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Essere eretici

30 Apr

Vi auguro di essere eretici. Perché eresia dal greco – αἵρεσις, haìresis -significa “scelta”.
Eretica è la persona che sceglie, che esprime un giudizio autonomo. È colui che più che la verità, ama la ricerca della verità, ama la ricerca della verità e che comprende la verità sempre come ricerca e mai come possesso.
Per l’eretico la ricerca, la libertà, la verità, la responsabilità, sono inseparabili.
E allora siate eretici! Cioè con la capacità di scegliere. Di scegliere oggi, questo tempo, questi percorsi, nei volti dei poveri di oggi.
È un richiamo anche a cosa dice la nostra Costituzione, abbiamo un bisogno profondo di questo tipo di eresia. Dell’eresia dei fatti più che delle parole. È l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi, è l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità, dell’impegno.
Oggi è eretico chi mette la propria libertà, la propria professione al servizio degli altri. Chi impegna la propria libertà per chi ancora non l’ha.
È eretico chi non si accontenta dei saperi di seconda mano. Chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa. Chi crede solo che nel “noi” e non “l’io” possiamo trovare una realizzazione.
Eretico è chi si ribella al sonno della coscienza, chi non si rassegna alle ingiustizie, chi non pensa che la povertà sia una fatalità.
L’eretico è infine chi non cede al cinismo e all’indifferenza, che sono le malattie spirituali della nostra epoca.

(Don Luigi Ciotti)

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L’opinionista

31 Mar

L’opinionista è il mestiere più bello del mondo, perché non ci si prende alcuna responsabilità e si può cambiare idea in ogni momento.

(Maurizio Sarri)

Vuol dire prendersi delle responsabilità

8 Nov

Essere semplici vuol dire prendersi delle responsabilità. Sto parlando di molte, pesanti responsabilità: quella di scegliere che cosa è importante e che cosa non lo è. Quella di dar conto delle proprie scelte, motivandole. Quella di investire tempo, energia e intelligenza per tradurre e spiegare ciò che non può essere semplificato, perché non è vero che tutto è potenzialmente semplice. E poi c’è la responsabilità più gravosa di tutte: quella di elaborare pensieri chiari e distinti, ipotesi plausibili, soluzioni efficaci e strategie fondate.

(Annamaria Testa)

Fotografia del 22 luglio 2014 – Irripetibile

22 Lug

Anticipo di qualche giorno le riflessioni di fine stagione (sì, perché non lavoro ad anni solari, lavoro in stagioni calcistiche, e dunque questo è l’epilogo della stagione 2013-2014) perché sono già mature, perché voglio mettere un punto. Perché voglio lanciarmi nell’estate, nel silenzio. Perché ne ho proprio bisogno.

Questo è stato un anno irripetibile.

Irripetibile perché non si potrà più ripetere. Perché è stato un anno troppo bello per essere vero.

Ho lavorato a campagne elettorali importantissime, vincendone tante e perdendone qualcuna.
Ho gioito come un pazzo quando si è vinto e sono rimasto catatonico quando si è perso. Prendo le cose ancora troppo sul personale, non so quanto sia sano, ma allo stesso tempo non ho intenzione di cambiare.
Ho messo a posto la mia autostima, spero definitivamente. Ho tirato su quella personale e, ben più importante, ho tirato in basso quella professionale. Ho finito, spero per sempre, con la stagione “cambio il mondo tutto da solo”.
Sono riuscito a far crescere le poche cose che amo e, spero, a far star bene le pochissime persone che amo.
Ho fatto cadere un sacco di cascami, e ora sono più leggero.
Ho scritto, meno di quanto avrei voluto, ma in posti sempre più prestigiosi.
Ho macinato migliaia di chilometri, ho parlato a centinaia di ragazzi e ragazze. Spero di aver detto qualcosa di interessante.
Ho lavorato con persone molto più brave, sorridenti e competenti di me. Da loro ho ascoltato tanto, e ho imparato ancor di più.
Ho sentito sulla pelle la fiducia di tante persone, che mi hanno dato voce, spazio, tempo. A loro sono grato, ogni giorno di più, perché è sempre più difficile avere fiducia in qualcuno, dare fiducia a qualcuno. È più facile cedere al cinismo, alla rassegnazione, all’homo homini lupus.

È stato un anno irripetibile perché io non voglio che si ripeta più.

Ho fatto troppo. Troppo di tutto. Troppo lavoro. Troppi viaggi.
Troppe sveglie troppo presto, troppe notti troppo tardi.
Troppi interventi. Non ha senso parlare così tanto. Non ho così tante cose interessanti da dire.
Troppe responsabilità, troppo stress.
Troppo cibo. Troppo poco sonno.
Troppo poco tempo per me.
Troppo poco mare, troppa poca campagna.
Ho visto più medici negli ultimi 9 mesi che nei precedenti 29 anni.
Non mi sono mai divertito così poco a fare il mio lavoro. E se io non mi diverto, non sono ugualmente utile alla causa.
Ho visto i miei limiti, li ho sentiti. Ora li conosco. Ora mi conosco meglio.
Ora so meglio cosa voglio e cosa non voglio.

So che un anno come questo va vissuto, e sono contentissimo di averlo vissuto esattamente così com’è stato. Se fosse stato diverso, meno emozionante, meno gratificante, meno faticoso, non sarei qui dove sono ora, a provare quello che sto provando. Quest’anno doveva andare esattamente com’è andato. Proprio per questo so che non ne voglio un altro così.

Qualche giorno fa sono stato invitato a parlare esplicitamente del mio futuro. Di dove voglio andare. Di come mi immagino tra 5, 10 anni.
Ho improvvisato un incipit che mi è scappato dalla bocca, semplicemente perché è la verità: “Ho 30 anni, non so lavare, non so stirare, sono un bambino, non voglio crescere, mi voglio solo divertire.”

Questo sono io. Su questo non arretro di un millimetro.
Tutto il resto cambierà.
Buona estate. Per chi bazzica l’Adriatico meridionale: ci si vede in giro.

(per chi mi vuole bene e dovesse allarmarsi: nessun timore, è tutto sotto controllo. Vado verso il futuro col sorriso)

Colline

7 Dic

Ho percorso questo lungo cammino verso la libertà. Ho cercato di non vacillare; ho compiuto passi falsi. Ma ho scoperto il segreto che dopo aver scalato una collina, si capisce che ce ne sono ancora molte altre da scalare. Mi sono preso un momento di riposo, per dare un’occhiata alla vista che mi circonda, per guardare indietro alla strada che ho fatto. Ma posso riposare solo per un momento, perché con la libertà vengono anche le responsabilità, e mi preoccupo di non indugiare, perché il mio lungo cammino non è ancora finito.

(Nelson Mandela)

Sottosegretari

11 Set

È meglio assumere un sottosegretario che una responsabilità.

(Leo Longanesi)

Colpa loro

11 Apr

La vita è responsabilità. E invece stiamo facendo appassire la nostra vita, il nostro futuro nell’eterna assoluzione di noi stessi. La colpa è sempre degli altri: di chi è al governo o al municipio, della dottoressa dell’Asl, del vigile urbano. La colpa è del geometra. Siamo poveri per colpa degli altri, stiamo male per colpa degli altri. Colpa loro: la scelta più agevole per un ignavo. L’indice puntato.

(Ascanio Celestini)