top five – g5, musica emergente

13 Lug

Monkey – Heavenly Peach Banquet (Cina)

Direttamente dal sedicesimo secolo, e precisamente dalla novella “Viaggio verso Occidente”, una delle opere più importanti della letteratura cinese, ecco a voi i Monkey. La storia racconta del viaggio di un monaco buddista in India. Quattro secoli e molti strumenti musicali dopo, quest’opera rinasce tra le mani di Wu’Cheng’en, Damon Albarn, cantante dei Blur, fondatore dei Gorillaz, grandissimo appassionato di musica popolare, e Jamie Hawlett, che con Albarn aveva condiviso una parte di percorso artistico disegnando il primo non-gruppo della storia: i Gorillaz, appunto. Dall’opera è stato tratto un album che mescola tradizione (i testi sono cantanti in lingua originale) e sperimentazione e che ha fatto risaltare questa “Heavenly Peach Banquet”, canzone ufficiale della BBC per le Olimpiadi di Pechino 2008. La Cina è vicina, davvero.

Tom Jobim ed Elis Regina – Aguas de março (Brasile)

Senza stare troppo a girarci attorno, stiamo parlando di un capolavoro. Entrerebbe in qualunque classifica delle migliori canzoni di sempre e probabilmente è il miglior brano mai realizzato in Brasile. Questo video in presa diretta racconta di un’unità e di un’intimità che rende immortale questa composizione del 1972. Nel frattempo il Brasile ha un presidente che viene dalle fabbriche, che è riuscito a farsi rieleggere e che ha raggiunto l’indipendenza energetica per il suo paese. Ora c’è la dura, durissima lotta per la riduzione delle disuguaglianze sociali. Ma da Lula, che ha nominato Gilberto Gil come ministro della cultura, a testimonianza dell’importanza storica e simbolica della tradizione musicale incarnata da questa “Aguas de Marco”, ci possiamo aspettare grandi cose, ancora una volta.

Lata Mangeshkar – wa na tod (India):

Dedicate un pomeriggio alla musica indiana. E’ verosimile che alcuni di voi non riescano a superare i 10 minuti di sopportazione, ma chi riesce a resistere scoprirà un mondo meraviglioso, fatto di sitar, di percussioni e di performances incredibili. Spesso il destino della musica indiana si è fuso con quello altrettanto affascinante di Bollywood. La testimonianza di ciò è l’ottuagenaria Lata Mangeshkar, “una delle migliori cantanti in playback della musica indiana”. La dicitura non deve trarre però in inganno: Lata canta, e canta bene, dal 1949. A coronamento della carriera c’è questa Wa Na Tod, finita nella colonna sonora di “Se mi lasci ti cancello” (2004). 5 anni dopo, è Hollywood che sembra inseguire l’India, dopo un secolo di dominazione culturale.

Titan – 1,2,3,4 (Messico)

Questo trio messicano semisconosciuto si è rivelato con questo brano del 2000, ha guadagnato un po’ di fama anche a causa di un video stralunato. In Italia ha avuto ancora più visibilità, poichè è finito tra i vari jingle del programma “Le Iene” ; un format che, nel suo periodo di gloria, riusciva a trasformare la sua musica d’accompagnamento in canzoni cult. Nel frattempo il Messico appare come il paese emergente maggiormente in difficoltà in questa fase di recessione globale: la sua economia, infatti, è fortemente condizionata dal rapporto con gli Stati Uniti. I Titan non se la passano meglio: questa “1,2,3,4” è a tutti gli effetti una One Hit Wonder (espressione usata per indicare l’unica canzone di successo di un musicista, che poi scompare subito dopo).

Chris Chameleon – Groet (Sud Africa)

E’ bello vedere una nazione africana tra quelle emergenti. Certo, il Sud Africa è uno Stato atipico da questo punto di vista. Paradossalmente è molto più vicina al continente nero di quanto non lo fosse 10 o 15 anni fa. Il suo Presidente è di colore, Mandela ha vinto la sua battaglia dopo 27 anni di carcere, l’apartheid è una parola lontana, finalmente. Ma per non dimenticare il passato coloniale, va citato il musicista forse più popolare nel paese che ospiterà i Mondiali di Calcio del 2010: Chris Chamaleon. Lui canta in olandese, Probabilmente canta ai ricchi, ai bianchi. Ma chissà, forse è un’icona nazionale. E un simbolo d’integrazione.

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