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Centinaia di fiori

1 Apr

Centinaia di fiori in primavera,
la luna in autunno,
la brezza fresca d’estate,
la neve in inverno.
Se non occupi la tua mente
in inutili cose,
ogni stagione è per te
una buona stagione.

(Wu-men – proverbio zen)

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Fotografia del 22 luglio 2014 – Irripetibile

22 Lug

Anticipo di qualche giorno le riflessioni di fine stagione (sì, perché non lavoro ad anni solari, lavoro in stagioni calcistiche, e dunque questo è l’epilogo della stagione 2013-2014) perché sono già mature, perché voglio mettere un punto. Perché voglio lanciarmi nell’estate, nel silenzio. Perché ne ho proprio bisogno.

Questo è stato un anno irripetibile.

Irripetibile perché non si potrà più ripetere. Perché è stato un anno troppo bello per essere vero.

Ho lavorato a campagne elettorali importantissime, vincendone tante e perdendone qualcuna.
Ho gioito come un pazzo quando si è vinto e sono rimasto catatonico quando si è perso. Prendo le cose ancora troppo sul personale, non so quanto sia sano, ma allo stesso tempo non ho intenzione di cambiare.
Ho messo a posto la mia autostima, spero definitivamente. Ho tirato su quella personale e, ben più importante, ho tirato in basso quella professionale. Ho finito, spero per sempre, con la stagione “cambio il mondo tutto da solo”.
Sono riuscito a far crescere le poche cose che amo e, spero, a far star bene le pochissime persone che amo.
Ho fatto cadere un sacco di cascami, e ora sono più leggero.
Ho scritto, meno di quanto avrei voluto, ma in posti sempre più prestigiosi.
Ho macinato migliaia di chilometri, ho parlato a centinaia di ragazzi e ragazze. Spero di aver detto qualcosa di interessante.
Ho lavorato con persone molto più brave, sorridenti e competenti di me. Da loro ho ascoltato tanto, e ho imparato ancor di più.
Ho sentito sulla pelle la fiducia di tante persone, che mi hanno dato voce, spazio, tempo. A loro sono grato, ogni giorno di più, perché è sempre più difficile avere fiducia in qualcuno, dare fiducia a qualcuno. È più facile cedere al cinismo, alla rassegnazione, all’homo homini lupus.

È stato un anno irripetibile perché io non voglio che si ripeta più.

Ho fatto troppo. Troppo di tutto. Troppo lavoro. Troppi viaggi.
Troppe sveglie troppo presto, troppe notti troppo tardi.
Troppi interventi. Non ha senso parlare così tanto. Non ho così tante cose interessanti da dire.
Troppe responsabilità, troppo stress.
Troppo cibo. Troppo poco sonno.
Troppo poco tempo per me.
Troppo poco mare, troppa poca campagna.
Ho visto più medici negli ultimi 9 mesi che nei precedenti 29 anni.
Non mi sono mai divertito così poco a fare il mio lavoro. E se io non mi diverto, non sono ugualmente utile alla causa.
Ho visto i miei limiti, li ho sentiti. Ora li conosco. Ora mi conosco meglio.
Ora so meglio cosa voglio e cosa non voglio.

So che un anno come questo va vissuto, e sono contentissimo di averlo vissuto esattamente così com’è stato. Se fosse stato diverso, meno emozionante, meno gratificante, meno faticoso, non sarei qui dove sono ora, a provare quello che sto provando. Quest’anno doveva andare esattamente com’è andato. Proprio per questo so che non ne voglio un altro così.

Qualche giorno fa sono stato invitato a parlare esplicitamente del mio futuro. Di dove voglio andare. Di come mi immagino tra 5, 10 anni.
Ho improvvisato un incipit che mi è scappato dalla bocca, semplicemente perché è la verità: “Ho 30 anni, non so lavare, non so stirare, sono un bambino, non voglio crescere, mi voglio solo divertire.”

Questo sono io. Su questo non arretro di un millimetro.
Tutto il resto cambierà.
Buona estate. Per chi bazzica l’Adriatico meridionale: ci si vede in giro.

(per chi mi vuole bene e dovesse allarmarsi: nessun timore, è tutto sotto controllo. Vado verso il futuro col sorriso)

Le riforme

29 Lug

L’estate è la stagione della commedia.

 

(Gustave Flaubert)

Niente gossip, siamo in crisi

22 Ago

Ieri una Bentley voleva dire invidia, oggi vuol dire evasore fiscale.

 

(Candida Morvillo)

L’estate morale

21 Ago

I cambi di stagione cominciano sempre così. Con un bisogno inaudito di serietà, che sta a noi non confondere con la sorella più bieca: la pesantezza.

 

(Massimo Gramellini)