99, 100, 101

10 Feb

Oggi (avantieri, sai com’è, le bozze) è la giornata dei numeri.

I multipli di due e la storia che li ha regolati e regalati appartiene a doppia emme, che se la terrà per se a meno che non abbia voglia di condividerla.

Ma in realtà sta emergendo una nuova storia.

Ogni giorno succede qualcosa, ogni giorno sembra racchiudere al suo interno un mese di emozioni.

E insomma, sto bilancio della settimana scorsa scritto di martedì mattina mi viene strano. Dato che in una giornata e mezzo di vita succede qualunque cosa. Dato che già ci sarebbero altri 7 post da scrivere. Per tutto quello che ho visto, vissuto, elaborato. Per i sorrisi, per i denti stretti, per gli esami dati e quelli che non finiscono mai. Per i complimenti travestiti da cazziatoni. O qualcosa del genere.

Provando a tirare le fila su quello che volevo scrivere prima che la bozza fosse interrotta, posso dire che sono riuscito, finalmente e di forza, a dividere lavoro e vita privata. Me ne sono accorto quando non ho potuto che rispondere “sì” alla domanda:

“devi aiutare uno che ti sta sui coglioni, non merita la tua stima, non ci lavoreresti mai insieme, ma ha l’idea giusta per migliorare la città?”

Sì che lo devi aiutare. Non è un lavoro facile, non lo possono fare tutti. Molti non ce la farebbero. La fatica è proprio tenere le sfere divise. Di non dire “io non ci sto se ci sta lui”. Questo non aiuta la nostra idea, non ci tira fuori dall’inedia.

Il dovere è dividere, discernere e non confondere mai quello che è giusto e di quello che ci piace. Quello che va bene sulla scrivania dell’ufficio e quello che va bene solo con la saracinesca abbassata.

Sta storia dei 100 va velocissimo. Molti sono diffidenti per principio. Molti cercheranno la verginità politica dove la politica non c’è. Molti vogliono solo salire sul treno in corsa e sfruttare il nostro lavoro, mesi di elaborazioni, giorni di rinunce, ore di discussioni. Ci verrebbe di di dire no a chi, chiaramente, viene a noi con queste intenzioni.

Ma non ce lo possiamo permettere. Saremmo settari, elitari, gelosi, stronzi (citazioni libere degli ultimi giorni).

E’ questa la sfida. La sfida è tirare il meglio da tutti. Tirare il meglio da questa città. E mantenersi saldi. Come mai nella vita.

Non siamo qua per dire “tu sì e tu no”.

(anche se a volte, quanta voglia avremmo di farlo…)

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