Archivio | letteratura RSS feed for this section

Taglia 46

5 Mag

Non sono al tuo fianco, io sono il tuo fianco.

(Erri De Luca)

Lattuga

28 Apr

Il corpo è come un giardino, e la mente è il suo giardiniere. Sta a noi decidere se in esso piantarvi orchidee o lattuga.

(William Shakespeare)

Inesorabile

15 Apr

I privilegiati non hanno orecchie per i diseredati. È una colpa dei privilegiati? No. È la loro legge, ahimè! Perdonateli. Commuoversi vorrebbe dire abdicare. Dove ci sono signori e principi, non bisogna aspettarsi nulla. Chi è soddisfatto è inesorabile. Per chi è sazio non esiste l’affamato.

(Victor Hugo)

Il buon commerciante

11 Apr

Ecco da cosa si vede il buon commerciante. Ti fa comprare quello che lui vuol vendere.

(James Joyce)

Cose sgradevoli

28 Mar

Lavoro minorile in miniere e fabbriche. Schiavitù. Droga. Frodi finanziarie. Scempi ecologici, disboscamenti, inquinamento, coltivazioni estreme che portano all’estinzione. Monopoli. Malattie. Guerra. I patrimoni nascono tutti da cose sgradevoli.

(Chuck Palahniuk)

Per non leggere

27 Mar

Ma dove mai troverò il tempo per non leggere tante cose?

(Karl Kraus)

44 gatti

5 Mar

L’amore vero è
una quiete accesa.

(Giuseppe Ungaretti)

Non vivremo in eterno

26 Feb

La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno.

(Alda Merini)

La carne copre le ossa

25 Feb

La carne copre le ossa
e ci mettono dentro una mente
e qualche volta un’anima,
e le donne spaccano i vasi contro i muri
e gli uomini bevono troppo
e nessuno trova quello giusto
ma continuano a cercare trascinandosi dentro e fuori dai letti.
La carne copre le ossa e la carne cerca per qualcosa in più che carne.
Non c’è nessuna possibilità: siamo tutti intrappolati in un destino singolare.
Nessuno trova mai quello giusto.
Gli immondezzai della città pieni, i robivecchi pieni, i manicomi pieni, gli ospedali pieni, i cimiteri pieni.
Nient’altro si riempie.

(Charles Bukowski)

Smettere di fumare

18 Feb

Smettere di fumare è facilissimo.
Lo so perchè l’ho fatto un migliaio di volte.

(Mark Twain)