top five – radio lady gaga

4 Ago

Kid Cudi + Common + Kanye West – poke her face

Far ruotare tutta una cinquina su una sola canzone potrebbe sembrare follia, ma questo brano da solo incarna una tal quantità di codici musicali e linguistici che “Poke her face” rappresenta un esperimento di sociologia di cui i compositori certamente non erano consapevoli. Kid Cudi, 25enne rapper americano salito nelle classifiche di tutta Italia grazie a un remix degli italianissimi Crookers, intuisce le incerte doti vocali dell’astro nascente della musica mondiale, Lady Gaga, ne ricava un estratto da un suo live e lo campiona. Sembra una gallina, invece il po-po-po del campionamento di “Poker Face”, hit mondiale (nostro malgrado), diventa un tappeto di goduria anche per Kanye West e Common, due autentici fenomeni del genere, forse gli ultimi fenomeni del rap mondiale. Ora, forse, potremo anche capire cosa voleva dire la parola poke su Facebook: è un gesto di richiamo all’attenzione, solitamente con le dita. Insomma, i rapper invitano il pubblico a mettere le dita negli occhi di Gaga.

Lady Gaga – Paparazzi

E mentre la faccia da poker diventa un feticcio trash-rap, Angelina Germanotta si lancia per la terza volta nelle classifiche di vendita e si lancia dal balcone di un improbabile video diretto niente popò di meno che da Jonas Akerlund, mente creativa tra le più fervide negli anni ’90 (su tutti, “Smack my bitch” dei Prodigy), lanciatosi a sua volta nel mondo di Gaga. Angelina Germanotta è un prodotto di marketing puro, così come la confezione del Magnum Temptation. A partire dal nome di battesimo rapidamente sotterrato, proseguendo con video in cui la voce viene altrettanto rapidamente nascosta da chioma bionda, ancate e ammiccamenti soft-porno. Di musica qui ce n’è poca; c’è il suo produttore, RedOne, che sembra non essere poi così tanto scarso (portare la Germanotta in testa non era impresa facile). Ma insomma, niente a che vedere con il gruppo da cui Gaga ha tratto ispirazione per il suo nome “d’arte”.

Queen – Radio Gaga

Sì: Lady Gaga, sentendosi forse di sangue blu, ha profanato la Regina. Chissà cosa penserebbe Freddie Mercury se ascoltasse “Poker Face”, se potesse osservare le classifiche di vendita della sua Inghilterra, così scleroticamente altalenanti tra capolavori e disastri. Chissà cosa penserebbe se sapesse che una cantante geneticamente modificata porta il nome di uno dei suoi brani più affascinanti, con un video che da solo potrebbe rappresentare un buon manifesto degli anni ’80, pur essendo ricavato da un film degli anni ’20, Metropolis di Fritz Lang. Pubblicata nel 1984, Radio Gaga è il primo singolo dei Queen ad arrivare primo in Italia. Dove Lady Gaga, per fortuna e stranamente, non ci è mai arrivata. E chissà cosa penserebbe Freddie Mercury del nuovo singolo dei Muse…

Muse – United States of Eurasia

…probabilmente penserebbe di aver creato un mostro. Anzi, tanti mostri. I gruppi che hanno candidamente ammesso di aver imparato molto (tutto? Vi ricordate dei The Darkness?) sono tanti. Ma qui il tributo sfocia nella citazione. E se sono i Muse, ovvero una delle band più influenti della storia recente del rock internazionale, a decidere di prostrarsi in modo così evidente, vuol dire che i Queen non hanno perso un briciolo della loro capacità di influenza nonostante siano passati (già) 17 anni dalla morte della Regina Freddie. “United States of Eurasia” è il primo singolo di “The Resistance”, quinto album di studio della band del Devon, prodotto e registrato sul Lago di Como, dove il cantante Matt Bellamy risiede da tempo. Tanto rock, poche GaGate.

Nina Zilli e Giuliano Palma – 50mila

Avendo dedicato sin troppo tempo a una non-cantante, mi sembrava doveroso chiudere questa cinquina con due signore ugole. La prima, femminile, è quella di Nina Zilli, autentica carneade (appena 400 visualizzazioni del suo profilo Myspace – http://www.myspace.com/ninazilli), un timbro che ricorda tantissimo Meg, ma che a orecchie più esperte potrebbe rievocare la sua quasi omonima esule elvetica. La seconda, maschile, è quella di “The King” (è anche la cinquina dei titoli nobiliari), Giuliano Palma, che appare perfettamente a suo agio in brani retrò, pop e contemporaneamente ricercati. Potrebbe essere il tormentone di questo finire d’estate. Sempre che Lady Gaga ce lo consenta.

Una Risposta a “top five – radio lady gaga”

  1. mursie 5 agosto 2009 a 18:03 #

    bella cinquina mendu

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