Archivio | Le cose mie RSS feed for this section

Esistono tre idee

8 Mag

Esistono tre idee: la mia, la tua e quella giusta.

(Platone)

Annunci

È inutile agitarsi troppo

4 Mag

“Come convivere con la paura dei missili di Kim Jong-Un?”

“Siamo buddisti e fatalisti, se non si può fare niente di concreto è inutile agitarsi troppo”

(Yoshiharu Fukuyara)

Il mondo è di chi nasce per conquistarlo

2 Mar

Il mondo è di chi nasce per conquistarlo
e non di chi sogna di poterlo conquistare, anche se ha ragione.
Ho sognato di più di quanto Napoleone abbia realizzato.
Ho stretto al petto ipotetico più umanità di Cristo.
Ho creato in segreto filosofie che nessun Kant ha scritto.
Ma sono, e forse sarò sempre, quello della mansarda,
anche se non ci abito;
sarò sempre quello che non è nato per questo;
sarò sempre soltanto quello che possedeva delle qualità;
sarò sempre quello che ha atteso che gli aprissero la porta davanti a una parete senza porta,
e ha cantato la canzone dell’Infinito in un pollaio,
e sentito la voce di Dio in un pozzo chiuso.

(Fernando Pessoa)

Non ho avuto il tempo di occuparmi del successo degli altri

4 Gen

Se hai un bar o il tempo impegnato a fare cose per la tua vita, le energie per pensare a me non ce le hai. Io oggi ho fatto radio, sono andato all’asilo, ho scritto, non ho avuto il tempo di occuparmi del successo degli altri.

(Fabio Volo)

Fotografia del 29 dicembre 2017 – Uscire dalla dipendenza dal lavoro

31 Dic

Chiudo l’ufficio. Chiudo il 2017.
Non so precisamente a che punto del mio viaggio professionale mi trovo. So solo di essere molto distante dal punto in cui ero dodici mesi fa.

Ho passato l’anno complicato, oscuro, poco visibile, di piena gavetta (forse mai così tanta, finora) che mi aspettavo di vivere. Ho la sensazione, non ancora suffragata da alcuna evidenza empirica, di aver superato una bella montagna e di iniziare a vedere l’orizzonte in lontananza. Ma ho il fiatone, emagari è solo un miraggio. Quindi non è ancora il momento di festeggiare.

Di questo 2017 lavorativo porto con me un piccolo (bugia, è grandissimo) motivo d’orgoglio: aver riconosciuto le due o tre cose che ti fanno diventare workaholic (dipendente dal lavoro), averle isolate, averle combattute. E averle vinte, spero. (Sì, non mi piace avere dipendenze). Provo a dirvi ciò da cui ci si deve liberare secondo me:

1. È arrivato un momento in cui mi sono reso conto che anche se fossi stato in ufficio 24 ore su 24 non sarei stato comunque capace di fare tutto quello che ci sarebbe da fare. Quando sono arrivato a questa consapevolezza ho immediatamente fatto il passo successivo: se non puoi fare tutto è anche inutile provarci, a fare tutto. Alla cieca dedizione devono subentrare altre competenze non meno importanti: la capacità di discriminare. Di delegare. Di riconoscere le priorità. E di iniziare a considerare il tempo libero come qualcosa che non si può erodere, come un cuscinetto a cui non si deve attingere per incapacità di separare il tempo della vita da quello del lavoro. Come un dovere, quasi più dovuto del lavoro. Lavorare mi piace ancora molto, ma mi piace ancora di più pensare al lavoro come qualcosa che faccio tra un momento e l’altro di tempo libero. Provate a rovesciare questo sistema di priorità, e la vita cambia. A me sta cambiando.

2. Il mondo va avanti anche senza di me. Troverà altri metodi, forse si incepperà un attimo, o forse al contrario andrà meglio di prima. A quel punto si può scoprire che il rallentamento sta nei propri errori, nelle manie di controllo, nell’incapacità di fidarsi degli altri, nell’accumulo di stanchezza su stanchezza, che fa prendere decisioni progressivamente e inevitabilmente peggiori. Fino, per l’appunto, alla dipendenza da lavoro. Liberarsi dall’idea di essere indispensabili è bellissimo, utile, necessario.

Aspettando l’ispirazione (o più semplicemente il 31 dicembre) per mettere insieme i buoni propositi per l’anno nuovo, chiudo il mio 2017 lavorativo augurando di trovare un lavoro stabile e dignitoso a chi se lo merita ma non ce l’ha ancora, e a liberarsi dalla dipendenza dal lavoro a chi ne è affetto. Ci sono riuscito io, e quindi ci può riuscire chiunque.

I 20 migliori singoli del 2017, secondo me – posizioni dalle 10 alla 1

31 Dic

Classifica sindacabilissima.
Criterio di elezione: solo brani usciti come singoli nel 2017.

Non valgono dunque brani usciti prima e diventati famosi nell’anno in corso, così come non valgono brani più belli dei singoli ma non usciti come singoli.

Il 24 dicembre ho pubblicato la prima puntata (con le posizioni dalla 20 alla 11) sempre sul mio blog personale. Lo trovate qui.

Ho anche creato una playlist Spotify per l’occasione.

10. Four Tet – Planet

 

9. Lucy Rose – I Can’t Change It All

 

8. Lorde – Green Light

 

7. Maggie Rogers – On+Off

 

6. Cigarettes After Sex – Apocalypse

 

5. Drake – Signs

 

4. Future – Mask Off (Kendrick Lamar remix)

 

3. The XX – Hold On (Jamie XX remix)

 

2. St. Vincent – New York

 

1. London Grammar – Hell To The Liars

I 20 migliori singoli del 2017, secondo me – posizioni dalle 20 alla 11

24 Dic

Classifica sindacabilissima.
Criterio di elezione: solo brani usciti come singoli nel 2017.

Non valgono dunque brani usciti prima e diventati famosi nell’anno in corso, così come non valgono brani più belli dei singoli ma non usciti come singoli.

Il 31 dicembre pubblicherò la seconda puntata (con le posizioni dalla 10 alla 1) sempre sul mio blog personale. La trovate qui.

Ho anche creato una playlist Spotify per l’occasione.

 

20. George Fitzgerald – Burns

 

19. Charlotte Gainsbourg – Ring-a-Ring O’Roses

 

18. Daphni – Face to Face

 

17. Sampha – (No One Knows Me) Like The Piano

16. Laura Marling – Wild Fire


15. Fatima Yamaha – Araya


14. Sigrid – Strangers


13. Jorja Smith – Teenage Fantasy


12. Wolf Alice – Don’t Delete The Kisses


11. Kendrick Lamar – LOVE