Il mio sa che non lo riformerà

13 Dic

Ogni generazione si sente senza dubbio chiamata a riformare il mondo. La mia sa che non lo riformerà, ma il suo compito è forse ancora maggiore. Consiste nell’impedire al mondo di distruggere se stesso.

(Albert Camus)

Impossibile non è una regola

7 Dic

Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre.

(Muhammad Ali)

Trasformazione

1 Dic

Non dovremmo più usare la parola cambiamento, che ormai ha un significato neutro, ma trasformazione, che vuol dire dare forme nuove alle cose. Questa parola è assente dal dibattito e forse invece è la parola chiave. Cambiamento è parola impolitica, è qualcosa che accade. Trasformazione chiama in causa la soggettività, è qualcosa che tu devi far accadere.

(Mario Tronti)

Fotografia del 23 novembre 2017 – Un anno un po’ sabbatico

26 Nov

Le principali decisioni della mia vita recente sono state prese svegliandomi al mattino, scoprendo che nella notte è stato spinto un interruttore nel cervello e che lo switch mi ha sbalzato da un’altra parte.
È stato così anche ieri.
Mi sono svegliato e ho deciso che mi prendo (almeno) un anno sabbatico all’insegnamento. Chiudo con le ultime due docenze già fissate (una domattina) nel 2017, poi mi fermo. Per un tempo indefinito.
Le ragioni in verità sono molte, alcune nobili e altre meno; alcune condivisibili e altre meno.

Provando a fare la sintesi più sincera e completa insieme, va più o meno così. Insegno ininterrottamente da 7 anni, insegno una disciplina sfuggente come la comunicazione politica, se non studio invecchio e tanto invecchio in ogni caso (se c’è un limite di mandato per i politici magari è giusto che ci sia un limite di mandato anche per noialtri. Ogni tanto penso a questo paradosso).

Oggi sento il bisogno di imparare più che di insegnare, di scrivere più che di parlare, di interagire più che di girare con le slide. Sento il bisogno di assomigliare alle parole che uso, e la verità è che non sempre ciò che insegni è facile da applicare: la cosa è ancora più faticosa se sei contemporaneranamente potenziale oggetto e potenziale soggetto di ciò che insegni, se sei lo studiante e lo studiato insieme.

Sento anche il bisogno di spazzare il campo dall’ipocrisia (uno dei miei principali avversari del periodo, insieme alla retorica) e quindi è opportuno dire che posso smettere di insegnare anche perché adesso (finalmente! Forse!) me lo posso permettere.
Mi piacerebbe tenere solo una cattedra universitaria, magari ancora a Perugia o dove servo. Per stare coi ventenni, e per difendere il curriculum. Poi basta.

Mi piacerà continuare a girare l’Italia ma senza lezioni. Solo per confrontarmi. Dibattiti, tavole rotonde, presentazioni di libri o simili, Aperidino o simili, sessioni di domande senza rete.
Tutto il resto va via fino a quando non mi sentirò di nuovo pronto. Se mai mi risentirò pronto.

Chiudo semplicemente ringraziando le migliaia di persone che mi hanno dedicato del tempo (e in tanti casi, anche il loro denaro) in questi sette anni. Mi sono divertito, ho dato il massimo; mi fermo prima di diventare banale, mi fermo per migliorare ancora.
(Post scritto sorseggiando Nikka, il mio whisky preferito, al caffè San Marco di Trieste, nella città dei caffè di Joyce e Svevo. A scanso di equivoci: sono sceso coi pantaloni della tuta)

Non voglio fare prediche

23 Nov

Non ho niente da insegnare, e non voglio fare prediche. L’unica cosa che so è che voglio scrivere più che posso, e con la maggior accuratezza possibile.

(Raymond Carver)

Ci costruiamo una vita

16 Nov

Ci guadagniamo da vivere con ciò che facciamo, ma ci costruiamo una vita con ciò che diamo.

(Winston Churchill)

Bugie e statistiche

7 Nov

Ci sono le piccole bugie, le grandi bugie e le statistiche.

(Benjamin Disraeli)

Fonte inesauribile di disgrazie

25 Ott

La timidezza, fonte inesauribile di disgrazie nella vita pratica, è la causa diretta, anzi unica, di ogni ricchezza interiore.

(Emil Cioran)

Con quello che hai

17 Ott

Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai.

(Ernest Hemingway)

Meglio dalla periferia

11 Ott

La realtà si vede meglio dalla periferia che dal centro.

(Papa Francesco)