il rompighiaccio

9 Gen

E’ da quando mi conosco che rompo il ghiaccio.

Ho aperto numerosi fronti. Ho offerto opportunità a gente che nemmeno conoscevo. Leggevo, avevo idee, proponevo, organizzavo riunioni, gruppi di lavoro.

Ho messo su EmiLab, l’anomalia comportamentale della Bari contemporanea.

Ho messo in piedi gioiose macchine da guerra. Ho messo in rete risorse umane, relazionali, talvolta economiche. Ho generato ricchezza.

Eppure, raramente il mio contributo è stato valorizzato, altrimenti non si spiega com’è possibile che tutte le persone che, attraverso il mio lavoro, sono finite in radio, in uffici, in stage, in tesi, in società, ovunque, non si siano degnate nemmeno di ringraziarmi.

Il mio essere propositivo, generoso, folle, idealista ha permesso ad alcune persone di fare cose che, altrimenti, non sarebbero mai successe.

Rompere il ghiaccio vuol dire schierarsi in prima linea. E prendere le mazzate.

Spesso, troppo spesso, vengo valutato, giudicato per le mie idee. Talvolta noto un livello di puntiglio esasperante, logorante.

Toccare le virgole è una condizione accettabile solo se, chi lo fa, è un tuo superiore, o ha la dignità e l’autorevolezza morale di poterlo fare. Se, per meriti acquisiti, è alla pari con te.

Spesso queste valutazioni provengono invece da persone che non hanno ancora capito cosa vogliono dalla loro vita, che non sarebbero mai in grado di avere un’idea propria e che aspettano che qualcuno li salvi dall’inedia.

Bene, io mi sono rotto i coglioni di essere valutato sempre, sopratutto se le valutazioni provengono dall’emisfero dei pavidi.

Noto una certa stanchezza intellettuale attorno a me. Anche a me piace dormire. Anche a me piace dire che una cosa fa cagare, quando fa cagare.

So perfettamente che essere politicamente corretto è talvolta molto più difficile e stancante che esprimere opinioni sprezzanti. E quindi non vedo perchè io dovrei stancarmi più di chi, invece, distrugge cose per il gusto di farlo, forse per non sentirsi mediocre.

Vediamo come va senza rompighiaccio.

3 Risposte to “il rompighiaccio”

  1. Avatar di mursie
    mursie 10 gennaio 2010 a 10:28 #

    Ritieni siano i motivi per smettere di essere te?
    La gratitudine è più rara dell’umiltà, forse perché sono da sempre compagne.
    La tendenza del mondo a non dimostrare la propria gratitudine, a lasciare che siano i “rompighiaccio” ad aprire le strade non deve permettere che tu cambi.

    Non metterti lì paziente sulla soglia come uno di spettatore di scenari post-bellici, Dino, sono certa che i grazie arriveranno e saranno di cuore.

  2. Avatar di Stefania
    Stefania 12 gennaio 2010 a 20:31 #

    Esattamente come mi trovai a dirti all’inizio dell’avventura Emilab ed alla sua fine, grazie.

    Esattamente come mi trovai a dirti, quando un uccellino mi scrisse che avevi fatto il mio nome a Pippo per un gruppo musicale, grazie.

    Esattamente come mi trovai a dirti all’inizio dell’avventura Basette e durante, grazie.

    Una volta, ma non penso che sia umanamente possibile per te ricordarlo, mi trovai a scrivere su Facebook qualcosa di stranamente personale nel mio stato e tu, lo sai che difficilmente scrivo qualcosa di anche alla lontana riguardante la mia vita personale, eppure. Eppure allora, ringraziai un amico senza farne il nome. Ringraziai scrivendo che la migliore maniera per dimostrare tutta la mia ammirazione, fosse quella di prenderlo come esempio e lavorare sodo.

    Stavolta, mi sento di fare un passo in più e farlo quel nome. Chiaramente, il tuo :).

    Ora, so che non cercavi nè cerchi un “grazie” o un atto pubblico di riconoscimento. Hai sempre corso da solo in passato (ora, invece, con una pazzesca compagna d’avventura e viaggio come Maruzza) e sei sempre riuscito a resistere a tutto il vortice pazzesco di chiacchiere che ti gravitavano attorno.

    Io però, il mio grazie a te ho voglia di scriverlo, di rinnovarlo e colorarlo ancora, mettendoci ancora più impegno in tutte le sfide che mi hai offerto ed in tutte le sfide che io da sola ho saputo creare.

    Metti in moto officine creative e lo sai, trasmetti voglia di fare e lo sai, di fare bene soprattutto.
    Mè, rendiamoci conto.

    [Mò, scusami il flusso rompiballe di coscienza ;).]

  3. Avatar di dino amenduni
    duniduni 14 gennaio 2010 a 16:17 #

    Come spesso faccio in questi casi, mi metto a studiare e mi torna voglia di fare le cose. Quando ho quei momenti di profonda riflessione imparo ad amarmi un po’ di più e a fustigarmi un po’ di meno.

    Non cercavo la gratitudine, non quella scritta. Mi piacerebbe solo che in cambio dell’impegno che io do al mondo, il mondo desse ulteriore impegno a se stesso.

    Tutto qua :)
    Grazie a te, Stè.

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