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Io credo in – Josè

11 Gen

Io sono interista. Punto.

 

(Josè Mourinho, 10 gennaio 2011)

Il mio pezzo per il Corriere del Mezzogiorno, versione originale

9 Gen

n.b. ho scritto una lettera al Corriere del Mezzogiorno. Voleva essere un appello al dialogo tra politici e giovani generazioni. Basta poco per cambiare il senso di un buon proposito. I miei amici mi avevano sconsigliato di scrivere questa lettera, in molti la definivano un’operazione ‘rischiosa’ o addirittura ‘inutile’. Francamente non mi dispiace correre dei rischi in cambio della creazione di una possibilità di confronto all’interno dell’opinione pubblica.

Ci sono state alcune cose che, però, sono cambiate dalla mia pubblicazione all’articolo finito sul giornale cartaceo l’8 gennaio 2011. Mi dicono che i titoli sono decisi dai titolisti e non da chi scrive. Mi sembra assurdo, ma è così, a quanto pare non ho ricevuto un “trattamento di favore”, è la prassi.

Ma la cosa che più mi ha lasciato sconcertato è una parentesi che è stata aggiunta nell’articolo, oltre a un box con un commento che non avevo allegato. Tutto questo è avvenuto rigorosamente senza alcun preavviso.

Probabilmente questo post di blog mi renderà ancora più antipatico e mi inimicherà la redazione del CorMez, ma, come sopra, si deve correre qualche rischio personale per progredire.

Titolo originale: “Politici, non recidete il legame con i giovani”

Titolo del Corriere del Mezzogiorno: “Delusi e disillusi se Emiliano e Vendola lasciano i loro ruoli”

La Puglia si avvia a un gigantesco effetto domino elettorale. I pugliesi non ne sono troppo contenti, ed è assolutamente comprensibile. Bari, il suo capoluogo, ha scelto il suo sindaco diciotto mesi fa. Le elezioni regionali si sono tenute a marzo 2010. Allo stesso tempo ritengo legittime le aspirazioni di Nichi Vendola e, a cascata, di Michele Emiliano. Se la Puglia ha saputo esprimere leader di caratura nazionale, questo non dovrebbe farci arrabbiare ma inorgoglirci. E, con un briciolo di lucidità, dovremmo valutare le rispettive deleghe di istituzioni nazionali ed enti locali e porci le domande: “Si fa più bene alla Puglia da Premier o da Presidente della Regione?” e “Si fa più bene a Bari da Presidente della Regione o da sindaco?”. Forse le risposte potranno non piacerci e ci sembreranno incoerenti rispetto al mandato per cui abbiamo espresso il nostro voto, ma appaiono abbastanza inconfutabili.

C’è però un grandissimo rischio, che da osservatore privilegiato sento di voler denunciare sia per parlare ai “miei”, ossia a quella imprendibile categoria sociologica che solitamente viene definita ‘giovani’, sia alla classe politica che prende le decisioni in merito alle nostre vite e al nostro futuro: la fine definitiva di un rapporto, complicato ma virtuoso, tra gli under 35 e le istituzioni. Lo stile di leadership del sindaco di Bari e del Presidente della Regione (nel campo nel centrosinistra, ma sarà così anche in quello del centrodestra – parentesi aggiunta dal giornale) hanno favorito meccanismi di attivazione spontanea a sostegno delle loro candidature; le fresche campagne elettorali del 2009 e del 2010 sono considerate ‘casi eccezionali’ nel resto d’Italia per il livello di attivismo di una generazione percepita come storicamente distante da queste questioni. Ciò è stato possibile grazie a una promessa, a un sogno che molti miei coetanei (e il sottoscritto) hanno spiegato ad amici e conoscenti chiedendo un investimento di fiducia sul progetto politico e, dunque, sulla credibilità di chi “reclutava”, cioè noi stessi. Ci abbiamo messo la faccia, come si dice in questi casi.
Se, come sembra, tutto finirà entro pochi mesi, ci sarà una conseguenza devastante: la fine, forse definitiva, di un rapporto genuino e disinteressato tra le istituzioni e i ragazzi che hanno creduto in questo sogno. Ci sarà un altro effetto domino: i ragazzi che si sono impegnati in prima persona dovranno spiegare perché certe cose non sono accadute e rischieranno di rimetterci la faccia e i rapporti personali costruiti negli anni; noi stessi non avremo argomenti per impegnarci nuovamente in politica, perché il rapporto fiduciario sarà stato reciso dal mancato rispetto degli impegni presi con i cittadini; se ci verrà chiesto se vale la pena di aiutare un politico in campagna elettorale, non avremo la forza di consigliare alcun tipo di impegno volontario; le competizioni elettorali non saranno più delle occasioni di confronto e di crescita dei territori ma un rituale stanco, basato sulla forza economica, delle clientele e delle promesse più o meno utopiche.

A parte alcune naturali eccezioni (l’arrivismo è una caratteristica trasversale), questa generazione che a vario titolo si è impegnata per aiutare la politica chiedeva semplicemente occasioni per la democrazia. Non voleva soldi per sé, ma per la comunità: non voleva potere personale, ma condividerlo con il popolo. Voleva, forse un po’ ingenuamente, un mondo migliore. Se tutto dovesse finire così, il laboratorio pugliese ne uscirà fuori azzoppato perché mancheranno gli elementi cruciali della rivoluzione pugliese: la motivazione, l’entusiasmo, l’orgoglio di appartenenza. Pensiamoci, pensateci, finché siamo in tempo.

Perdonami

4 Gen

È vero che i computer lavorano più delle persone, ma loro sono favoriti dal fatto che non devono fermarsi a rispondere alle telefonate.

 

(Arthur Bloch)

L’attualità della Costituzione – ultimo post

30 Dic

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.

Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

 

(Articolo 37 della Costituzione)

L’attualità della Costituzione – Ignazio

30 Dic

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;

consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni;

promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 

(Articolo 11 della Costituzione)

L’attualità della Costituzione – UDC

27 Dic

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

(Articolo 7 della Costituzione)

L’attualità della Costituzione – FIOM

27 Dic

L’organizzazione sindacale è libera.

Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.

È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.

I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

(Articolo 39 della Costituzione)

L’attualità della Costituzione – l’evasione, la nostra prima piaga

26 Dic

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

 

(Articolo 53 della Costituzione)

L’attualità della Costituzione – se solo ci ascoltassero

24 Dic

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

 

(Articolo 50 della Costituzione)

L’attualità della Costituzione – il voto di scambio

21 Dic

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

 

(Articolo 48 della Costituzione)