Tag Archives: madonna

Fela Kuti

12 Feb

Se a me avessero detto: “Adesso nel suo hotel portiamo diciotto ventenni negre”, e se io fossi un settantenne bavoso proprietario di un bar-ostello triste con gli infissi zincati di un paesino del cazzo sulla riva del Po, pieno di malaria nebbia e zanzare, dove tutti fanno i vongolari o i camionisti, dove il parroco ha le carie e il fiato che sa di baule, e l’unico passatempo è mettere i raudi nel culo dei cani randagi, io avrei detto: “diciotto negre? solo diciotto?”, avrei montato uno spettacolo pirotecnico, avrei chiamato la banda, mi sarei messo il profumo sul pube e il vestito buono, avrei messo James Brown o Fela Kuti sul giradischi, poi avrei chiamato tutto il paese per ringraziare la Madonna. Però io purtroppo non sono un testa di cazzo razzista, vecchio e idiota.

(Andrea Casadio)

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Chissenefrega

3 Lug

Le persone sono sempre prevenute, il mondo è pieno di pregiudizi. Chi se ne frega.

 

(Madonna)

Due tipi di vento

21 Apr

In mare ci sono solo due tipi di vento: o un cazzo di vento o un vento della madonna.

 

(Cino Ricci)

POP – Madge + Avicii

6 Apr

Madonna – Girls Gone Wild (Avicii Remix)

Like a virgin

17 Set

Il pensiero politico di Madonna su Berlusconi non conta nulla. Gli italiani sanno che è una supermiliardaria e non è che la gente si lasci irretire da questi satrapi ricchi e viziati.

(Carlo Giovanardi)

Ecco la guerra

1 Lug

Lady Gaga mia erede? Qualche disco venduto le ha dato alla testa.

Le mie rivali sono talmente tante che sono state dimenticate.

(Madonna)

Icone – La musica, la religione e nuovi culti pagani

15 Giu

Cinque lettere bastano a spiegare un fenomeno. La parola icona deriva dal greco eikon: immagine. In particolare, una raffigurazione di eventi o personaggi appartenenti alla sacralità. L’icona è un’icona (scusatemi il gioco di parole) cristiana. Gesù e la Madonna sono i personaggi pop, i più raffigurati in questa speciale forma d’arte.

Ed eccoci al punto di contatto tra culture, storie, mondi che forse sarebbe bene tenere separati, su binari perfettamente paralleli, ma che la blasfemia ci impone di unire.  Icona come la Madonna, icona come Madonna.

Nessuno crede che fra 2000 anni pregheremo su ciò che resta di Louise Veronica Ciccone (ma forse non pregheremo nemmeno sulla Madonna, l’originale), ma oggi come oggi è difficile stabilire quale delle due sia la più vera e quella più oggetto di narrazioni mitiche, quale sia la pop, qual è la più decisiva sull’evoluzione pedagogica della società occidentale.

L’uso della parola icona accanto alla parola pop, o accanto a personaggi del mondo della musica, non può essere certamente frutto di una casualità. I grandissimi hanno saputo attivare meccanismi di fidelizzazione talvolta estremi, al limite della devozione, del dogmatismo, del fondamentalismo. Si arriva a fare di tutto pur di esserci, pur di avere un contatto con l’icona, pur di entrare in simbiosi con lo Spirito.

Questi comportamenti sono difficilmente codificabili, ancor di meno sono inquadrabili in una qualche categoria psicologica: i fan sono persone perfettamente normali, ma si lasciano andare ad un’allucinazione individuale e allo stesso tempo collettiva. C’è chi si fa dell’oppio della religione, chi si fa di copie esclusive del DVD del concerto dal vivo in cui il paladino o la paladina di turno stecca a ripetizione, ma lo fa con grande stile. Sarà un caso, ma le icone della musica pop (e dintorni) non sono mai persone perfettamente a posto.

O hanno sconvolto la storia della musica o si sono sconvolti con droghe e vite dissolute; o hanno abusato del sesso o si sono inventati improbabili percorsi di astinenza ed ascesi; o hanno affrontato profondi stati depressivi o hanno fatto fatica a tenere a bada il proprio ego (o entrambe le cose, peggio per loro); o sono morti molto giovani, o molto poveri, o molto soli. Hanno avuto tutto, e forse non ne hanno avuto idea.

Gesù e la Madonna non fanno eccezione: anche loro hanno avuto una vita decisamente fuori dagli schemi. I loro fan li seguono con immutata devozione da millenni. E in fondo se lo meritano. Non si può dire che le icone della musica pop abbiano avuto la stessa grazia: alcuni musicisti sono ancora amati dopo 40 o 50 anni, ma la tendenza più ricorrente dei tempi è bruciare le giovinette dopo averle sovraesposte.

Certo, niente di così doloroso: in alcuni casi i Santi e i protagonisti dell’iconografia cristiana conosceva le fiamme, senza figure retoriche. Però, proprio per questo, la parola icona rischia di perdere quel significato magico che ha avuto per anni, pur con improbabili traslazioni tra sacro e profano.

Lady Gaga, salvaci tu.

(articolo comparso su CoolClub di giugno/luglio 2010 – PDF consultabile gratuitamente su http://www.coolclub.it)