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Come ogni rockstar che si rispetti

21 Lug

Ero programmato per morire giovane, come ogni rockstar che si rispetti. Al massimo a 35 anni. Facevo solo quello: scrivevo canzoni e facevo concerti. Tutto quello che stava intorno non mi interessava. Ero pronto a morire sull’altare del rock’n’roll. Poi mi son ritrovato vivo. È stata durissima.

(Vasco Rossi)

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2008, l’anno della musica: i 5 concerti dell’anno

31 Dic

5. Nicola Conte @ Bari, Teatro Piccinni, 20 dicembre 2008

Freschissimo e direttamente nella top 5. Si potrà discutere delle doti dal vivo del maestro di cerimonia, ma è l’unico punto, debole ma obbligato (come si potrebbe fare una Nicola Conte Jazz Combo senza Nicola Conte?) di un’esibizione superlativa. Musicisti eccezionali, Alice Ricciardi mi conferma che non ero un pazzo a tentare di portarla a tutti i costi in Puglia (ci ha poi pensato Bass Culture, ironia della sorte). Location eccezionale, così come la compagnia. I concerti non sono fatti di sola musica.

4. Massive Attack @ Napoli, Arena Flegrea, 17 luglio 2008

Ci aspettavamo qualcosa di più da Karmacoma, vista la presenza di Raiz nelle vicinanze del dottor del Naja, ma si è preferito essere sinceramente bristoliani e non è detto che sia stata una scelta sbagliata. Il concerto è stato strepitoso dal punto di vista scenografico. Uno schermo lunghissimo e strettissimo ha permesso alla regia di far partire pezzi di frasi, concetti, idee che hanno dato molto agli spettatori. Dal gossip a Stalin, dai numeri di una crisi che già si iniziava a respirare, a frasi dedicate alla città di Napoli Anche qui, il concerto in sè dice moltissimo ma non tutto. Ho rischiato di andarci da solo, evitando tutte le richieste di passaggio al limite dell’ipocrita. Alla fine ci è andata bene, lo strano trio è ritornato a casa alle 5 di mattina, e alle 10 era già di nuovo al lavoro.

3. Bjork @ Londra, Hammersmith Apollo, 15 aprile 2008

Primo giorno a Londra e subito l’evento più atteso. I giramenti di testa fortissimi (mai capito se dovuti al sonno, alla pressione ballerina o all’aria della metropolitana, fatto sta che nemmeno Pizza Hut riuscì a guarirmi) spariti d’incanto. Dj-set di Leila prima di iniziare, lei imperversa con un vestito incredibile. Alla prima canzone ha già superato la prova-live: dal vivo la voce è migliore che in studio. Incantato dalla bellezza del posto e dalla sua struttura (ri-sperimentata alla Brixton Academy il giorno dopo per gli Hives), incantato dal pubblico e dal momento lesbo-pride al quale, inconsciamente, stavamo partecipando.

2. Patrizia Laquidara @ Locorotondo, Mavù, 23 agosto 2008

Oh, questo video è proprio tratto dal concerto. Una prestazione strepitosa di una cantante che, se non esplode, mi incazzo. Tra l’altro questa è la sua perla assoluta. Mi ero messo a stress da mesi perchè finisse al Mavù e così è stato, pur con tanti ritardi, pur non potendomi sentire l’organizzatore dell’evento essendo uscito dalla casa madre qualche settimana prima. Per il resto tutto perfetto: non tanta gente, ma giusta. Tutti i capolavori, la sua capacità di interagire con i musicisti, lei a piedi scalzi, lei che canta senza microfono proiettata in avanti (minuto 4 circa, per crederci). Ah, che personaggio, mani infilate in tasca.

1. Portishead @ Milano, Alcatraz, 30 marzo 2008

Il più bello dell’anno, ma anche il più bello della mia vita. Salito per il More Than Zero, ebbi la botta di culo definitiva. Andai solo all’Alcatraz, un posto che mi dice solo bene, specie dopo il concerto di Amy Winehouse dell’autunno precedente. Così come mi dice bene andare ai concerti da solo. Fa freddissimo a Milano, ma questo non ferma niente e nessuno. I Portishead sono tornati dopo 11 anni, con un album bellissimo quanto rischioso. Beth è davanti a me, fuori dall’Alcatraz i bagarini gridano “compro biglietti” e non “vendo biglietti”. Quel pezzo di carta preso da Ticketone ha un valore inestimabile. Mi ritrovo con una canna di fumo preparata dal dottor Shardo, arrivo e c’è già il gruppo spalla, an Hawk and Hacksaw (http://www.myspace.com/ahawkandahacksaw), un Klezmer che poco ha a che spartire con la band-simbolo del trip-hop (più dei Massivi, oramai). Poi arriva Beth, sulle note di Silence, la prima traccia di Third.

Ecco, ho i brividi solo a vedere la scena:

Beth, uno scricciolo, compare sul muro sinistro con la sua ombra gigantesca. Beth quando non conta ci dà le spalle per stare con i suoi musicisti.

Pagherei qualsiasi cifra per rivederli.