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Dove gli altri

10 Ago

Noi viviamo dove gli altri vanno in vacanza.

(Alberto Faustini)

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La periferia estrema

3 Lug

Bari all’epoca per me è stato davvero un posto in cui poter fare esperienza. Come ogni città degna di questo nome dovrebbe essere, sin dai tempi di Baudelaire e di Hugo. Era un luogo insomma che ne conteneva molti altri: oltre un centro molto opulento e fighetto, si apriva la città alternativa, un posto pieno di sale prova e di musica e di idee strampalate e vitali e a volte anche struggenti dove i miti si cucivano addosso a personaggi come Ian Curtis o Morrissey o Lydia Lunch allo stesso modo con cui indifferentemente (e settimanalmente) venivano incarnati da ragazze e ragazzi del posto di cui nessuno fuori dai confini cittadini ha mai saputo niente. E ancora, oltre la Bari alternativa si apriva la periferia estrema, quella del CEP e di Japigia, che al tempo era appunto tra le altre cose un supermarket d’eroina a cielo aperto funzionante 24 ore al giorno. La città – come accadeva del resto in tanti altri agglomerati urbani d’Europa – era popolata anche dai tossici, i quali rappresentavano uno scandalo vivente, la conferma che (al di là della frivolezza da vuoto pneumatico che pervadeva l’etere) tra le strade strisciava anche un malessere che io trovavo assolutamente giustificato, tenendo conto di cosa stava diventando l’Italia. Quei tossici, quei musicisti, quelle ragazze e quei ragazzi che poi erano il vero cuore della città, fanno oggi parte di una generazione (la mia) per adesso sconfitta e messa alle corde. Se la Storia la scrivono i vincitori, però, la letteratura e il cinema e l’arte in generale spesso si occupano di vinti. Ed ecco, come ogni generazione anche noi abbiamo sviluppato un modo unico e irripetibile di amare, perderci per strada, tradire, essere ironici o comici o disperati, scoprirci addosso inaspettati momenti di viltà e di coraggio.

(Nicola Lagioia)

Repubblica indipendente di Madonnella

2 Lug

La sua arma più raffinata consisteva nel farsi sottovalutare da tutti, soprattutto da coloro che intendeva prendere in giro.

(Michele Emiliano, in ricordo di Nichi Muciaccia)

-> Bari

1 Giu

Io non so se l’erba campa e il cavallo cresce, ma bisogna avere fiducia.

(Totò)

Il 21 marzo pugliese

21 Mar

Non cederò all’invito dell’ironia dissacrante,
non cadrò nella nevrosi così vezzeggiata dai critici
dove il linguaggio balbetta alla radice semantica,
non giocherò col linguaggio, non sporcherò la parola,
non sarò di moda. La vita è seria,
non giocherò con la vita, con i mali dell’uomo.
Resterò come sono e scontento di esserlo,
e che altro potrei fare ormai
se non restare nella verità
portandone gli insulti come un trofeo.

(Lino Curci)

Gagang

19 Mar

Non si condisce il disamore con del buon vino, sono gesti e soldi sprecati.

(Margaret Mazzantini)

Silence please, respect the kicker

19 Mar

Chi tace spaventa.

 

(Alda Merini)