Dopo tutto.

7 Apr
All I know is I cannot pretend
I'm sitting on the outside again
I've got the energy to blend
So I'm sitting on the outside again

Ho dato. Tutto. L’anima, il cuore, la passione, l’illusione, gli ideali, pezzi di vita che tutti gli altri tengono per sè.

Ho avuto. Molto meno di quello che ho dato. Colpa mia, dovevo dare di meno. Ma il mondo si cambia solo se qualcuno si mette davanti a tirare il carro con le pecore.

Ho perso. Occasioni, raggi di sole, feste, la vita dei ventenni, amici, tempo a litigare, tempo a ripensarci, salute, ore di sonno, ore di svago.

Ho vinto. Tre elezioni in un anno. Non da solo e non per merito mio, ci mancherebbe. Ma un po’ di me c’è in tutte e tre le vicende, così diverse, così eterogenee e così inutili se penso allo strapotere berlusconiano in Italia. Ho vinto un po’ di stima e di credibilità. Ho vinto molti limiti psico-fisici, ho vinto resistenze, ho battuto alcuni dei miei lati peggiori.

Ho salvato tutto il resto. Ho cercato tutti i giorni, nonostante la guerra attorno a me, di essere un buon fidanzato, un amico affidabile, un figlio-modello, un lavoratore-modello, un giovane-modello. Io, che per ovvi limiti estetico/caratteriali, modello non lo sarò mai.

Qualcuno ha provato ad aggrapparsi a questo mondo che mi sono costruito da solo, spesso dal nulla, spesso ricavando nulla, altre volte aprendo scenari così belli che non li so nemmeno descrivere, così incredibili che non li ho ancora del tutto compresi.


These people are really weird
And they're giving me the fear
Just because you know my name
Doesn't mean you know my game
All of us are in your face
And whisper I'm in the wrong place
Is there more to lose than gain
If I go on my own again, on my own again

Sì, ho avuto paura.

In pubblico ho fatto finta di niente. Non ho parlato, come sempre succede quando ho qualcosa da dire. Come spesso succede quando sono arrabbiato. Quando hanno iniziato a raccontarmi una storia impossibile, quando hanno iniziato a dirmi che ci poteva stare, che era tutto lecito, che tutto in fondo è lecito, perchè (questo non me lo dicevano, ma è l’implicito e pericoloso senso dell’insegnamento che proprio non ho mandato giù) comanda il denaro, perchè bisogna fare carriera, perchè certe occasioni non passano più.

Non ascoltateli. Non credete a nessuno di quelli che vanno portando questo credo in giro per le città. Sono porcherie d’altri tempi, giustificazioni della perdita di ogni riferimento morale e ideale, della mercificazione dei sentimenti, dei rapporti umani.

Quando le scelte degli amici, di qualunque natura esse siano, vanno contro la tua vita, le tue cose; quando sono scelte consapevoli, quando non sono scelte indispensabili, quelle persone ti stanno dicendo una cosa sola:

Di te, io me ne frego.

(e sai che ti dico? Mi stai pure un po’ sul cazzo)

è giunto il momento di tornare da soli, on my own again. Perchè c’è più da perdere che da guadagnare se io me ne sto da solo, e ve ne accorgerete presto.

Hanno provato a vendersi un’immagine indotta, per buona parte dal mio lavoro, e ci sono perfettamente riusciti. A dimostrazione che il committente, se possibile, è stato ancora più stupido di chi ha deciso di porre una moratoria su se stesso.

La cosa più importante del mio lavoro di questi mesi, la prima vera e sicura sintesi degli sbattimenti chiamati EmiLab, primarie 1 (PD Nazionale), primarie 2 (Vendola 2010), Fabbrica di Nichi è che adesso li conosco tutti. Uno ad uno. E se avete occhio li conoscete anche voi lettori. Ci conosciamo tutti ora, almeno a Bari. Ognuno ha pesato ognuno. Ci possiamo guardare tutti negli occhi.

Ognuno ha un cartellino col prezzo, me compreso. Ognuno ha i propri parametri di fedeltà, coerenza, gestione dello stress, creatività, lavoro di gruppo, disponibilità al sacrificio, leadership. Avete voluto il mercato libero? Avete voluto spezzare il vincolo di fiducia che è alla base di tutte le comunità sane? Ecco a voi il risultato. Esattamente ciò che avete chiesto agendo.

People are connecting, don't know what to say
I'm good at protecting what they want to take
Spilt the milk at breakfast, hit me double hard
And I grinned at you softly
Because I'm a f@#king wild card

Ho terminato col mestiere di capopopolo, non ho più le forze e gli stimoli per farlo.

Ritornerò a esercitare quella sana tendenza all’antisocialità e all’autismo che mia madre, da piccolo, era convinta mi bloccasse lì, davanti ai videogiochi, incapace di sperimentare relazioni sociali credibili. Mia madre aveva ragione, io ero quello lì. Non so cosa mi sia successo per tutti questi anni. Forse dovevo provare, da bravo amante della ricerca sperimentale.

Ho fatto il giro sulla giostra, sono stato per anni quello che stava in mezzo a tutto, quello che faceva tutto, quello che parlava con tutti, usciva con tutti. Piano piano mi sono messo da parte, ora il processo è completo.

Grazie a molti di voi.

Posso dire senza timore di smentita che il 99,5% delle relazioni stabilite tra gli esseri umani sono superflue e superficiali.

Quindi la statistica (e il buon senso. Fate una riflessione: tra tutte le persone che avete conosciuto nella vostra vita, quante vi sono rimaste sempre e incondizionatamente affianco?) ci dice di non sprecare tempo con la socievolezza.  E di destinare tutto il tempo a quello 0,5% che ne rimane, difendendolo con le unghie e con i denti.

Non sparirò, farò la fottuta wild card. Non so stare senza voler bene alle persone, non so stare senza pensare di poter far stare meglio le persone che mi circondano. Tutte, anche quelle che tentano di incularci ogni giorno.

ps1. il “voi” a cui mi riferisco non ha nomi e cognomi particolari. È il frutto di un ragionamento che è cresciuto negli anni e che, a causa delle circostanze, ha conosciuto un’improvvisa e sacrosanta accelerazione. Chiunque si sentisse chiamato in causa, probabilmente ha ragione nel farlo.

ps2. le quote sono di Marina and the Diamonds, la canzone è “The outsider”.

Lascia un commento