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Una manovra da 40 miliardi di Euro

6 Giu

Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.

 

(Kenneth Boulding)

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Rallentare non è solo una promessa mancata

22 Dic

Sono mesi che affronto il tema di me che devo mordere il freno, alzare il piede dall’acceleratore, dare più valore al mio tempo, tornare a essere un ragazzo di 24 anni, andare in vacanza, fare tardi la sera, coltivare le sue passioni più o meno sane, più o meno importanti, più o meno condivise e condivisibili.

Ora ce l’ho fatta, finalmente, a trasformare i buoni propositi in realtà.

Ho lasciato la conduzione di Basette. E’ stata una settimana durissima da questo punto di vista. Dire che io non ci sto più vuol dire ammettere che il progetto iniziale non è mai esploso.

Vuol dire che un leader (?) di un gruppo ammette di non essere stato in grado di crearlo, quel gruppo. Da un punto di vista emotivo, di identità, più che pratico (il programma è piaciuto, è stato confermato, lo abbiamo sempre portato a casa.  1 ora e mezza al giorno di diretta per 2 mesi e mezzo, senza che nessuno di noi ricevesse un euro. Questo è un dato di fatto).

Vuol dire che in certi passaggi si è sentito tradito. Che è stato valutato come persona e non come professionista. E questo non si fa, quando si lavora tutti assieme per un presunto scopo comune.

Ho lasciato temporaneamente, perchè non riesco a non sperare  che le  cose migliorino, si evolvano.  Ma ho lasciato, perchè penso che solo così si possa migliorare. Tutti, senza di me, con il potere ed il controllo in mano.

Sto imparando ad avere pazienza, e non quella (in certi casi) straordinaria foga di fare tutto ciò che mi piace. Perchè è solo così, ragionando, riflettendo, negandosi a volte,  che si acquista valore. Si vive meglio, e si fa meglio tutto.

Perchè in fondo so fare discretamente due cose: pensare e scrivere.

Ed entrambe le cose non riescono bene senza riposo, senza calma, senza un clima favorevole attorno a me.

Sarà il mondo a stabilire se una mia parola ha un valore: che sia commerciale, simbolico o profetico, poco importa.

Sarà il mondo a stabilire se qualcuno ha bisogno delle mie idee per far crescere un progetto.

Non sarò io a dirmi pronto, perchè forse non è sempre vero. Anzi: quando sbaglio, sono sempre contento.

Le ferie natalizie sono forse più ferie di quello che speravo. E ho deciso che saranno ferie verie. Non me ne frega niente se non viaggerò, se dovrò aspettare ancora 6 mesi (non potevo immaginare che forse, addirittura, potevo partire). Approfitterò per riposare. Per fare gesti semplici. Per godermi tutto, ogni singola gioia.

Per tutti quelli che pensano che io sia un buon compagno di viaggio, vi dò un consiglio: riposatevi, riposiamoci tutti.

Dal 2 gennaio, scatta l’anno più importante delle nostre vite. E dopo il 2008 strepitoso che ho vissuto, non posso che essere pronto a fare il definitivo salto di qualità.

Ma sempre senza strafare.