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Top Five 21-27 giugno 2010

22 Giu

Florence + the Machine – cosmic love

Vi presentiamo il nuovo singolo di Florence Welch, quinto estratto dal fortunatissimo album d’esordio, “Lungs”. Non senza una punta d’orgoglio: abbiamo iniziato a parlarvi della rossa cantante inglese non meno di un anno e mezzo fa, quando era ancora sconosciuta. Ora è una star in procinto di esplodere, alla conquista degli Stati Uniti e attesissima anche in Italia, dove si esibirà il 21 e il 22 luglio (Milano e Roma). Un inarrestabile percorso di maturazione confermato anche dalla splendida combinazione tra musica e video, come nel caso di “Cosmic Love”. Florence ci farà compagnia per tanto tempo.

Fake Blood – i think i like it


È periodo di musica ignorante, non c’è che dire. All’interno di questo mare magnum fatto di tormentoni, cover e accozzaglie trash non è semplice estrarre i prodotti di qualità. Questa “I think i like it”, non più freschissima (uscita un anno fa in Inghilterra) sembra ora pronta a diventare una hit europea. Dietro lo pseudonimo di Fake Blood c’è un mix di energia e sana follia: trattasi di Theo Keating, conosciuto come Touchè, conosciuto come uno dei due Wiseguys, come componente dei Black Ghosts e ora dj e remixer di successo proprio con il marchio “Fake Blood”. Riuscirete a non ballare ascoltandola?
Ok Go – end love


Gli Ok Go stanno a Lady Gaga come l’indie sta al pop. Qualunque cosa facciano, se ne deve per forza parlare. Il quartetto di Chicago, capace di svoltare dopo una decina d’anni di gavetta grazie ad un video dal budget di un centinaio di euro (e 50 milioni di visualizzazioni su Youtube, si tratta di “Here it goes again” – http://www.youtube.com/watch?v=dTAAsCNK7RA), ora è schiavo della propria stessa fama. E deve inventare soluzioni sempre nuove per i clip, divenuti più importanti della musica, che però dovrebbe essere la ragione sociale della band. Per una volta ancora si superano, con un video che condensa un girato di 200 ore in soli 4 minuti e mezzo. Dove arriveranno?
The Drums – let’s go surfing


Il fischio indie che piace alla pubblicità. I The drums, chiacchieratissima band di Brooklyn, era sconosciuta ai più fino a sei mesi fa. Poi la stampa specializzata ha iniziato ad interessarsi di loro e si è creato un hype assai favorevole. Ma è inutile prendersi in giro: la svolta della loro carriera è stato proprio quel fischio indie, finito nel tritacarne degli spot delle automobili e ora diventato patrimonio pop. Nel frattempo, MTV si straccia le vesti per loro, mentre la spocchia indie trova sfogo sui forum di settore, dove vengono massacrati manco fossero dei traditori.
Arisa – pace


La Rosalba Pippa che non ti aspetti. Si era capito che aveva talento. Ma l’inseguimento ossessivo alla Arisa di “Sincerità”, quella che vince Sanremo e mette d’accordo la nazione, poteva trasformarsi in una galera. Per fortuna, dopo l’ennesimo tentativo autoreferenziale di Sanremo 2010, dopo che ci si era completamente disinteressati dell’aspetto artistico di Arisa a vantaggio della dimensione degli occhiali e dell’ecleticco abbigliamento, arriva un po’ di pace. Mai nome di un singolo fu più azzeccato per la musicista lucana, ora proiettata verso una seconda, e speriamo per lei proficua, carriera.

http://www.barilive.it/news/news.aspx?idnews=17674

Icone – La musica, la religione e nuovi culti pagani

15 Giu

Cinque lettere bastano a spiegare un fenomeno. La parola icona deriva dal greco eikon: immagine. In particolare, una raffigurazione di eventi o personaggi appartenenti alla sacralità. L’icona è un’icona (scusatemi il gioco di parole) cristiana. Gesù e la Madonna sono i personaggi pop, i più raffigurati in questa speciale forma d’arte.

Ed eccoci al punto di contatto tra culture, storie, mondi che forse sarebbe bene tenere separati, su binari perfettamente paralleli, ma che la blasfemia ci impone di unire.  Icona come la Madonna, icona come Madonna.

Nessuno crede che fra 2000 anni pregheremo su ciò che resta di Louise Veronica Ciccone (ma forse non pregheremo nemmeno sulla Madonna, l’originale), ma oggi come oggi è difficile stabilire quale delle due sia la più vera e quella più oggetto di narrazioni mitiche, quale sia la pop, qual è la più decisiva sull’evoluzione pedagogica della società occidentale.

L’uso della parola icona accanto alla parola pop, o accanto a personaggi del mondo della musica, non può essere certamente frutto di una casualità. I grandissimi hanno saputo attivare meccanismi di fidelizzazione talvolta estremi, al limite della devozione, del dogmatismo, del fondamentalismo. Si arriva a fare di tutto pur di esserci, pur di avere un contatto con l’icona, pur di entrare in simbiosi con lo Spirito.

Questi comportamenti sono difficilmente codificabili, ancor di meno sono inquadrabili in una qualche categoria psicologica: i fan sono persone perfettamente normali, ma si lasciano andare ad un’allucinazione individuale e allo stesso tempo collettiva. C’è chi si fa dell’oppio della religione, chi si fa di copie esclusive del DVD del concerto dal vivo in cui il paladino o la paladina di turno stecca a ripetizione, ma lo fa con grande stile. Sarà un caso, ma le icone della musica pop (e dintorni) non sono mai persone perfettamente a posto.

O hanno sconvolto la storia della musica o si sono sconvolti con droghe e vite dissolute; o hanno abusato del sesso o si sono inventati improbabili percorsi di astinenza ed ascesi; o hanno affrontato profondi stati depressivi o hanno fatto fatica a tenere a bada il proprio ego (o entrambe le cose, peggio per loro); o sono morti molto giovani, o molto poveri, o molto soli. Hanno avuto tutto, e forse non ne hanno avuto idea.

Gesù e la Madonna non fanno eccezione: anche loro hanno avuto una vita decisamente fuori dagli schemi. I loro fan li seguono con immutata devozione da millenni. E in fondo se lo meritano. Non si può dire che le icone della musica pop abbiano avuto la stessa grazia: alcuni musicisti sono ancora amati dopo 40 o 50 anni, ma la tendenza più ricorrente dei tempi è bruciare le giovinette dopo averle sovraesposte.

Certo, niente di così doloroso: in alcuni casi i Santi e i protagonisti dell’iconografia cristiana conosceva le fiamme, senza figure retoriche. Però, proprio per questo, la parola icona rischia di perdere quel significato magico che ha avuto per anni, pur con improbabili traslazioni tra sacro e profano.

Lady Gaga, salvaci tu.

(articolo comparso su CoolClub di giugno/luglio 2010 – PDF consultabile gratuitamente su http://www.coolclub.it)

Il crollo dell’impero musicale

15 Giu

È solo questione di tempo, probabilmente mesi piuttosto che anni, prima che l’intera industria musicale collassi.

Gli aspiranti musicisti non dovrebbero legarsi a una nave che sta affondando.

Sapete cosa? Non sarà una grande perdita per il mondo.

(Thom Yorke)

La isla bonita de Alejandro

9 Giu

Madonna – la Isla Bonita

(1987)

Lady Gaga – Alejandro

(2009)

Laura

31 Mag

I speak because i can.

(Laura Marling)

Ma per fortuna o purtroppo lo sono

28 Apr

Giorgio Gaber – io non sono un italiano

L’onestà

26 Apr

Per vivere al di fuori della legge bisogna essere onesti.

(Bob Dylan, dal profilo Facebook di Miki de Ruvo)

Il vulcano blocca NME

22 Apr

Stories of the eruption of the Icelandic volcano, Eyjafjallajokull, and the resulting ash cloud disrupting the air traffic in Europe have dominated the news over the last week.

This disruption has also affected our overseas distribution, and I just wanted to let you know that the arrival of your regular subscription copy may be delayed.

Even though British airspace has now re-opened, international airlines in the United Kingdom are currently not accepting new cargo as they need to clear the backlog that has been built up over the past 6 days.

We want to reassure you that we have reserved a copy of the latest issue for you and it will be with you shortly.

We apologise for any inconvenience this may cause you.

Applausi per Fibra

15 Apr

La bravura non è fare le cose bene, ma non fare cagate.

Non capisco chi dice che le persone con cui cresci, le porti con te per tutta la vita. Io sono contento di non vedere più i miei amici d’infanzia che erano invidiosi.

Se ce la facevi vedevano in te la loro sconfitta e allora facevano di tutto per buttarti tu e scoraggiarti.

(Fabri Fibra)

Casi speciali

15 Apr

Un brano bellissimo e drammaticamente (sempre) attuale:

Don’t tell your man what he don’t do right
Nor tell him all the things that make you cry
But check yourself for your own shit
And don’t be making out like it’s all his

Take a look around the world
You see such bad things happening
There are many good men
Ask yourself is he one of them

The deadliest of sin is pride
Make you feel like you’re always right
But there are always two sides
It takes two to make love, two to make a life

Take a look around the world
You see such mad things happening
There are few good men
Thank your lucky star that he’s one of them