2008 di getto, al rallentatore

30 Dic

Sì, prendiamolo così, senza pensarci. Scriviamo cosa viene, parliamo del 2008 senza dare ordine alle cose. Cosa affiora d’istinto è davvero importante.

Sia ben chiaro: il 2008 è stato l’anno più importante della mia vita. E, anche per questo, il più bello.

Laurea

18 febbraio 2008: tra una riunione e l’altra chiudo l’Università. Chi è ancora alle prese con lo studio non può immaginare la sensazione che si può provare una volta chiusa la vita da studente. Non credete a chi malinconicamente vi dirà “da oggi sono disoccupato”: quello che succede alla vita di un ex-studente è impagabile, liberatorio, unico. Qualcosa che non è paragonabile a nulla di ciò che avete provato e che proverete.

Master

30 giugno 2008: Amenduni studente più meritevole del Master in Marketing e Comunicazione. Fatto tra una corsa in radio e un’esame, tra una riunione pre-elettorale e qualche pesante concessione alla mia vita privata. Esperienza cruciale non tanto per quello che ho imparato (pochino, in verità), quanto per la consapevolezza del mio valore, di quello dei miei presunti colleghi, dello stato di salute della città, della comunità. La consapevolezza di ciò che già c’è e che va cercato, stimolato, aiutato. E cosa va invece messo da parte.

PD

14 aprile 2008: io ci credevo davvero. Quel pomeriggio ero in comune, i primi exit-poll ci davano sotto di un punto. Abbiamo immaginato la zingarata, che quella famosa “forbice” stavolta riservasse sorprese strane a nostro vantaggio. Poche ore dopo eravamo alle prese con Ansa da apocalisse. La Lega prende il doppio dei voti di Rifondazione, il 30% in Veneto. La sinistra era morta, stava morendo e noi stavamo preparando i crisantemi. Ovviamente in quei momenti non ne eravamo consapevoli, ma sapevamo che l’Italia voleva Berlusconi, voleva essere coccolata con le bugie. Sono stato coordinatore dello staff della comunicazione. Un’esperienza irripetibile, sia per il fascino e la quantità di cose che ho imparato, sia perchè non la potrei più rifare. Basta coi partiti. Ma mai basta alla politica.

Proforma

12 luglio 2008: iniziano 680 ore di stage. L’esperienza lavorativa definitiva. Entusiasmanti i clienti, i colleghi ( decisamente più talentuosi di me per la gran parte), anche gli orari assurdi mi hanno affascinato. Dopo 5 mesi di lavoro sempre presente ma che mai mi ha scoraggiato e levato il sorriso dal volto, adesso ho le chiavi di un giocattolo molto più grosso. Ma con loro la musica è e sarà sempre diversa. Se tendenzialmente perdo velocemente la motivazione una volta raggiunti i traguardi, con loro non funziona così. Con loro avrò sempre voglia di lavorare, anche gratis, anche di notte.

Radio

13 ottobre 2008: a proposito di traguardi e motivazioni. E’ in quel caldo lunedì d’autunno che realizzo un altro mio sogno: la conduzione di un programma quotidiano in diretta su Controradio, l’emittente che da giovani rappresentava una sorta di modello magico e insuperabile. Dopo 2 mesi e mezzo di galoppata trionfale, di progressivi, costanti e riconosciuti miglioramenti che ci sono valsi la riconferma per la prossima stagione, io mi trovo al bivio. Ho bisogno di sentirmi parte di un progetto che non si esaurisca con il compito a casa, ho bisogno di gente di talento al mio fianco, gente che sputi il sangue per lavorare gratis. Perchè io il sangue l’ho sputato, anche  se non mi è mai davvero pesato. Però è giusto che si sappia. Ora ho bisogno di motivazioni superiori per dare ancora di più. La radio è la mia passione incrollabile, ma non è una passione a tutti i costi. Più niente, in verità, è a tutti i costi.

Mavù

17 maggio 2008: organizzo il mio primo evento nel posto dei sogni. Il luogo più bello della Puglia, dove avevo assistito a concerti strepitosi (Groove Armada su tutti, con un amico che poi si è intrattenuto con una mia ex lungo il 2008. L’eterno ritorno dell’uguale?), a grandi dj-set ma sopratutto a un clima fantastico legato al posto. Un posto che mi permetteva di sognare programmazioni pazzesche, così come il mio accordo con la proprietà prevedeva. Un accordo finito con uno stipendio mai pagato e le mie dimissioni. E con la più grossa  delusione dell’anno, che però ha avuto il vantaggio di mettermi davanti alla verità: qui sono tutti ricottari, per organizzare eventi le strade sono altre. E forse non è nemmeno il mio mestiere.

Maruzza

8 ottobre 2008: mi ha cambiato la vita. Non serve aggiungere altro.

Luci in ombra

Vorrei ringraziare tutti (non più di 5, non mi fate fare i nomi, vi ho tenuti nascosti per proteggervi, non mi va di utilizzarvi come carne da macello o come materiale d’avanspettacolo) quelli che hanno impreziosito la mia vita durante tutto l’anno. Ho combinato veramente di tutto, ma nessuno lo sa. E nessuno lo saprà, se non i diretti interessati. L’orgoglio è quello di non aver mai fatto del male a nessuno, nè direttamente nè indirettamente. Nel fare gli stracazzi miei, ho avuto un’etica rigidissima. Lo devo, lo dovremmo tutti,a tutti.  Il rimpianto è quello di aver deluso qualcuno per non aver dato la sensazione di essere legato a queste persone, per essere stato “quello impegnato”, quando in realtà è mancato qualcosa, sempre qualcosa di diverso, e non solo qualcosa di mio. Siete luci della mia vita e non ve ne andrete via di certo.

2009

Pochi progetti, ma chiari (e già letti se seguite questo blog):

dare più valore al mio tempo e non solo economico;

non lanciarmi su tutti i progetti che mi piacciono;

abbattere la quantità di spettacolo e vita mondana;

avere più coraggio di dire alle persone che sono valide o che non lo sono affatto;

ridurre ancora di più la quantità di compromessi;

Un 2009 con meno Duni sarà un 2009 migliore.

Auguri ragazzi, che possiate avere la gioia che io ho provato in quest’anno.

Una Risposta to “2008 di getto, al rallentatore”

  1. mursie 31 dicembre 2008 a 01:33 #

    meno duni, più duni per noi.

    ancora svampita, incredula e, sopratutto, grata. ti amo

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