Rallentare non è solo una promessa mancata

22 Dic

Sono mesi che affronto il tema di me che devo mordere il freno, alzare il piede dall’acceleratore, dare più valore al mio tempo, tornare a essere un ragazzo di 24 anni, andare in vacanza, fare tardi la sera, coltivare le sue passioni più o meno sane, più o meno importanti, più o meno condivise e condivisibili.

Ora ce l’ho fatta, finalmente, a trasformare i buoni propositi in realtà.

Ho lasciato la conduzione di Basette. E’ stata una settimana durissima da questo punto di vista. Dire che io non ci sto più vuol dire ammettere che il progetto iniziale non è mai esploso.

Vuol dire che un leader (?) di un gruppo ammette di non essere stato in grado di crearlo, quel gruppo. Da un punto di vista emotivo, di identità, più che pratico (il programma è piaciuto, è stato confermato, lo abbiamo sempre portato a casa.  1 ora e mezza al giorno di diretta per 2 mesi e mezzo, senza che nessuno di noi ricevesse un euro. Questo è un dato di fatto).

Vuol dire che in certi passaggi si è sentito tradito. Che è stato valutato come persona e non come professionista. E questo non si fa, quando si lavora tutti assieme per un presunto scopo comune.

Ho lasciato temporaneamente, perchè non riesco a non sperare  che le  cose migliorino, si evolvano.  Ma ho lasciato, perchè penso che solo così si possa migliorare. Tutti, senza di me, con il potere ed il controllo in mano.

Sto imparando ad avere pazienza, e non quella (in certi casi) straordinaria foga di fare tutto ciò che mi piace. Perchè è solo così, ragionando, riflettendo, negandosi a volte,  che si acquista valore. Si vive meglio, e si fa meglio tutto.

Perchè in fondo so fare discretamente due cose: pensare e scrivere.

Ed entrambe le cose non riescono bene senza riposo, senza calma, senza un clima favorevole attorno a me.

Sarà il mondo a stabilire se una mia parola ha un valore: che sia commerciale, simbolico o profetico, poco importa.

Sarà il mondo a stabilire se qualcuno ha bisogno delle mie idee per far crescere un progetto.

Non sarò io a dirmi pronto, perchè forse non è sempre vero. Anzi: quando sbaglio, sono sempre contento.

Le ferie natalizie sono forse più ferie di quello che speravo. E ho deciso che saranno ferie verie. Non me ne frega niente se non viaggerò, se dovrò aspettare ancora 6 mesi (non potevo immaginare che forse, addirittura, potevo partire). Approfitterò per riposare. Per fare gesti semplici. Per godermi tutto, ogni singola gioia.

Per tutti quelli che pensano che io sia un buon compagno di viaggio, vi dò un consiglio: riposatevi, riposiamoci tutti.

Dal 2 gennaio, scatta l’anno più importante delle nostre vite. E dopo il 2008 strepitoso che ho vissuto, non posso che essere pronto a fare il definitivo salto di qualità.

Ma sempre senza strafare.

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2 Risposte to “Rallentare non è solo una promessa mancata”

  1. ShArDiCk 22 dicembre 2008 a 14:47 #

    Da quando ho chiuso IRCLab, io ho avuto una specie di crisi di mezz’età: avevo chiuso un capitolo importante (seppur a livello personale) della mia vita e davanti avevo tanto tempo libero.
    Poi varie vicissitudini mi hanno portato ad essere “informaticamente apatico”, a non voler fare più i miei esperimenti, a non voler più cercare di coltivare i miei interessi anche come extralavorativi.
    Qualche volta IRCLab mi manca, mi manca tutto quel casino tecnologico, di persone, di cose da fare, di cose da pensare che si creava intorno a quel piccolo e stupido progetto da ragazzini troppo cresciuti.

    Ora, grazie a nuovi stimoli che vengono da un’altra persona che non sa nemmeno di darmi, sono pronto a fare molto altro fuori dall’ufficio..

    Forse il problema di fondo è che prima eri troppo preso da te stesso, scusa se te lo dico (e ora mi risponderai che tutti se la menano su questo punto :D) e ora che hai “nuovi stimoli” vedi tutto con più chiarezza.

    In pochi sapete quali sono le mie sfide giornaliere e l’unica cosa che dovremmo volere probabilmente è semplicemente vivere i nostri fottutissimi 24-25 anni come gli altri.
    Solo che non ci riusciamo, non siamo bravi a fottercene del futuro.

  2. duniduni 22 dicembre 2008 a 15:50 #

    In questo caso, non credo sia tutto finito, anche perchè non c’è motivo di mandare tutto a mare.
    E’ finita un’idea, un modello di gruppo che non ha più ragione di esistere, nemmeno nella mia testa.

    In ogni caso è un bene che abbia passato la mano proprio ora, proprio in un momento in cui ho bisogno di tirare il fiato (negli ultimi 16 mesi ho fatto 11 giorni di vacanza)e alle soglie di altri sei mesi di autentica passione.

    Che fossi troppo preso da me stesso, oramai è chiaro a tutti. Che ora non ce ne sia più motivo, è altrettanto palese.

    Nessuno può conoscere a menadito le tue sfide, è chiaro. Sembra che di me si sappia di più, ma per un mondo emerso c’è tutto un fiorire di emozioni, più o meno belle, che terrò per me. Sempre.

    E se da un lato sento il bisogno di avere 24 anni, dall’altro so anche che non ho alcuna intenzione di tornare giovanilistico, più che giovane.

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