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#51 (dopo 10 giorni ho un motivo ancora migliore per scrivere qua)

25 Mar

Ho aperto il tuo cartoncino d’auguri in cui vengo dipinto come un Paperino che esce da una torta con un numero imponente e suggestivo, 25.

E ho letto qualcosa di cui avevo bisogno.

Quelle parole parlano di futuro. E io ho molto bisogno di proiettarmi oltre.

Sai quanta fatica io possa fare a scriverti questa cosa pubblicamente, non sono tipo da grandi romanticherie pubbliche, sono un po’ pudìco e un po’ stronzo. E un bel po’ orso.

Anche per questo, anche per mettermi nelle condizioni di sfidare i miei limiti,

grazie.

Angus e Julia Stone – Just a boy

Con permesso, torno a scrivere in privato.

avanti, senza guardare

19 Gen

Usare l’attualità come bilancio di una settimana non mi era mai capitato. Ma sarebbe stupido non farlo.

Vi scrivo da una scrivania che è stata la mia seconda (forse prima) casa in questi ultimi sei mesi, che mi ha visto evolvermi da un buon esperto di comunicazione online ad aspirante stratega di campagna elettorale, da ultimo arrivato di Proforma  a uomo di Proforma a tutti gli effetti, da sconosciuto a un po’ meno sconosciuto, da lavoratore a lavoratorissimo.

Vi scrivo, forse, per l’ultima volta da questa postazione. Perchè io potrei anche prendere per buona la teoria che fra sei mesi il posto per me è qui, ma tutti sanno come vanno queste cose.

Può andare tutto splendidamente, possiamo vincere le elezioni di 15 punti e io posso diventare una sorta di guru del mondo giovanile. E allora, chissà che fine farò.

Possiamo vincere di due punti e allora avremo fatto “solo” il nostro dovere, con la città in bilico e il rischio di ricadere da un momento all’altro nel passato.

Possiamo perdere di due punti e ritrovarci così, semplicemente disoccupati.

Possiamo perdere di quindici punti e aver chiuso per sempre con questo mondo.

Mi piacerebbe credere che per me ci sarà sempre un posto, ma non è così. Il mondo ha troppe variabili, e sarei stupido se non ci pensassi.

Ed è per questo che, quando ho letto un sms del mio compagno di avventure, quando lui, come me (ma moltiplicato per 9) lasciava la sua scrivania senza nessuna garanzia sul fatto che quel posto sia per sempre lì ad aspettarlo, ho pensato che oggi, 19 gennaio 2009, stiamo vivendo un passaggio fondamentale, un punto di non ritorno.

Abbiamo deciso di gettarci così, senza rete sotto, senza sicurezze. Abbiamo solo un contratto da 6 mesi davanti agli occhi, nessuna garanzia, un muro di lavoro e un fottìo di responsabilità.

Facciamo quello che abbiamo sempre voluto fare, ma il rischio è alto, altissimo. E forse nemmeno ce ne siamo accorti. Perchè, per fortuna, prendiamo sempre tutto con una buona dose di incoscienza. Quella che non ha la stragrande maggioranza di chi ci guarda e talvolta ci invidia.

Sia perchè stiamo dove stiamo, sia perchè non riuscirebbe a fare scelte per passione, ma solo per calcolo.

Ecco, questa è stata la settimana appena finita. L’ultima (forse) settimana a Proforma. E’ stata questo. E’ stata anche questo.

Ma è stata, sopratutto, una settimana in cui ci siamo dimostrati, io e doppia emme, che possiamo essere perfetti quando vogliamo. Cioè sempre.

Senza reti, senza paracadute. Così si vive.

Avanti, non indietro. Se penso che è questo lo slogan di Michele (www.micheleemiliano.it), penso che si è scelto i collaboratori giusti.

dì no

11 Gen

Non griderò per imporre le mie ragioni

Non metterò più la passione davanti alla tutela di me stesso

Non avrò bisogno di dare schiaffi per imporre le mie ragioni

Non guiderò gruppi di gente meno motivata di me

Non dovrò tenere nessuno per i polsi

Non arricchirò più nessuno con le mie idee

Non alternerò i ti amo alle mazzate

Non avrò paura delle responsabilità, ma non mi assumerò quelle degli altri

Non avrò bisogno di fare del male per farmi del bene

Non mi farò carico di nuove attività che non posso sviluppare nel migliore dei modi

Non lascerò nessuno per strada, sia in senso metaforico che in quello reale

Non ucciderò nessuna persona e nessun rapporto per cieca opportunità

Non sarò mai assente

Non sarò sempre presente

Non permetterò mai alla paura di avere la meglio.

Permettetemi, glielo devo

10 Dic

Parto dal presupposto che, dopo stanotte, ho la conferma che non riuscirò mai a scrivere come la mia donna. Quell’intensità mi appartiene, ma non nella forma scritta. E anche se ce l’avessi, in ogni caso, non riesco (per ora, dopo stanotte sono molto più spronato) a lanciarmi qui.

Per questo, mi limito a tributarle pubblicamente la mia profondissima ammirazione (per usare un eufemismo) per la sua stupefacente capacità di cogliere il senso delle nostre parole, delle mie perplessità, e trasformarle in amore.

Anche da questo punto di vista, sei meglio di me.