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La periferia estrema

3 Lug

Bari all’epoca per me è stato davvero un posto in cui poter fare esperienza. Come ogni città degna di questo nome dovrebbe essere, sin dai tempi di Baudelaire e di Hugo. Era un luogo insomma che ne conteneva molti altri: oltre un centro molto opulento e fighetto, si apriva la città alternativa, un posto pieno di sale prova e di musica e di idee strampalate e vitali e a volte anche struggenti dove i miti si cucivano addosso a personaggi come Ian Curtis o Morrissey o Lydia Lunch allo stesso modo con cui indifferentemente (e settimanalmente) venivano incarnati da ragazze e ragazzi del posto di cui nessuno fuori dai confini cittadini ha mai saputo niente. E ancora, oltre la Bari alternativa si apriva la periferia estrema, quella del CEP e di Japigia, che al tempo era appunto tra le altre cose un supermarket d’eroina a cielo aperto funzionante 24 ore al giorno. La città – come accadeva del resto in tanti altri agglomerati urbani d’Europa – era popolata anche dai tossici, i quali rappresentavano uno scandalo vivente, la conferma che (al di là della frivolezza da vuoto pneumatico che pervadeva l’etere) tra le strade strisciava anche un malessere che io trovavo assolutamente giustificato, tenendo conto di cosa stava diventando l’Italia. Quei tossici, quei musicisti, quelle ragazze e quei ragazzi che poi erano il vero cuore della città, fanno oggi parte di una generazione (la mia) per adesso sconfitta e messa alle corde. Se la Storia la scrivono i vincitori, però, la letteratura e il cinema e l’arte in generale spesso si occupano di vinti. Ed ecco, come ogni generazione anche noi abbiamo sviluppato un modo unico e irripetibile di amare, perderci per strada, tradire, essere ironici o comici o disperati, scoprirci addosso inaspettati momenti di viltà e di coraggio.

(Nicola Lagioia)

Post 9/11

26 Apr

Ho grande fiducia nella generazione post 9/11, scippata di tutto, cresciuta senza illusioni, pronta a reagire, a scendere in piazza. Mi meraviglia il fatto che i politici non capiscano che di questo passo sarà impossibile arginare la situazione; totale mancanza di lungimiranza e soprattutto di intelligenza.

(Thom Yorke)

Senza la libertà non si vive

23 Feb

Volevo che i giovani sapessero, capissero, aprissero gli occhi. I giovani devono conoscere la società in cui vivono. Guai se i giovani di oggi dovessero crescere nell’ignoranza, come eravamo cresciuti noi della “generazione del Littorio”. Oggi la libertà li aiuta, li protegge. La libertà è un bene immenso, senza la libertà non si vive, si vegeta.

(Nuto Revelli)

Noi comunisti

1 Nov

Una generazione che deprime la generazione precedente e non riesce a vederne la grandezza e il significato necessario, non può che essere meschina e senza fiducia in se stessa, anche se assume pose gladiatorie e smania per la grandezza.

 
(Antonio Gramsci)

Lo facciamo per i giovani

6 Mar

Diventerò moralista il giorno in cui uno mi dimostrerà di aver pensato durante il coito alla generazione futura.

 

(Italo Tavolato)

Baby fiducia

13 Gen

La mia generazione ha un trucco buono
critica tutti per non criticar nessuno
e fa rivoluzioni che non fanno male
così che poi non cambi mai
essere innocui insomma che sennò è volgare.

 

(Afterhours, Baby Fiducia)

Spakkiamo tutto

20 Ott

Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte da pazzia, morir di fame isteriche nude strascicarsi per strade negre all’alba in cerca di una pera di furia.

 

(Allen Ginsberg)

Da qua se ne vanno tutti?

18 Lug

Dobbiamo riprenderci la politica.

 

(Michele ‘Caparezza’ Salvemini)

La mia generazione #2

7 Lug

La principale caratteristica di questi giovani contestatori è di essere “sottosviluppati” sul piano culturale.

Di qui a fare della propria ignoranza una specie di ideologia, il passo è breve: la mitizzazione del “pragma” (organizzativo) che ne deriva, è poi l’atteggiamento richiesto dal neocapitalismo: un buon tecnico deve ignorare il passato; deve amare soltanto il “fare”.

Distruggendo la propria cultura, la massa informe dei contestatori distrugge la cultura della società borghese: ed è quello che la società borghese oggi vuole.

 

(Pier Paolo Pasolini)

La mia generazione #1

7 Lug

Otto Ohm – brividi

La mia generazione conta gli attimi
Non è che io la voglia rappresentare
E non ne avrei neanche comunque il tempo
Perché mi serve tutto per contare
La mia generazione aspetta secoli
Ma poi non farà niente per cambiare
E brucia i privilegi della gioventù nei vicoli
Sperando di poter cambiar canale

Se togli la speranza che rimane
Soltanto l’ironia
Per vincere le ore
Vivere di quelle cose che fanno morire
Nella monotonia
Del susseguirsi delle cose

Brividi
Quando ti accorgi che non hai più nulla
Brividi
Che fanno festa sul tuo collo
Lasciati
Cullare dalla dimensione senza limiti
Dimentica che siamo cinici
Lividi
Che ci lasciamo addosso in questi tempi
Ciclici
E non ce ne rendiamo conto
Legati
A quelle cose che ritieni giuste
Lanciati
Ora sei pronto per il mondo

La mia generazione apprezza gli aridi
Che hanno perso presto quegli scrupoli
Comandano le pecore con un bastone
E comprano la dignità delle persone
La mia generazione ha perso l’alibi
E adesso non sa più a chi dar la colpa
E quello che ha provato mai gli basterà
Viziata come una figlia unica

Se togli la speranza che rimane
Soltanto le barriere per poterci separare
Soltanto occhi che ormai non sanno piu’ guardare
E noi se ci sentiamo uguali
Ci ritroviamo soli

Brividi
Quando ti accorgi che non hai più nulla
Brividi
Che fanno festa sul tuo collo
Lasciati
Cullare dalla dimensione senza limiti
Dimentica che siamo cinici
Lividi
Che ci lasciamo addosso in questi tempi
Ciclici
E non ce ne rendiamo conto
Legati
A quelle cose che ritieni giuste
Lanciati
Ora sei pronto per il mondo