Tag Archives: vincitori

Dove si può fallire e ricominciare

20 Nov

Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare…. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. È un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco. Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…

(Pier Paolo Pasolini)

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La periferia estrema

3 Lug

Bari all’epoca per me è stato davvero un posto in cui poter fare esperienza. Come ogni città degna di questo nome dovrebbe essere, sin dai tempi di Baudelaire e di Hugo. Era un luogo insomma che ne conteneva molti altri: oltre un centro molto opulento e fighetto, si apriva la città alternativa, un posto pieno di sale prova e di musica e di idee strampalate e vitali e a volte anche struggenti dove i miti si cucivano addosso a personaggi come Ian Curtis o Morrissey o Lydia Lunch allo stesso modo con cui indifferentemente (e settimanalmente) venivano incarnati da ragazze e ragazzi del posto di cui nessuno fuori dai confini cittadini ha mai saputo niente. E ancora, oltre la Bari alternativa si apriva la periferia estrema, quella del CEP e di Japigia, che al tempo era appunto tra le altre cose un supermarket d’eroina a cielo aperto funzionante 24 ore al giorno. La città – come accadeva del resto in tanti altri agglomerati urbani d’Europa – era popolata anche dai tossici, i quali rappresentavano uno scandalo vivente, la conferma che (al di là della frivolezza da vuoto pneumatico che pervadeva l’etere) tra le strade strisciava anche un malessere che io trovavo assolutamente giustificato, tenendo conto di cosa stava diventando l’Italia. Quei tossici, quei musicisti, quelle ragazze e quei ragazzi che poi erano il vero cuore della città, fanno oggi parte di una generazione (la mia) per adesso sconfitta e messa alle corde. Se la Storia la scrivono i vincitori, però, la letteratura e il cinema e l’arte in generale spesso si occupano di vinti. Ed ecco, come ogni generazione anche noi abbiamo sviluppato un modo unico e irripetibile di amare, perderci per strada, tradire, essere ironici o comici o disperati, scoprirci addosso inaspettati momenti di viltà e di coraggio.

(Nicola Lagioia)

Battaglia di idee

24 Nov

Ci fu una gran battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee.

(Stefano Benni)

I mulini dei predicatori

12 Giu

I mulini dei predicatori televisivi continuano a macinare, e i poveri continuano a finanziare i ricchi, proprio come se gli scintillanti templi e palazzi di Las Vegas fossero stati costruiti col denaro dei vincitori, anziché con quello degli spennati al gioco.

(Christopher Hitchens)