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Nell’incertezza

19 Lug

Non so se ridere o piangere. Nell’incertezza, rido.

(Alfredo Accatino)

Fotografia del 10 luglio 2013 – Muri di gomma da masticare

10 Lug

Tutti i giorni mi capita di leggere, ascoltare, osservare, sperimentare in prima persona una tensione che sembra caratterizzare l’Italia, da qualunque punto di vista la si voglia guardare. La tensione è tra chi cerca il cambiamento e chi lo rallenta, o lo impedisce.

Non voglio farne una questione generazionale, di classi sociali se non addirittura psicologica (o psichiatrica), anche perché le generalizzazioni sono argomenti molto deboli per spiegare la realtà, specie nell’era dei social media, dove l’eccezione alle regole troppo semplicistiche è sempre servita calda, tra i commenti o nelle righe di una polemica.

Ho letto, ascoltato, visto, storie di privati che provavano a cambiare il potere pubblico, e il potere pubblico che ignorava, fischiettava, rimandava, non leggeva la posta, non trovava un euro (mentre centinaia di migliaia di euro passavano lì, alle tue spalle).

Ma ho anche letto, ascoltato, visto, storie di dirigenti e funzionari pubblici che provavano a irretire le pessime abitudini dei privati attraverso il loro prezioso, regolare e ostinato lavoro, ricevendo in cambio sberleffi quando andava bene.

Ho visto pezzi di potere pubblico rinnovatori contro pezzi di potere pubblico conservatori. Privato visionario contro privato cupo. Giovani vecchi contro vecchi giovani, e giovani giovani contro vecchi vecchi.

Di più: ho visto, ascoltato, letto storie di persone che riuscivano a cambiare registro in pochissimo tempo, probabilmente per frustrazione o per comodità. Da rivoluzionari ad ammansiti, e viceversa: di conversioni improvvise e interessate ne abbiamo viste tante, credo anche voi che state leggendo.

Mi ha sempre affascinato lo spreco sistematico di energie da parte di enormi masse di italiani che, in determinati contesti, hanno deciso di dedicare il loro tempo e la loro voglia per difendersi da una presunta minaccia, spesso interna (e dunque ancora più presunta), alle loro “cose”.

E poco importa che le “cose” stiano finendo per tutti, e che la difesa è l’unica strategia certamente perdente in questa fase di crisi apparentemente infinita. Perché in questi anni l’onda del mare si è spesso rivelata più alta, più forte, più determinata di qualsiasi tentativo di fermarla.

Ripensandoci in questi giorni, mi è venuta voglia di scrivere due parole, semplici nella forma, durissime nella sostanza: non mollate.

Non mollate perché i muri di gomma non sono un problema che appartiene solo a voi, o solo a una categoria in particolare: i muri di gomma sono ovunque, anche davanti a persone che sembrerebbero già “arrivate” nella vita e che invece continuano a lottare, in silenzio e senza fama né gloria, nel tentativo di lasciare un segno, un segno di bene comune, nella propria vita.

Non mollate perché ci sono tante circostanze in cui gli innovatori hanno più talento e competenza degli arroccati, e lo sanno. Proprio per questo trovano incomprensibili le difficoltà sul loro cammino, perché è molto difficile e irrazionale spiegare l’atteggiamento di chi rallenta o impedisce un cambiamento che serve a tutti, loro compresi. Quanto più vi sbatteranno la porta in faccia senza motivo, tanto più avrete bisogno di pazienza, e di lucidità, per non mollare. Ma quella pazienza e quella lucidità sono fondamentali. Perché stare all’opposizione è molto più difficile che essere maggioranza, per quanto sembri vero il contrario. L’opposizione richiede studio, disciplina, tattica e strategia insieme. Essere opposizione e avere l’ambizione di cambiare le cose richiede un fisico e un cervello da maratoneti, più che da centometristi.

Non mollate perché la rivoluzione non è mai stato un pranzo di gala, ed è sbagliato aspettarsi che le cose, o le persone, per cui o contro cui state combattendo vi accolgano con un tappeto rosso. Non è mai stato così. Ed è naturale, per certi versi “giusto”, che vi facciano la guerra. Se il vostro scopo è rovesciare qualcuno o qualcosa, è normale che il qualcuno o il qualcosa si difenda fino all’ultimo. La parola cambiamento è sinonimo della parola conflitto, e la parola conflitto spaventa. La paura (quella degli altri, e certe volte la vostra, di non riuscire dopo tanti tentativi andati a vuoto) è il vostro principale nemico, i muri di gomma sono fatti di spavento, di terrore. Il terrore paralizza. E voi che volete cambiare il mondo non vi potete permettere la paralisi.

Non c’è un motivo particolare per cui ho scritto queste parole. Non c’è una storia di successo fresca di giornata con cui provare a convincere gli altri. Forse c’è solo la mia testardaggine e la voglia di essere sereni. E di passare la vita così, a schiantarmi contro muri di gomma, a provare a prenderli a morsi, e a giocarmela fino all’ultimo con il sorriso sulle labbra.

31 e 36, Bari e tutte le ruote

5 Lug

Perché qui siamo noi, noi due soli, e laggiù tutti gli altri.

(Ernest Hemingway)

Ricetta di vita

4 Lug

La scarpa che sta bene ad una persona sta stretta a un’altra: non c’è una ricetta di vita che vada bene per tutti.

(Carl Gustav Jung)

Disordine

3 Lug

Diffido dalle persone che hanno la scrivania sgombra: vuol dire che mettono tutto nei cassetti.

(Walter Matthau)

La malattia dello scrivere

3 Lug

Bisogna prendere speciali precauzioni contro la malattia dello scrivere, perché è un male pericoloso e contagioso.

(Pietro Abelardo)

Repubblica indipendente di Madonnella

2 Lug

La sua arma più raffinata consisteva nel farsi sottovalutare da tutti, soprattutto da coloro che intendeva prendere in giro.

(Michele Emiliano, in ricordo di Nichi Muciaccia)

Saggio, intelligente

1 Lug

Potete giudicare quanto intelligente è un uomo dalle sue risposte. Potete giudicare quanto è saggio dalle sue domande.

(Naguib Mahfouz)

Brave persone

1 Lug

Sono io una brava persona? Nel profondo, voglio poi davvero essere una brava persona, o voglio solo sembrare una brava persona in modo che la gente (incluso me stesso) mi approvi? C’è differenza fra le due cose? Come faccio a sapere davvero se mi sto prendendo per il culo da solo, moralmente parlando?

(David Foster Wallace)

Muri e mulini a vento

25 Giu

Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento.

(proverbio cinese)