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Qualche consiglio pratico sull’umorismo

30 Set

Qualche consiglio pratico sull’umorismo: se pensi di stare esagerando, vuol già dire che non hai fatto abbastanza e se ridono tutti, vuol dire che hai fatto fiasco.

(Christopher Hitchens)

Parlo fin troppo

20 Feb

Parlo tanto, fin troppo, ma ci sono momenti che rimango in silenzio ad ascoltarmi.
È in quei momenti che fabbrico i miei pensieri più veri, mentre cammino per le strade, osservando la gente che passa, ascoltando i discorsi, a volte assurdi, di alcune persone o assaporando il sole che mi scalda dentro.
Amo ridere, giocare.
Amo le cose belle, le belle storie che dicono qualcosa, mi piace tutto ciò che fa palpitare il cuore.
È bello aver la pelle d’oca, significa che stai vivendo.

(Josè Saramago)

Dedicatevi

28 Dic

Dedicatevi a chi vi fa ridere, pensare, crescere.
L’albero non ospita i nidi di tutti gli uccelli, ma solo quelli compatibili con la propria indole, con l’armonia, l’intrico e la resistenza dei suoi rami.

(Umberto Longoni)

Riderci sopra

21 Dic

C’è sempre qualcosa che puoi farci.
Puoi riderci sopra.

(Erma Bombeck)

Vuol dire

27 Ott

ll coraggio vuol dire ridere.

(Friedrich Nietzsche)

Nell’incertezza

19 Lug

Non so se ridere o piangere. Nell’incertezza, rido.

(Alfredo Accatino)

È così perché lo voglio io

19 Mar

L’avrete certamente vista, la bimba di dieci anni che, rimasta a corto di argomenti validi, per imporre alle amichette la propria volontà afferma ad alta voce con inspiegabile orgoglio: “È così perchè lo dico io” oppure “È così perché lo voglio io”.
Quella bimba si sente un’eletta. Un giorno però le accadrà di dire “È così perchè lo voglio io”, e tutti scoppieranno a ridere.

(Milan Kundera)

 

Il coraggio di ridere

11 Mar

Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.

(Giacomo Leopardi)

Peccato originale

3 Feb

L’umanità si prende troppo sul serio: è il peccato originale del mondo. Se l’uomo delle caverne avesse saputo ridere, la storia avrebbe avuto tutt’altro corso.

(Oscar Wilde)

Asociale

1 Feb

Ma se la definizione che mi è stata affibiata consiste nell’essere una persona che adora ridere ma che non ama ubriacarsi di risate sproporzionate e fuoriluogo, che pensa sia di gran lunga più gradevole un silenzio autentico di miriadi di sillabe buttate al vento, che ad una compagnia imputridita prevarrà sempre un’avvenente solitudine, che preferisce incatenarsi alla trama di un libro travolgente o farsi trasportare in luoghi lontani dalle note di un disco contenente della buona musica piuttosto che farsi soggiogare da chiacchiere ricolme di futilità, allora sì, l’essere “asociale” è una caratteristica portante del mio carattere. Un pregio al quale non voglio rinunciare.

(Alessandra Mugnai)