18 mag

Il miglior modo di lamentarsi è fare qualcosa.

(Seth Godin)

La neutralità (se esiste)

16 mag

Prendi posizione. La neutralità favorisce sempre l’oppressore, non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore, non il torturato.

(Elie Wiesel)

Intercettazioni

15 mag

Di fronte all’impossibilità di sapere tutto, i più hanno scelto di non sapere niente.

(Louis Scutenaire)

Leggerlo è la fatica

14 mag

Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.

(Gesualdo Bufalino)

La mira

14 mag

Anche per mancare il bersaglio bisogna prendere la mira.

(Matteo Romitelli)

Ampia convergenza

11 mag

Le generazioni si guardano torve, si parlano solo per non capirsi, per darsi a vicenda la colpa di crescere infelici e di morire delusi.

(Italo Calvino)

Sta molto peggio chi comprende

10 mag

C’è chi comprende e chi non comprende, caro signore. Sta molto peggio chi comprende, perché alla fine si ritrova senza energia e senza volontà. Chi comprende, infatti, dice: «Io non devo far questo, non devo far quest’altro, per non commettere questa o quella bestialità». Benissimo! Ma a un certo punto s’accorge che la vita è tutta una bestialità, e allora dica un po’ lei che cosa significa il non averne commessa nessuna: significa per lo meno non aver vissuto, caro signore.

(Luigi Pirandello)

Profondi

10 mag

Si è così profondi, ormai, che non si vede più niente. A forza di andare in profondità, si è sprofondati. Soltanto l’intelligenza, l’intelligenza che è anche «leggerezza», che sa essere «leggera», può sperare di risalire alla superficialità, alla banalità.

(Leonardo Sciascia)

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