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Alla fine lo ha detto davvero

18 Lug

Un altro sogno che diventa realtà.

 

(Zlatan Ibrahimovic, commentando il trasferimento al PSG)

Restare o andare? Resistere o fuggire?

24 Mag

Ieri ho scritto un post sul Fatto, “i pericoli della retorica del fuggismo” – http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/23/i-pericoli-della-retorica-del-fuggismo e sono stato attaccato da chiunque, a partire già dal titolo.

Non mi aspettavo niente di diverso: ho uno spazio autorevole su un giornale nazionale e non posso che utilizzarlo come uno strumento di provocazione continua. Il dibattito serve alla democrazia e poco importa se il prezzo da pagare è l’insulto personale, l’attacco a me e non ai miei argomenti, le allusioni su come ho fatto “carriera” (vorrei tanto che la gente che mi ha criticato vedesse una mia giornata di lavoro e il mio percorso professionale negli anni, prima di dire qualsiasi cosa).

Ho tra l’altro scelto volontariamente il momento più scomodo per scrivere questo post, la sera dopo una scioccante puntata di Report sulla distanza siderale tra le politiche (giovanili) del lavoro in Italia e quelle nel resto d’Europa e la mattina in cui l’ISTAT ci diceva che la nostra economia è ferma da dieci anni. Dopo due schiaffi del genere, scrivere che bisogna restare e chi se ne va pur avendo la possibilità di restare è un egoista rappresenta chiaramente una provocazione,  forte e non necessariamente accettabile.

Leggendo i commenti parrebbe un bagno di sangue, ma ci sono anche tanti ‘mi piace’ in giro per la Rete, oltre che manifestazioni di approvazione spesso private. Sapevo di avere opinioni divisive e sono contento di com’è andata, insulti compresi.

Devo però realizzare che la reazione che il post ha generato conferma, tristemente, la mia teoria di partenza. Provo a illustrare le mie sensazioni dopo aver letto tutti i commenti sul Fatto e su Facebook.

Ma prima vorrei fare una premessa.

a. La libertà di mobilità lavorativa è un valore. Lo è all’interno della stessa nazione, dello stesso continente (siamo nell’Europa in cui non ci sono frontiere) e anche tra continenti (siamo in piena globalizzazione). In condizioni normali tutto sarebbe regolare e non muoverebbe alcuna riflessione. Se l’Italia marciasse come gli altri paesi europei, se io (come voi) non notassi alcuna anomalia, alcuna crisi sistemica della mia generazione, viaggerei anche io senza problemi cercando la mia strada personale, senza pensare che andando via a inseguire la mia strada, i miei sogni, lascio qui dei poveretti a farsi massacrare dall’attuale classe politica (che conosco, lavorandoci saltuariamente, dunque sto imparando a soppesarne vizi e virtù).

Ma io ritengo che l’Italia non sia in una condizione normale e sono le vostre storie a testimoniarlo: l’emigrazione è troppo spesso una fuga disperata e quasi mai una scelta volontaria. Ecco perché ritengo che chi ne ha le possibilità deve restare in Italia a resistere e a combattere perché tutti gli altri non debbano fuggire. Io posso scegliere tra restare e andare e resto, per motivi egoistici (al 49.9%, a Bari sto bene ed è una mia scelta volontari) ma soprattutto (al 50.1%) per un senso di responsabilità che non pretendo sia condiviso ma che volevo mettere sul tavolo. Questo era il senso del mio post, qualcuno l’ha capito, qualcun’altro ha preferito sentirsi ferito nell’orgoglio.

Mi sorprende fortemente che la gran parte dei commenti critichi la politica ma poi si aspetti qualcosa da chi non merita fiducia. Se non vi fidate della politica (e a mio avviso, fate bene), come potete pensare che si prenderà cura di voi? Che interesse avrà la politica nel trattenervi, quando andando via fate esattamente il loro gioco, cioè ridurre le possibilità di discontinuità?

1. Avevo espressamente scritto che l’oggetto delle mie attenzioni (mai giudizi, anche perché non conosco le storie individuali di alcuno dunque non potrei permettermi un lusso del genere) non erano le persone che avevano lasciato l’Italia per necessità, perché il mondo del lavoro era bloccato e incapace di assorbire il loro talento e le loro competenze, perché avevano famiglie da tenere in piedi o perché avevano perso il lavoro. Mi rivolgevo criticamente a quel gruppo di italiani (a mio avviso una minoranza molto piccola ma assai qualificata) che pur potendo sopravvivere in Italia, seppure a fatica, decidono di andar via. Questa mi sembra un’azione egoistica e dunque noncurante di ciò che si lascia alle spalle, in questo caso l’Italia. Mi pare un sentimento assolutamente comprensibile e legittimo. Ma, per cortesia, chi va via per queste ragioni non venga poi a fare la morale a quanto fa cacare l’Italia e quanto fa cacare chi ci vive.

2. Le risposte, invece, sono arrivate dalle altre categorie che io avevo escluso dalla mia critica e che per me fanno bene a fare ciò che fanno: chi va via per disperazione e lo sa sperando di poter tornare alla prima occasione utile per poter dare una mano al Paese, chi lo fa perché altrimenti muore di fame; chi lo fa perché il mercato del lavoro non ha spazio per la propria competenza. Ribadisco: chi è partito per questi motivi ha fatto bene e non deve sentirsi nè in colpa verso l’Italia, nè giudicato da me o da chiunque altro. A loro però chiedo: siete partiti pensando all’Italia o siete partiti e basta? A me interessa molto di più parlare coi primi, i secondi fanno scelte individuali che rispetto, ma non è con loro che questo Paese può ripartire in questo momento difficile. Serve gente motivata a fare del bene alla collettività, non a perseguire i propri (legittimi, ribadisco) interessi personali. La fuga è un atto individuale, la resistenza è una scelta collettiva;

3. La gran parte delle risposte segue un format molto simile:

a. ma come ti permetti di scrivere una cosa del genere? (e/o insulti personali o richieste di scusa/rettifica/integrazione e/o frasi sul fatto che abbia usato luoghi comuni, qualunquismo, retorica)

b. racconto della storia personale, rigorosamente in prima persona singolare. Poco importa che le storie raccontate non abbiano nulla a che vedere con la categoria che io volevo colpire, che non a caso non si è palesata. Non ho letto un solo commento di chi mi ha detto “sì, in Italia guadagnavo 800€ al mese, in UK ne guadagno 2000€, me ne sono andato per quello, dell’Italia non me ne può fregare di meno”, ma è proprio con loro che me la prendo, non con gli altri che mi hanno attaccato;

c. dubbi sul mio curriculum, dell’opportunità che io abbia un blog sul Fatto, sull’opportunità che io esprima pareri personali con attacchi sparsi alla mia età, al culo scaldato da mamma e papà, sul fatto che viva a Bari o che faccia campagne elettorali. E io, per ogni insulto che leggevo mi son chiesto: ma se la mia tesi è così debole, perché c’è bisogno di attaccare me e non ciò che ho detto?

Questi tre punti confermano le mie ipotesi iniziali: in Italia si è smarrito il senso di comunità, il capitale sociale. Non si ragiona più pensando al bene di una generazione, perché la fame ci porta a badare a noi stessi. Più ci impoveriscono e più il darwinismo sociale ha la meglio su ogni riflessione politica collettiva. Noi agiamo individualmente (e guai a mettere in discussione questa libertà) però chiediamo alla politica di tutelarci collettivamente. Rileggete tutti i commenti: quanti ‘noi’ avete letto? Quanti ragionamenti che andassero oltre la propria biografia sono emersi? Se ognuno pensa a sè, perché qualcun’altro dovrebbe prendersi cura di noi, che sia un amico, un datore di lavoro, un ministro o un familiare?

Chiudo facendo una domanda a tutti voi: in molti hanno detto che sbaglio e mi hanno raccontato la loro esperienza personale come controprova. A tutti voi, però, chiedo: perché nessuno di voi ha fatto una controproposta? Perché nessuno ha parlato di come tirare fuori l’Italia dalla merda, di come possiamo tutti noi offrire più opportunità alla nostra generazione?

La mia proposta, che per alcuni è stata semplicistica, era però chiara: chi può e ha talento resti in Italia a fare le barricate e a combattere fin quando non si vince. Voi avete proposte migliori?

p.s. molti, per criticarmi, si sono appoggiati sulla mia ultima frase: “Se poi ho detto un mucchio di fesserie retoriche, comode e qualunquiste, poco importa.”

Ma la mia frase finiva con “Io resto. Fino a quando non deciderete di restare anche voi.”. Quando tornerete vuol dire che l’Italia sarà un posto migliore. Quando tornerete mi sentirò libero di andarmene. E vi dirò cosa mi sto perdendo.

POP – 1000 commenti

20 Dic

sun tsun caro Dino visto che sei tanto bravo a notare gli altrui “errori strategici”, perché non fai un’altro sforzo e ci dici come fare (visto che la piazza è un format che non ti gusta)?

Francesco Durante Menduni, ma sei sicuro?

Yhcuac A Dino…SVEJAAAAAAA

gianni […] non confonderei la non-violenza con la paura, o addirittura con il paracul.ismo (di cui purtroppo trasuda l’articolo di amenduni) […]

georgia parmegiani …mh…articolo bruttino, superfluo…opinione sciocca e scopiazzata male dagli articoli degli altri.
ma ti piace proprio fare questo mestiere dino? magari sei in tempo per chiedere ai tuoi “santi” di aiutarti a cambiare lavoro.

libero ma che ci fa un vespino (novello vespa) su questo foglio?

Maurizio […] un consiglio evita questi articoli leggermente patetici

Alessandro Non hai detto nessuna eresia, solo un sacco di banalita` e luoghi comuni, buoni per la pubblicita` di un formaggino ma non per un commento politico.Riguardati la trasmissione e cosa ha detto Santoro, o se non altro leggiti il pezzo di Travaglio di oggi che riprende la trasmissione, e forse capirai anche tu l’elemento di novita`: anche se agli occhi della famiglia del Mulino Bianco, caro “esperto di nuovi media”, sarebbe stato piu` appropriato che gli studenti si distanziassero, non lo hanno fatto per un motivo molto semplice, e cioe` che non vogliono farlo. Aspetta che il Paese vada in default tecnico sui titoli del debito pubblico, e poi vedrai se la piazza non e` piu` un “formato di protesta”…

UGE Grande esperto di comunicazione alla prossima manifestazione mentre la polizia con i manganelli alzati sta caricando ti manderemo in prima fila, con le mani alzate a in segno di pace a dire “A noi la violenza fa schifo, ma rivendichiamo i nostri diritti e chiediamo di essere ascoltati”. Patetico !!

francesco *****, dopo questa figuraccia da Santoro il governo potrà permettersi di non ascoltarci più… e pensare che fino a ieri ci invitava tutti i giorni a palazzo chigi

simone il tuo articolo è imbarazzante più lo leggo più mi sento male

almanzor … ecco un altro esperto in chiacchierologia applicata … Leggete, vi prego, le bio postate dallo stesso sig. Amenduni: egli è infarcito di quelle lauree e post lauree inutili e lunari che, naturalmente, gelmini e co. non toglieranno mai …Del resto un tale p(i)attume (figlio del nulla mediatico che della realtà, sig. dino, è solo una parte e non il tutto) non poteva venire che da un 26enne già bene ammanicato negli staff piddini e, ora, vendoliani. Signori, speriamo che i prossimi governi di centrosx, se ci saranno, non ci costringano a subire questa giovane promessa della politica italiana per i decenni a venire.

Cupo Meridio No caro mio, sei tu che non hai capito una beata mazza! Gli studenti da Santoro non si sono dissociati dalle manifestazioni di violenza semplicemte perchè non lo ritenevano giusto, e questo con buona pace del tuo pacifismo del caz.zo! […]

solounatraccia Questa comunicazione&nuovi media, accidenti…
buone giusto per parlare agli avatar…

kz Lei è uno “spin doctor” di professione, in quanto tale qualsiasi suo consiglio agli studenti è assolutamente in malafede.

gervaso Io temo che tutti voi cronisti, commentatori, analisti, sociologi e compagnia cantando non ci stiate davvero capendo una mazza: capisco che a forza di rinchiudersi in redazioni, università, studi televisivi e salottini vari si perda il contatto con la realtà, ma qui la situazione mi pare fin troppo chiara: i “ggiovani” si sono rotti le palle ed esplodono in forme che non possono essere “democratiche”, “dialoganti”, “comunicabili”, e bla bla bla. Di fronte al nulla del loro futuro, oppongono il nulla della rivolta nichilista. Non serve a niente, sono d’accordo, ma non potete chiedere al fuoco di estinguersi.

koyaanisqatsi Il giovane autore si occupa di campagne elettorali per il pd e sel in puglia. Che deve dire un ragazzetto di 26 anni? che può dire della “violenza” se il pane che mangia viene dalla mano dei partiti di sinistra sconfitti per sempre? Un giovane che crede a bersani o vendola è vecchio dentro (o è ingenuo, la maggior parte, ma non in questo caso). Per fare politica (o servire alla politica) da giovani, il primo requisito è INVECCHIARE e sopratutto bilanciare ACCURATISSIMAMENTE l’onestà intellettuale (avete visto la “mitica” serracchiani? la bindi sembra sua nipote…). Si deve imparare a mentire e dopo un po’si impara a scordare che si è mentito e la menzogna si ammanta di “verità” davanti alla propria coscienza ormai corrotta. Il nostro autore deve averlo studiato: dissonanza cognitiva. Per non “impazzire” il fumatore “ignora” la scritta sul pacchetto, così il giovane aspirante alla carriera sopisce gli “ideali velleitari” giovanili, l’istintivo anarchismo della rabbia pura sommata all’orizzonte più nero che mai società abbia prospettato per i suoi figli. Chè è questo ciò che è accaduto il 14. Non una ma 3 generazioni (anche la mia 40-50) sono devastate da 50 anni di PURA E ASSOLUTA VIOLENZA DI STATO. Cos’altro è il deb.pub. di oltre 1800 miliardi e l’evasione fiscale di 150mld (come il pil di molte piccole nazioni)? Migliaia di morti bianche all’anno? A cosa servivano le bombe nelle banche e sui treni? Andreotti è ancora al senato, dal 1946, come dice grillo, con la sua “scatola nera”.
L’autore fa il suo mestiere e crede a ciò che dice. Quelli del 14 sono senza rappresentanza e lui lavora per coloro che “vorrebbero” rappresentarli: una sinistra marcia, corrotta, falsa, vecchia, pericolosa quanto e più del nano. Sì, perchè il nano è onesto. Si rivendica 26 ville, 3 aerei, 5 barche da 200mt e le pu.tt.ane. Loro tacciono. Ma amano il lardo di colonnata e la barca a vela, le case a NY e in Kenya (come uolter e melandri).
Non ci rappresentano e non rappresentano ness.

Gianluca90 L’articolo mi pare un po’ cerchio-bottista […]

m@x […] lei non è altro che uno dei tanti addomesticatori delle coscienze ad uso del regime dello stato.

Moses Hess Amenduni, il suo discorso trasuda di ipocrisia cattocomunista.[…]

Moses Hess Bravo, un po’ di sana vera passione, in mezzo all’ipocrisia di questo blog […]

Pietro Antonio Analisi sociologica molto scadente , caro Amenduni.
Lei guarda agli effetti senza vedere la causa.
Per questa volta è bocciato.

Giulio Tosca Questo articolo mi sembra scritto da un bacchettone alla Casini…

Daniela L’attitudine a giudicare e mai a capire per trovare una soluzione le ha fatto scrivere qualcosa d’inutile che niente aggiunge […]

brgegio senti, fai una cosa, prenditi un bel break dal giornale…a vita…debosciato

alberto lei amenduri, con il suo articolo ha ancora una volta dimostrato che ci sono due pesi e due misure; come casini vorrebbe che gli studenti scegliessero fra la violenza e lo stato dimenticandosi che lo stato e’ chi lo governa e quini chiede agli studenti di schierarsi con il signor b
bravo amenduri, ma per chi lavora lei veramente?

antonio ferrero Di Saviano ne basta uno!! Grazie

dalia Caro Amenduni lei ci sta prendendo in giro? […]

Kaos …bella idiozia di articolo…

margrant ma secondo lei cosa dovrebbero fare i giovani ?
il suo mi sembra un articoletto da vecchio giornalista che cerca come al solito di accontentare un po’ tutti…
o fa una cronaca, oppure,se fa una critica, se non e’ d’accordo, propone una soluzione…

Pascalero […] non ci poteva essere conclusione più esemplare. E’ tutta sintetizzata nel termine “formato della protesta”, un vero capolavoro di sintesi. Non si dice più “forma” della protesta, ma “formato”. Ecco, siamo giunti al “format” televisivo. Finalmente il sogno del potere comincia ad avverarsi: non si vede più la realtà, ma il “reality”. In questo caso il formato non piace. Non piacciono i personaggi, non piace la coreografia, non piace la musica. La prossima volta converrà preparare qualcosa di più innocuo e divertente, che so, due canzuncelle, un corteo di majorettes, la distribuzione di margherite e lancio di bacini ai poliziotti. Oppure l’arguto commentatore pensa che meglio ancora sarebbe starsene tutti a casa e, se uno volesse proprio protestare, potrebbe fare il gesto eroico di inviare al governo una “faccina”☹?

albundy Pescalero e tu ti sei presa la briga ed il fastidio di ribattere punto per punto al sudiciume di questo scribacchino?

johnnnybegood non condivido una virgola di quanto scritto. per quanto riguarda le nuove forme di protesta, dato che in italia la manifestazione di piazza non puà funzionare, che facciamo una protesta su second life? E all’autore dell’articolo offriamo una consulenza come “Web Strike Strategist”???

c.n. caro dino, lei parla proprio come un addetto stampa del Pd.

Been human …ma quanto bel perbenismo e spicciolo moralismo…

Giulio Tosca Per me questo articolo lo potrebbe aver scritto casini…

italialibera Che articolo stupido,retorico e melenso.

zapater Potrei pensare che nelle cazzate che scrivi ci credi veramente ma sarebbe come dire non hai capito nulla di cosa sta succedendo e non meriteresti commento….invece penso che in te come in tantissimi altri subentra la solita ipocrisia vigliacca del perbenismo sterile e inoffensivo […]

RONDE Davvero difficile concentrare una così ampia serie di cazz.ate in così poche righe. Complimenti.

gian veramente lei amenduni non ha capito nulla

alessio A me ‘sti esperti della comunicazione fanno imbestialire

Gianni “PRETESTO”. caro Amenduni, usi questa parola a sproposito. se tu avessi qualche rudimento dei fondamenti dei meccanismi della comunicazione politica, sapresti che al governo, a qualsiasi governo scarsamente democratico come il nostro , non serve trovare nessun pretesto.

forzabari Or che buono sono stato posso fare anche il bucato?.

Francesco Amendu, non hai capito una mazza…

Lorenzo Sei un venduto e un complice, caro Amenduni. A fare schifo è solo il peloso ecumenismo dei finti oppositori come te. La violenza è la levatrice della Storia, ma un borghese ben pasciuto con il cùlo foderato di velluto cosa può saperne? Facile stare a impartire lezioni di innocuità da dietro una scrivania. Come fanno i piddini, i Saviano, i “futuristi” e tutta l’altra marmaglia. Levatevi davanti, tramonterete con Berlusconi perché siete della sua stessa pasta. Al nostro fianco NON VI VOGLIAMO!

utu Poveri ragazzi, dopo aver preso le manganellate, ora gli tocca anche sorbirsi le rampogne moraleggianti degli strateghi da salotto. Caro, si fa per dire, Amenduni, nel tuo scritto non c’è una riga in cui traspaia un minimo di intelligenza e davvero lo spazio qui è poco per passare al setaggio il numero cospicuo di corbellerie che hai espresso.

electrode_2.4 questo che ha scritto l’articolo è il classico giovane vecchio. Sono i peggio!

utu no, è solo un cret.ino.

Luciano tutto può essere vanificato da 10 minuti di TV e da articoli ipocriti come questo.

marco amenduni, stai pisciando fuori dal vaso

salvatore sarai anche tu della stessa generazione, ma da come scrivi sembra che tu sia un vecchio politico.

giorgio 3 righe quotabili e mezza in un mare di cazzate…

giovanni Ecco un altro paladino del bon-ton!

Enrica le cose che scrivi tu, caro Dino Amenduni. Mancano di passione, di vita, di comprensione. Sono gelide. *****, sembri mio nonno.

lulu Lei non ha ben chiaro cosa sia l’adolescenza.

gianluca lunardi dino ma falla finita…c’hanno rotto il *****

danilo’s Dino, Dino, diobono hai hahato fuori dal vasino, hazzone!!

neronesamson
e tu saresti un giornalista?

Luciano quello che non devi fare è il professorino, anche perchè è un enorme ERRORE COMUNICATIVO

bob L’onda studentesca ti fa un mazzo che nemmeno riesci a immaginare cialtrone

bob Ma vai a farti una bevuta con i tuoi amici pseudo intellettuali, e guarda meno televesione, ma soprattutto no rompere i coglio ni

Enrico Dai continua così, che sei sulla giusta strada per diventare un ottimo giornalista italiano.

neronesamson Dino dammi un crodino

REVE Dino hai sbagliato blog

matrixreloaded Stucchevole. Il cuore altrove

neronesamson Mi sa che tu Dino non hai ancora capito cosa significa stare alla canna del gas.

Mario articolo infarcito di buonismo, luoghi comuni e banalità, magari scritto con indosso un comodo maglioncino di cachemire, usato ma non troppo.

REVE Caro Dino, sei troppo ambiguo

emi_cori E BRAVO SIGNOR FASCISTA ED IPOCRITA ANCHE LEI:i giovani non sanno mentire ed è per questo che sono la parte migliore del paese .

emi_cori anch’io sono mamma e nonna e dico che questo signore giornalista dei miei stivali si deve vergognare al pari di la russa

pietro bernardi Dino ci dici chi sei, da dove vieni, e come fai alla tua eta’ a stare messo così’ bene (leggo dal tuo bio) nonostante la valanga di ovvietà’ che scrivi?

Emiliano Ma chi sei? io sarò ignorante chè non ti conosco, ma un “articolo” così…vuoto, non l’avevo mai letto

Gianfranco se la sinistra si affida a lei per le sue campagne elettorali non mi meraviglio di certi risultati. Le auguro buon lavoro ora che dovrà far digerire un manipolo di fascisti alla base del PD.

MarcoMix Davvero si è schiantata? Lei crede? E lei sarebbe un esperto di nuovi media e comunicazione politica? Ma ci faccia il piacere…

stefano g che schifo di articolo….idiozie allo stato puro….

frenk6354 Che articolo di mèrda! Te lo potevi risparmiare.

gianfranco Per caso il compagno Amenduni di Bitonto, adepto del compagno parolaio Nichi Vendola,paga il Fatto Quotidiano per vedersi pubblicare baggianate alle cime di rape?

zigainar Se hai voglia di fare strategie, prenditi un gruppo di ragazzi, fai una squadra di calcio e mettiti a fare l’allenatore

Grazia Ritirati e non scrivere mai più

lele amenduni, fai impallidire pure il buon pigi battista

homofera Questo giornalista crede di vivere nel ‘paese delle meraviglie’ dove regna la legalità totale, ed esercita la sua violenza targata ‘buonismo’. Cerca di svegliarti, amico…..

Alessandro Baroni Trovo l’articolo decisamente stupido. Non voglio offendere per offendere, ma è veramente stupido

Luca Credo che a forza di comunicare con i politici tu abbia perso il contatto con la realtà di questo paese

JEDYSKRUD fiato sprecato
la biografia fa testo per
un novello candidato perbuonista

GIACOMINO caro giornalista di regime, cosa direbbe e cosa farebbe se fosse un precario, un disoccupato, uno studente senza alcuna prospettiva , un disperato in questo meraviglioso paese?

ALBUNDY questo amenduni forse è belpietro sotto mentite spoglie!

JEDISQRUD opinione pubblica … errori strategici … debacle..sistema mediatico…:
breviario di un poltronista prossimo venturo

ALBUNDY
l’autore dell’articolo deve aver alzato un pò troppo il gomito

GENNY La pochezza intellettuale, la bassezza morale, e a questo punto la viltà dell’autore di questo articolo squallido, che non mi è noto e che sicuramente non mi interessa conoscere, è rappresentativo dell’atteggiamento di chi vuole semplificare la realtà

VERBERO Amenduni, sei così giovane e sei già uno zombie, come la cosiddetta classe dirigente di questo merd aio di Italia.

FRANK Ecco un altro che vuol far la rivoluzione scrivendo quattro ******ccie con la tastiera. Qualsiasi bloggettaro dell’ultima ora (e da 30 lettori) comincia a sentirsi al centro dell’universo e in diritto di pontificare con le sue boiate pazzesche.

FRANCO Amenduni,
ritiratevi a vita privata.
Così eviterete lo sciupio che di byte si fa in articoli del genere

PIERETO L’autore dell’articolo poco capisce di televisione e ancor meno di pubblicita’

PESCALERO Ma dove li trovate certi collaboratori-blogger, nel salotto di Madamadorè?

SOLOUNATRACCIA Caro Amenda, questa volta ti sei inquacquaraqquato:

ALBERTO A Le belle parole di chi ha la pancia piena ed il sedere al caldo.

MEURSAULT Ecco dopo il predicozzo dell’ennesimo moralista agitabandierine possiamo dormire tranquilli.

RIZIERI ROSSI …..esperto di media e comunicazione….magari togliersi le fette di salame dagli occhi aiuterebbe a dire meno cazzate…..

TONII Caro Dino Amenduini, vivi su Marte?
Sei mai stato a una manifestazione in vita tua?

SIMONA sei veramente di una demagogia unica, come ho letto sotto sembri proprio un professorino…

EDO Grande intellettuale! E grandissimo stratega politico!
Dove studi, su Tuttosport?

Dangermouse – 99 problems

I got 99 problems but a bitch ain’t one

I miei primi quattro post al Fatto

17 Nov

Visto che probabilmente sei di Ruvo e quindi un quasi paesano (sono andriese) te lo dico in dialetto:

ci cazz ste a doic?

(tale Ambro, commento sulla mia analisi sulle Primarie milanesi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/16/primarie-cosa-e-successo-a-milano)

 

il rompighiaccio

9 Gen

E’ da quando mi conosco che rompo il ghiaccio.

Ho aperto numerosi fronti. Ho offerto opportunità a gente che nemmeno conoscevo. Leggevo, avevo idee, proponevo, organizzavo riunioni, gruppi di lavoro.

Ho messo su EmiLab, l’anomalia comportamentale della Bari contemporanea.

Ho messo in piedi gioiose macchine da guerra. Ho messo in rete risorse umane, relazionali, talvolta economiche. Ho generato ricchezza.

Eppure, raramente il mio contributo è stato valorizzato, altrimenti non si spiega com’è possibile che tutte le persone che, attraverso il mio lavoro, sono finite in radio, in uffici, in stage, in tesi, in società, ovunque, non si siano degnate nemmeno di ringraziarmi.

Il mio essere propositivo, generoso, folle, idealista ha permesso ad alcune persone di fare cose che, altrimenti, non sarebbero mai successe.

Rompere il ghiaccio vuol dire schierarsi in prima linea. E prendere le mazzate.

Spesso, troppo spesso, vengo valutato, giudicato per le mie idee. Talvolta noto un livello di puntiglio esasperante, logorante.

Toccare le virgole è una condizione accettabile solo se, chi lo fa, è un tuo superiore, o ha la dignità e l’autorevolezza morale di poterlo fare. Se, per meriti acquisiti, è alla pari con te.

Spesso queste valutazioni provengono invece da persone che non hanno ancora capito cosa vogliono dalla loro vita, che non sarebbero mai in grado di avere un’idea propria e che aspettano che qualcuno li salvi dall’inedia.

Bene, io mi sono rotto i coglioni di essere valutato sempre, sopratutto se le valutazioni provengono dall’emisfero dei pavidi.

Noto una certa stanchezza intellettuale attorno a me. Anche a me piace dormire. Anche a me piace dire che una cosa fa cagare, quando fa cagare.

So perfettamente che essere politicamente corretto è talvolta molto più difficile e stancante che esprimere opinioni sprezzanti. E quindi non vedo perchè io dovrei stancarmi più di chi, invece, distrugge cose per il gusto di farlo, forse per non sentirsi mediocre.

Vediamo come va senza rompighiaccio.