doonie, vogliamo che tu partecipi alla tappa italiana dell’European Poker Tour a San Remo!
Essì, proprio a me.
doonie, vogliamo che tu partecipi alla tappa italiana dell’European Poker Tour a San Remo!
Essì, proprio a me.
Ecco, ora che vi ho anticipato con la battuta di spirito avete un motivo in meno per prenderci per il culo.
Sto per iniziare una nuova settimana di superlavoro. Affascinante, ma sempre superlavoro è.
Riuscirò a battere il record di settimana scorsa? Supererò le 65 ore settimanali?
Chissà.
Di sicuro è strano lavorare così tanto e sentirsi come se non si è fatto ancora tutto. Chiaramente non può essere colpa di una singola persona se non si è puntuali su tutte le scadenze di una campagna elettorale. Certe scadenze, tra l’altro, vengono fisiologicamente ignorate perchè divengono meno cruciali. Eppure, non basta.
Evidentemente non basta il massimo. E’ un po’ il tema della settimana, declinato su tutti gli aspetti della mia vita.
Mi viene chiesto di più, a voce o indirettamente. Viene chiesto di più al cuore ed al cervello. A volte è una richiesta legittima, altre volte inspiegabile. Ora sta a me.
Negli ultimi anni ho deciso di cambiare radicalmente impostazione di vita. L’unico modo per essere sereno e psicologicamente più solido è dare il massimo. Il 110%.
L’unica fonte di azioni che possiamo gestire è la nostra persona. E se ci riusciamo è già un mezzo miracolo, vista la quantità e la qualità di soggetti che, in modo sempre crescente, affiorano nella mia vita sotto forma di bandiere sferzate dal vento.
Nella testa delle persone non posso entrare, per quanto sia comodo cavalcare un certo clichè di “Dino psicologo”, “Dino che analizza”. Solo perchè ascolto, e il più delle volte tento di farmi carico dei problemi altrui. Se la gente che sta bene non prova a prendersi un po’ di marroni, chi lo deve fare? Se tutti stanno male, come ci si aiuta a vicenda?
Ma, aldilà del mio naso, esistono le altre persone. E le mie azioni si trasformano in “semplici” comportamenti da interpretare. Non posso, non voglio cambiare gli schemi mentali di chi mi sta vicino. Ancora di meno, di chi non mi conosce. Se la gente non coglie, fraintende, io non ci potrò comunque fare niente.
E, pensavo, se io do il massimo e gli altri non se ne accorgono, cazzi loro.
Pensavo, e penso ancora. Ma sarebbe miope fermarsi a questa prima, seppur corretta, analisi.
Si può abdicare. Un passo indietro, una reazione scomposta. Alzare bandiera bianca, far franare il cervello e non rialzarsi più.
Si possono ignorare le richieste dell’esterno. Si possono fare confronti, per uscirne spesso vincitori. E quindi, ritrovare la tranquillità nel confronto, nella comparazione.
Oppure, si può ringraziare chi ti chiede ancora di più. Perchè poi scopri che, se solo diventi un po’ più furbo, quel “più del massimo” è già nelle tue corde.
Lo devi solo far vedere.