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top five – tracce di Italia Wave

23 Lug

Kraftwerk – Radioactivity

Era l’evento più atteso dell’intero festival, e non ha deluso le aspettative. Seguiti da un pubblico incredibilmente eterogeneo, i quattro tedeschi hanno deliziato il loro pubblico con il concerto che i loro fan si aspettavano. Tutti i classici, tutti i video storici a farla da padrona nelle scenografie (con grafiche anni ’80 che evocavano in automatico la Germania del Muro), tutti che si chiedevano se suonavano dal vivo oppure no, cosa diamine fanno durante il loro set, perché smanettano dietro quelle tastiere, se improvvisano, se non si sono un po’ annoiati, cosa faranno in futuro. L’anno prossimo si festeggia il quarantennale dalla loro fondazione. Ma sono sicuramente più di 40 le formazioni che ai Kraftwerk devono molto, quasi tutto. Se non avete mai visto un loro concerto andateci: sembra un collage di suoni di altre band dei giorni nostri. Con quarant’anni di anticipo, appunto.

Uochi Toki – il non illuminato

L’ItaliaWave (ex ArezzoWave) è uno dei festival italiani più longevi ed apprezzati. Quest’anno la crisi ha colpito anche il settore dei concerti, e dopo alcuni anni (e alcune vicissitudini climatiche di troppo), l’Heineken Jammin Festival è saltato, rendendo la quattro giorni toscana ancora più interessante ed attesa. Uno dei punti di forza di questo festival è la capacità degli organizzatori di offrire musica gratis per la stragrande maggioranza degli eventi. Quest’anno si è puntato su una diversificazione spinta di contesti e anche di orari. E così, in una tranquilla e calda domenica livornese, più o meno all’ora di pranzo, i Uochi Toki hanno lanciato le loro invettive sul pubblico inizialmente titubante, ma che poi si è lasciato travolgere da questo duo inopinatamente sconosciuto ai più.

Ricchi e Poveri – sarà perché ti amo

Che confusione. Marina Occhiena ha folgorato le menti edulcorate dei 3000 partecipanti all’Elettrowave, giunti al Palazzetto dello Sport di Livorno per ascoltare il dj-set di Soulwax e di Ellen Allien e impreparati dinanzi alla gloriosa citazione di un tempo che fu. I Ricchi e Poveri compaiono nel bel mezzo del set del duo belga Soulwax (che si trasforma in 2 Many Dj’s quando si tratta di selezioni musicali), con tanto di maxischermo e copertina con su scritto “N.1 en Italie”, a testimonianza dello straordinario successo europeo di questo brano del 1988. E mentre le menti edulcorate provano a riprendersi dallo stordimento, è già tempo di missaggio. E così i genovesi lasciano il posto all’Australia. A Sydney. Agli AC/DC. Sì, dai Ricchi e Poveri all’hard-rock.

Ska-P – intifada

La chiusura del festival livornese è stata affidata all’esplosiva band spagnola che, dopo aver terrorizzato i fan (caldissimi e devotissimi) per circa 2 anni, sono ritornati insieme non più di un anno fa. Chi ha visto un concerto degli Ska-P sa cosa aspettarsi, chi lo rivede sa perfettamente cosa succederà. Tecnicamente bravissimi, non altrettanto brillanti dal punto di vista creativo, forse bloccati da un genere che, pur piacevole, può mostrare qualche limite sulle lunghe distanze. L’ottetto di Madrid è però travolgente soprattutto nell’eloquio tra un brano e l’altro, quando ha l’occasione di arringare la folla con vere e proprie invettive da “sinistra radicale”. Come per questa “Intifada”, il cui titolo lascia ben poco spazio ai dubbi sugli argomenti trattati.

Jovanotti – Punto

Lui, all’ItaliaWave, non c’era, anche se non si suonava troppo lontano dalla sua Cortona. Ma, essendo d’accordo con chi teorizza che il trasferimento è parte integrante della bellezza di un viaggio, e poco importa se questo implica 8 ore (x2) e 800 km (x2) con 20 gradi (x2) e senza aria condizionata, non potevo non citare la canzone che più abbiamo ascoltato durante la traversata tra Puglia, Campania, Lazio e Toscana. Una canzone d’amore. E provate ad indovinare il nome della mia automobile…