2008, l’anno della musica – i 5 album dell’anno

31 Dic

(sì, mi piacciono le voci femminili. Sì, non è stato un anno musicalmente entusiasmante. Sì, i Radiohead sono usciti nel 2007. E sì, non ho messo i Radiohead nei migliori 5 concerti dell’anno. Anche se loro sono indiscutibili. Li andrò a rivedere, senza perdere i biglietti)

5. Santogold – Santogold

Prendendo in prestito alcune altisonanti recensioni, Santi White, nera d’america, ha dato un colpo di elettroshock alla new-wave, di certo non una specialità di oltre oceano. Un album asciutto, cattivo, onestissimo, con alcuni pezzi eccelenti, senza cadute di stile. Se la matematica non è un opinione, questo è l’album USA dell’anno per me. Il che testimonia che, comunque, in America quest’anno è andato tutto di merda musicalmente.

4. Dargen D’Amico – Di vizi di forma virtù

Il rapper che piace solo a me (anche mio padre emette sordi dolori di disapprovazione, sto provando a fargli sentire altre tracce, chissà, mi viene a prendere a schiaffi), il cd doppio (forse troppo?) che piace solo a me, il rapper milanese delle cascine Crookers mette a fuoco la mira, si fa mettere sotto contratto da una multinazionale, mena merda a destra e manca, mette a nudo le proprie debolezze. Rimarrà nicchia, piacerà solo a me. E Gigi D’Alessio sarà il poeta dei nostri tempi.

3. Malika Ayane – Malika Ayane

Finita addirittura nella conferenza stampa di fine anno di Emiliano, Malika è la cosa migliore che si sia sentita in Italia in questo 2008. Abbiamo già ampiamente parlato del suo album, anticipato che sarebbe andata molto su in classifica. Poco altro da aggiungere, speriamo che se ne accorgano tutti. E non solo per merito del produttore, che fa le canzoncine che piacciono alle aziende automobilistiche come primo mestiere. Caterina Caselli sancisce (certo, ci sono pure i Gazosa tra le scoperte..), la sensazione è che continueremo ad ascoltare altro da noi. Ma chissà, magari fa i soldi all’estero.

2. Portishead – Third

Già detto troppo. Vedetevi il video (scelto come secondo singolo, nemmeno lo sapevo). E santificate Beth.

1. Adele – 19


Qui (non proprio qui qui, ma nella prossima classifica) trovate la migliore canzone dell’anno (ops, ho già anticipato una cosa), ma altre due tranquillamente inseribili nella top ten. Il mio unico 10 in pagella da quando scrivo, 2 anni e mezzo oramai (e nel frattempo è uscito di tutto). Un talento puro, che non si droga e quindi non diventerà famosa come Amy Winehouse, ma che può ambire al ruolo di unico avversario che tiene testa a Wino nel mio cuore, e certe volte la batte pure. Adele, da Tottenham, classe 84 (o 88? Diffido delle carte identità dei musicisti dopo aver visto cosa hanno combinato a quella che cantava “ho trovato la chiave, è la chiave del sole”), sovrappeso, insicura, pop nel senso migliore del termine, voce nerissima su un volto tipicamente britannico, è ciò che tutti noi dovremmo tenere a mente come novità dell’anno. Forse del triennio. Se Beth deve arrendersi, qualcosa di grosso (mi passerete l’espressione, visto che stiamo parlando di Adele) è successo.

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