Archivio | dicembre, 2018

I migliori 20 singoli del 2018: posizioni dalla 20 alla 11

24 Dic

Ciao a tutte e tutti.
Ricordo i criteri di selezione che hanno portato a questa classifica, che sono gli stessi degli anni precedenti.

1. Solo singoli
2. Pubblicati su Youtube dal primo gennaio a oggi

La seconda parte della classifica è stata pubblicata sempre su questo blog, qui.

Ho preparato una playlist Spotify apposita dal nome ‘Singoli del 2018’, che è già pubblica (la trovate qui, che ora contiene solo i 10 singoli che trovate qui sotto e che sarà completa, per l’appunto, lunedì 31 dicembre.

Buon ascolto!

20. Thom Yorke – Suspirium

When I arrive
Will you come and find me?
Or in a crowd
Be one of them?

 

 

19. BADBADNOTGOOD & Little Dragon – Tried

I tried to find joy
I tried to find ease
When will the storm desist
August of rain
Who is my pleading
The pain inside of me
Lord I have tried
Been holding it in
Both my hands were tied
I tried

 

 

18. Elisa – Se Piovesse Il Tuo Nome

La città incontra il tuo deserto
Che io innaffio da sempre
Sarà la mia omissione
Sarà, sarà, sarà
Che ora ho un fiore nella bocca

 

17. LCD Soundsystem – Oh Baby

Oh baby
Lean into me
There’s always a side door
Into the dark
Into the dark, shh

 

 

16. Celeste – Lately

Lately i’ve been useless
Lately i’m bullishit too

 

 

15. Villagers – A Trick Of The Light

And if I see a sign in the sky tonight
No one’s gonna tell me it’s a trick of the light
May never come but I’m willing to wait
What can I say? I’m a man of the faith
And there’s an ocean in my body
And there’s a river in my soul
And I’m crying

 

 

14. LUMP – Curse of Contemporary (Jata Remix)

If you should be bored in California
I’m sure I’m not the first to warn ya
Don’t read in too much to all the signs and turns
Keep your wits about you with your mind freedom

 

13. Lykke Li – Deep End

Swimming pool, swimming pool
Indigo, deep blue, deep blue
Oh, baby I know where you’ve been
I know where you’ve been, in the deep end

 

 

12. George Ezra – Paradise

Paradise, hold on hold on
Meet me there, hold on hold on

 

 

11. Superorganism – Everybody Wants To Be Famous

Feeling like a boss, and
Staring at the stars, it
Doesn’t matter the cost, ‘cause
Everybody wants to be famous
I’m calling the shots, so
See you over at Mars, it
Doesn’t matter the cost, seems like
Everybody wants to be

 

 

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Fotografia del 23 dicembre 2018 – Clavicole

23 Dic

Anticipo il bilancio del 2018 di qualche giorno perché voglio anticipare l’inizio del 2019 di qualche giorno, e forse ci sto anche riuscendo.

Parlarvi di me nello specifico non è indispensabile. Mi limito a una sintesi del 2018: è stato un anno con la densità emotiva di tre, quattro, forse cinque e con lo sforzo fisico di almeno un paio. I miei amici stretti sanno molto, sicuramente più di quanto hanno saputo di me nei precedenti 34 anni. Qualcuno sa qualcosa. La mia famiglia sa tutto. Dopo anni in cui non ho mai parlato dei fatti miei, ora sanno tutto, sono stati costretti a sapere tutto. Per me è stata un po’ una forma di violenza, un po’ è il raggiungimento di un grande punto di emancipazione. Sicuramente mi sento migliorato anche da questo punto di vista. Ho imparato a confidarmi (con moderazione, eh) è questo è certamente un bel passo avanti.

Non so se il corpo e sopratutto la testa erano omologati per questo tipo di anomalia nelle curve che ho dovuto affrontare durante gli ultimi dodici mesi, ma non tutto è controllabile, prevedibile, schivabile, è questa è in definitiva la prima cosa importante – e definitiva – che mi porto dietro. E soprattutto, oggi sono in piedi e sorrido. Quindi ladies and gents, fate con me un bel gesto da cafoni nei confronti delle intemperie.

Le altre due cose che sento di aver imparato:

– Il dolore è una condizione ineliminabile dell’esistenza. Ineliminabile. Esistono le malattie, le sconfitte, le tragedie, la morte, la fine degli amori, la fine delle amicizie, i tradimenti, le delusioni, gli errori perdonabili e quelli imperdonabili. Prendere atto di questo fattore per me è grande notizia, e per due motivi. Il primo: se il dolore è una condizione ineliminabile dell’esistenza, è totalmente inutile vivere la propria vita pensando di schivarlo. Quelle strategie di pseudoprotezione basate sul ‘non mi dico la verità’, ‘non ti dico la verità’, ‘urlo più forte così con la mia voce copro la voce della mia testa e non sento la realtà delle cose’, ‘mi metto in un angolo e aspetto che il tornado passi’ sono, semplicemente, inutili. Anzi: sfidare il dolore con i muscoli molli è il modo migliore per farsi ancora più male. Il secondo: se il dolore è risorsa abbondante, è disponibile con facilità al mercato, a due lire, a volte te lo regalano pure quando non lo hai chiesto, tanto vale non perdere un solo secondo a indugiare su quello stato d’animo. Bisognerebbe (e si può) passare tutta la vita a lavorare sulla gioia. La gioia esiste, ma (a differenza del dolore) non è gratis, non si trova agli angoli delle strade. Va costruita, va voluta.  Esistono le guarigioni, le vittorie, le grandi notizie, la vita, l’inizio degli amori, l’inizio o la riscoperta delle amicizie (a proposito: quanto ho sottovalutato l’amicizia tra uomini, e quanto l’ho riscoperta quest’anno), la lealtà totale, le sorprese, le scuse sincere quando sbagli, i comportamenti che migliorano dopo che scopri che hai sbagliato. Tutto questo richiede impegno. Sopratutto richiede determinazione. Perché essere infelici è semplicissimo; per essere felici bisogna volerlo.

– dite sempre la verità alle persone a cui volete bene. Sempre. Fatelo per loro ma anche per voi stessi. Fatelo coi tempi giusti. Né troppo presto (un mio errore tipico) né troppo tardi (un tipico errore altrui). Le strade lastricate di sincerità sono spesso le più complicate da percorrere, ma portano sempre a destinazione. Confidatevi. Condividete il carico con chi ha la forza e la voglia di condividerlo. E siate pronti a portare il carico di chi volete bene sulle vostre spalle, per tratti brevi o meno brevi. Tutti hanno bisogno di aiuto. Nessuno ce la fa da solo.

Per il 2019 ho un solo fondamentale (ma difficilissimo) obiettivo: annoiarmi. Dare riposo alle mie clavicole, che hanno dovuto sopportare carichi (ir)reali, ingiusti. E ho naturalmente tanti sotto-obiettivi funzionali a raggiungere il macro-traguardo.

Metto questo 2018 in un bel cartone, bello capiente. Non butto niente, perché nonostante tutto non c’è davvero nulla da buttare. Metto il cartone in cantina. Lo sigillo bene, perché voglio andare oltre. Ma quel cartone deve restare qui, accanto a me, a ricordarmi tutto quello che mi è successo. Inizio il 2019 con qualche giorno d’anticipo rispetto al calendario. Buon anno. Nuovissimo. Siate felici, se potete.

Le cose sono difficili

5 Dic

Non è perché le cose sono difficili che non osiamo farle, ma è perché non osiamo farle che sono difficili.

(Seneca)