Fini e Berlusconi, per 17 anni, sono sembrati Cip e Ciop.
Ora sembrano Ridge e Brooke.
(Matteo Renzi)
Fini e Berlusconi, per 17 anni, sono sembrati Cip e Ciop.
(Matteo Renzi)
All I know is I cannot pretend I'm sitting on the outside again I've got the energy to blend So I'm sitting on the outside again
Ho dato. Tutto. L’anima, il cuore, la passione, l’illusione, gli ideali, pezzi di vita che tutti gli altri tengono per sè.
Ho avuto. Molto meno di quello che ho dato. Colpa mia, dovevo dare di meno. Ma il mondo si cambia solo se qualcuno si mette davanti a tirare il carro con le pecore.
Ho perso. Occasioni, raggi di sole, feste, la vita dei ventenni, amici, tempo a litigare, tempo a ripensarci, salute, ore di sonno, ore di svago.
Ho vinto. Tre elezioni in un anno. Non da solo e non per merito mio, ci mancherebbe. Ma un po’ di me c’è in tutte e tre le vicende, così diverse, così eterogenee e così inutili se penso allo strapotere berlusconiano in Italia. Ho vinto un po’ di stima e di credibilità. Ho vinto molti limiti psico-fisici, ho vinto resistenze, ho battuto alcuni dei miei lati peggiori.
Ho salvato tutto il resto. Ho cercato tutti i giorni, nonostante la guerra attorno a me, di essere un buon fidanzato, un amico affidabile, un figlio-modello, un lavoratore-modello, un giovane-modello. Io, che per ovvi limiti estetico/caratteriali, modello non lo sarò mai.
Qualcuno ha provato ad aggrapparsi a questo mondo che mi sono costruito da solo, spesso dal nulla, spesso ricavando nulla, altre volte aprendo scenari così belli che non li so nemmeno descrivere, così incredibili che non li ho ancora del tutto compresi.
These people are really weird And they're giving me the fear Just because you know my name Doesn't mean you know my game All of us are in your face And whisper I'm in the wrong place Is there more to lose than gain If I go on my own again, on my own again
Sì, ho avuto paura.
In pubblico ho fatto finta di niente. Non ho parlato, come sempre succede quando ho qualcosa da dire. Come spesso succede quando sono arrabbiato. Quando hanno iniziato a raccontarmi una storia impossibile, quando hanno iniziato a dirmi che ci poteva stare, che era tutto lecito, che tutto in fondo è lecito, perchè (questo non me lo dicevano, ma è l’implicito e pericoloso senso dell’insegnamento che proprio non ho mandato giù) comanda il denaro, perchè bisogna fare carriera, perchè certe occasioni non passano più.
Non ascoltateli. Non credete a nessuno di quelli che vanno portando questo credo in giro per le città. Sono porcherie d’altri tempi, giustificazioni della perdita di ogni riferimento morale e ideale, della mercificazione dei sentimenti, dei rapporti umani.
Quando le scelte degli amici, di qualunque natura esse siano, vanno contro la tua vita, le tue cose; quando sono scelte consapevoli, quando non sono scelte indispensabili, quelle persone ti stanno dicendo una cosa sola:
(e sai che ti dico? Mi stai pure un po’ sul cazzo)
è giunto il momento di tornare da soli, on my own again. Perchè c’è più da perdere che da guadagnare se io me ne sto da solo, e ve ne accorgerete presto.
Hanno provato a vendersi un’immagine indotta, per buona parte dal mio lavoro, e ci sono perfettamente riusciti. A dimostrazione che il committente, se possibile, è stato ancora più stupido di chi ha deciso di porre una moratoria su se stesso.
La cosa più importante del mio lavoro di questi mesi, la prima vera e sicura sintesi degli sbattimenti chiamati EmiLab, primarie 1 (PD Nazionale), primarie 2 (Vendola 2010), Fabbrica di Nichi è che adesso li conosco tutti. Uno ad uno. E se avete occhio li conoscete anche voi lettori. Ci conosciamo tutti ora, almeno a Bari. Ognuno ha pesato ognuno. Ci possiamo guardare tutti negli occhi.
Ognuno ha un cartellino col prezzo, me compreso. Ognuno ha i propri parametri di fedeltà, coerenza, gestione dello stress, creatività, lavoro di gruppo, disponibilità al sacrificio, leadership. Avete voluto il mercato libero? Avete voluto spezzare il vincolo di fiducia che è alla base di tutte le comunità sane? Ecco a voi il risultato. Esattamente ciò che avete chiesto agendo.
People are connecting, don't know what to say I'm good at protecting what they want to take Spilt the milk at breakfast, hit me double hard And I grinned at you softly Because I'm a f@#king wild card
Ho terminato col mestiere di capopopolo, non ho più le forze e gli stimoli per farlo.
Ritornerò a esercitare quella sana tendenza all’antisocialità e all’autismo che mia madre, da piccolo, era convinta mi bloccasse lì, davanti ai videogiochi, incapace di sperimentare relazioni sociali credibili. Mia madre aveva ragione, io ero quello lì. Non so cosa mi sia successo per tutti questi anni. Forse dovevo provare, da bravo amante della ricerca sperimentale.
Ho fatto il giro sulla giostra, sono stato per anni quello che stava in mezzo a tutto, quello che faceva tutto, quello che parlava con tutti, usciva con tutti. Piano piano mi sono messo da parte, ora il processo è completo.
Grazie a molti di voi.
Quindi la statistica (e il buon senso. Fate una riflessione: tra tutte le persone che avete conosciuto nella vostra vita, quante vi sono rimaste sempre e incondizionatamente affianco?) ci dice di non sprecare tempo con la socievolezza. E di destinare tutto il tempo a quello 0,5% che ne rimane, difendendolo con le unghie e con i denti.
Non sparirò, farò la fottuta wild card. Non so stare senza voler bene alle persone, non so stare senza pensare di poter far stare meglio le persone che mi circondano. Tutte, anche quelle che tentano di incularci ogni giorno.
ps1. il “voi” a cui mi riferisco non ha nomi e cognomi particolari. È il frutto di un ragionamento che è cresciuto negli anni e che, a causa delle circostanze, ha conosciuto un’improvvisa e sacrosanta accelerazione. Chiunque si sentisse chiamato in causa, probabilmente ha ragione nel farlo.
ps2. le quote sono di Marina and the Diamonds, la canzone è “The outsider”.
Rossana Rossanda
Silvio Berlusconi
Me lo dice Sergio Magliocchi, che sul suo FB dichiara: “visto che la destra si comporta in questo modo, forse facciamo un pensierino a sinistra“.
Sergio mi ha autorizzato alla pubblicazione della conversazione, a condizione che io dicessi anche che la sua idea sull’uomo Simeone Di Cagno Abbrescia non è cambiata.
Che poi, alla fine, i politici sono tutti mangiapagnotte.
Non so se Nichi Vendola conosca Chris Anderson.
Se lo conoscesse, non penso proprio che proverebbe simpatia per un teorico della bontà della globalizzazione, seppur in salsa neo-socialista. E anche se il modello-Anderson è l’unico capace di mandare all’aria alcune grandi corporazioni economiche dei media. Ecco, questo a Nichi potrebbe piacere di più.
In ogni caso, Vendola si comporta come suggerito nei migliori articoli del direttore di Wired USA, creatore del modello della Coda Lunga e teorico della possibilità di trasformare gratis qualunque cosa si muova su Internet.
Alle primarie ha interpretato perfettamente il “modello del Gratis”. Il suo elettorato attivista è rappresentato dai giovani. I giovani hanno guidato la campagna elettorale e sopratutto hanno persuaso i più anziani ad andare a votare. 205mila preferenze non sono solo frutto di Vendola o dell’emergenza politica, sono frutto di un investimento strategico.
Investire sui giovani vuol dire trasformare il profitto politico da diretto a indiretto.
Mi spiego. Se ho 10€, e li dò a un bambino di 7 anni, sarà sicuramente più felice di un ragazzo di 18, che sarà più felice di un uomo di 35, che sarà più felice di un professionista di 50.
Se dò una borsa di studio, finanziamenti a fondo perduto, se regalo una speranza, se costruisco il futuro, investo sul mio presente. I giovani proveranno a convincere i vecchi, perchè i giovani saranno veramente motivati, perchè la loro vita sarà davvero cambiata. Il contrario è impossibile, perchè manca lo spirito, la voglia. E’ subentrata la disillusione, l’interesse personale e particolare, la pigrizia.
Intervenendo direttamente su un gruppo, ho attratto l’interesse indiretto di una comunità. Ed ecco qua un buon 70 a 30. Giovani motivati a sostenere Nichi senza nessun tornaconto, per la gioia di dire grazie a qualcuno.
Probabilmente Nichi proverebbe sdegno anche per la mia analisi, che è brutale marketing politico. Ma ora Nichi è favorito, perchè è l’unico che può parlare ai giovani. E i giovani finalmente non si sentiranno semplicemente una categoria dello spirito o un segmento demografico di moda. Ma si sentiranno, a ragione, protagonisti.
Dino Amenduni
arriva a 73.
è in Bulgaria.
ha fatto solo metà del dovere suo.
pensa che Nichi Vendola e Josè Mourinho siano due chiavici.
trova molto più piacevole godere delle gioie della vita insieme alla propria donna.
non ascolterà più nessuna lezione di politica da soggetti tesserati nei partiti.
pensa che Facebook sia inutile.
(potrebbero esserci aggiornamenti)
Le Primarie sono una cosa bruttissima, se ci stai dentro.
Leggo bacheche di amici. Uno da un lato, uno dall’altro.
Sento parlare di minacce, di voti militari, di voti politici, di voti comprati, di voti nel senso religioso del termine.
E alla Puglia, chi ci pensa?
Da lunedì, resa dei conti. Ci sarà solo un campo di battaglia. Vincitori, e vinti. Stessa faccia, stesso sangue, stessa visione delle cose.
L’unica cosa che ci separa sono gli interessi. Economici, politici, di potere, di posizione.
Chi vince continua a inseguire l’interesse e a prendersela con chi perde, tagliandolo fuori dalla partita, senza pensare al sangue comune, agli ideali comuni, alla comune visione.
Chi perde entra in crisi depressiva. E forse finisce di giocare per sempre.
Ma io non ce la faccio. Devo fare il professionista, ma intimamente non ce la faccio. E so che molti altri, invece, sono in grande gioia e fibrillazione per queste giornate. Io no, evidentemente non tengo il fisico.
Io voglio bene alle persone, anche quando non sono ricambiato. Anche se sono antisociale e misantropo.
Devo resistere, ma sto provando dolore.