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Le partite sono lunghe

1 Giu

Il calcio è la mia vita, riempie le mie giornate da vent’anni e nel bene e nel male, mi ha insegnato a stare al mondo. Mi ha insegnato che si vince e si perde, che si ascolta e si dissente, si ricevono delusioni e non sempre ti è dovuta una spiegazione. Ho imparato molte cose, ovviamente. La prima è non dimenticare di essere riconoscente. La seconda è non portare rancore perché le partite sono lunghe e le persone non sono mai soltanto quello che sembrano.

(Andrea Pirlo)

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L’opinionista

31 Mar

L’opinionista è il mestiere più bello del mondo, perché non ci si prende alcuna responsabilità e si può cambiare idea in ogni momento.

(Maurizio Sarri)

Non più del cinque per cento

22 Gen

L’allenatore può fare solo qualche danno e conta complessivamente non più del cinque per cento. Credo molto nel fattore psicologico. Quando riesci a entrare nella testa di un giocatore, sei già a metà dell’opera. Ma i giocatori scarsi, alla fine, rimangono tali. Quando sento pontificare, mi irrito: ‘Io ho scoperto’. No, sei stato abile a valorizzare le singole caratteristiche, ma se un calciatore possiede qualità, prima o poi, sarà in grado di mostrarle. Mai gettare fango sul tuo predecessore, un atteggiamento diffuso che denota ignoranza e maleducazione.

(Massimiliano Allegri)

Eri l’eroe di mio figlio

13 Gen

Si dice che, quando venne arrestato, Diego Armando Maradona fu avvicinato da un tifoso furibondo che lo insultò e gli gridò tutta la sua delusione: “Maledetto, eri l’eroe di mio figlio!”.
Il vecchio Diego, uomo dotato di piede fatato e di mano divina, lo guardò negli occhi e rispose come solo i grandi sanno rispondere: “Imbecille, dovevi essere tu l’eroe di tuo figlio”.

(dalla collana “Save the Parents” della Scuola Holden)

Non lavoro per guidare la squadra migliore al mondo

27 Dic

Non lavoro per guidare la squadra migliore al mondo, lavoro per poterla battere.

(Jurgen Klopp)

Bisogna guardare indietro

21 Dic

Per parlare di rivoluzione, bisogna guardare indietro e a me non piace farlo.

(Rudi Garcia)

Cinque secondi per pensare

2 Nov

Si vuol far passare il calcio per una scienza. È una balla. Nella pallacanestro si gioca in un campo piccolo. Si usano le mani e i piedi servono solo per correre. Cinque secondi per pensare e spesso a pochi secondi dalla fine, la sfera viene data al più bravo per l’uno contro uno. Dal pallone si pretendono schemi che vengano alla perfezione in un contesto sconnesso, tra rimbalzi irregolari e fenomeni atmosferici, anche violenti. È un assurdo. Bisogna dare un’identità e avere a propria disposizione gente disponibile al sacrificio.

(Massimiliano Allegri)