Le Primarie sono una cosa bruttissima, se ci stai dentro.
Leggo bacheche di amici. Uno da un lato, uno dall’altro.
Sento parlare di minacce, di voti militari, di voti politici, di voti comprati, di voti nel senso religioso del termine.
E alla Puglia, chi ci pensa?
Da lunedì, resa dei conti. Ci sarà solo un campo di battaglia. Vincitori, e vinti. Stessa faccia, stesso sangue, stessa visione delle cose.
L’unica cosa che ci separa sono gli interessi. Economici, politici, di potere, di posizione.
Chi vince continua a inseguire l’interesse e a prendersela con chi perde, tagliandolo fuori dalla partita, senza pensare al sangue comune, agli ideali comuni, alla comune visione.
Chi perde entra in crisi depressiva. E forse finisce di giocare per sempre.
Ma io non ce la faccio. Devo fare il professionista, ma intimamente non ce la faccio. E so che molti altri, invece, sono in grande gioia e fibrillazione per queste giornate. Io no, evidentemente non tengo il fisico.
Io voglio bene alle persone, anche quando non sono ricambiato. Anche se sono antisociale e misantropo.
Devo resistere, ma sto provando dolore.
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