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Centinaia di fiori

1 Apr

Centinaia di fiori in primavera,
la luna in autunno,
la brezza fresca d’estate,
la neve in inverno.
Se non occupi la tua mente
in inutili cose,
ogni stagione è per te
una buona stagione.

(Wu-men – proverbio zen)

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L’estate

21 Giu

Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.

(Ennio Flaiano) 

21 settembre

21 Set

Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.

(Ennio Flaiano)

Fotografia del 2 settembre 2013 – Dieci fotografie che riporto a casa dopo l’estate

2 Set

1. Cade definitivamente un grande mito con cui ho cercato di giustificare alcuni miei strappi lavorativi: “tanto ad agosto mi riposo, dormo, recupero”. La mia fantastica vita e il mio fantastico lavoro non prevedono momenti di tregua, fino a quando sarò così determinato a coltivare l’ambizione di far bene ciò che faccio. In fondo lo sapevo, l’estate scorsa avevo avuto le prime inequivocabili avvisaglie, ho voluto ignorarle da inguaribile ottimista. Non funziona. Ora è davvero ufficiale. Alzo bandiera bianca, con serena rassegnazione (più serena che rassegnazione) fino a nuove disposizioni.

2. Il punto 1 non poteva che essere in cima alla lista perché ha portato una serie di riflessioni a cascata. A differenza degli ultimi agosti, in cui andavo a cercare risposte esistenziali su me stesso, su quello che volessi fare da grande, sulle priorità della vita (sfruttando uno dei grandi lussi dell’estate: poter pensare), questa volta mi sono avvicinato alle vacanze con ambizioni molto più modeste: volevo stare bene con le persone giuste. Obiettivo raggiunto. Nel frattempo però ho realizzato cos’è, per me, il significato della parola “vacanza”. Contrariamente ai teorici del “stacco”, “spengo il cervello”, “non tocco Facebook per tre settimane” (ma perché, vi costringono durante il resto dell’anno?), le mie vacanze sono quei momenti, quelle ore, quei giorni in cui posso decidere liberamente come passare il mio tempo. Senza dover dar conto a nulla e a nessuno. Poter scegliere: queste sono le mie ferie. E dunque devo rimodulare la mia vita, cercando di andare in ferie qualche minuto al giorno, tutti i giorni della mia vita, evitando di confidare in qualche presunta ancora di salvezza temporalmente definita in momenti dell’anno in cui, peraltro, si suda da fermi.

3. Ma passiamo alle cose serie. Dopo almeno cinque anni ho fatto un bagno al mare con mamma e papà e mi sono divertito tantissimo. La cosa più bella, così bella che quasi mi metto a piangere qui davanti allo schermo nel raccontarvela, è che si sono messi a parlare di un libro che ho comprato e che non ho ancora iniziato a leggere. Si chiama “Dio non è grande”, di Christopher Hitchens. Papà non crede, io nemmeno, mamma sì. Ne è venuto fuori un dibattito stupendo, con papà che sottolineava la durezza degli argomenti di Hitch e mamma che ribadiva quanto quel libro fosse illuminante sulle grandi truffe delle religioni nel mondo, e quanto allo stesso tempo quella lettura così distruttiva rinforzasse la sua fede, invece che indebolirla. So di essere tremendamente fortunato ad avere una famiglia così e chiedo scusa se ogni tanto lo faccio emergere così tanto.

4. Non ho toccato la Playstation neanche quest’anno. Che merda. Autoinganno la mia deriva anzianoide pensando al videoproiettore a Villa Frisola per i Mondiali di calcio 2014 (sì, abbiamo rinnovato l’affitto fino al 31 agosto 2014. E io ho passato molte ore a spiegare a tutti gli ospiti quanto questo affitto mi abbia migliorato la vita)

5. Lo sport ufficiale dell’estate 2013? Le bocce, senza dubbio. Giocateci senza indugio. Pare che in Francia sia molto cool. E poi “la bocciofila” è “la casalinga di Voghera” di sinistra. (noi siamo stati post-ideologici e abbiamo comprato sia Chi che Vanity Fair, tutte le settimane). Se ci sono singoli o squadre che hanno paura a rivelare le loro passioni per il gioco delle bocce, sappiate che qui trovate massima apertura e condivisione affettiva.

6. Il volto degli ospiti, specie se extra-Puglia, che vengono da noi a pranzo o a cena e vengono letteralmente invasi di cibo esageratamente buono vale, da solo, la prospettiva di rifarlo con uguale passione e uguale mole inumana di antipasti anche nel 2014. A tal proposito, essendo io capace solo di mangiare e di guidare in direzione del supermercato, ringrazio vivamente tutti i miei coinquilini che hanno preparato la brace, lavato i piatti, sfornato muffin e pancake, fritto melanzane per la parmigiana, scelto con piacere l’Amaro dei Trulli come digestivo.

7. A tal proposito, certifico la vera nota dolente della stagione 2012-2013: ho preso tra i cinque e i sei chili, superando gli 80 chili per la prima volta nella mia vita. E la certifico mentre mangio taralli seduto alla scrivania, dopo aver saltato il pranzo. In questa descrizione c’è sia la domanda che la risposta, e persino un accenno di soluzione del problema. Servirà tanta disciplina.

8. Senza fare troppi giri di parole: il maestrale ha rotto il cazzo.

9. C’è una cosa positiva dell’essere tornati in città: oggi ho ascoltato la BBC in streaming e ho visto qualche video su Youtube senza avere l’ansia che i giga di traffico mensili del cellulare mi lasciassero a piedi da un momento all’altro.

10. Per chiudere: se mi dicessero che esiste un lavoro in cui si deve stare al computer, possibilmente a scrivere (e a studiare, sennò si scrivono cose stupidi o, peggio ancora, inutili), e si può fare in campagna per cinque mesi l’anno (diciamo maggio-ottobre), in cui si può non rispondere mai al telefono (in cambio della garanzia della risposta immediata alle mail), e in cui ci si può svegliare e andare a dormire quando si ha voglia (garantendo in cambio un carico di lavoro tra le 40 e le 50 ore settimanali) stringerei la mano a chi può farlo, complimentandosi con lui per l’ottima scelta.

A niente, a niente, a niente

7 Feb

Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l’aria notturna,
fresca in confronto all’estate calda del giorno.
Che bello, non sto pensando a niente!
Non pensare a niente
è avere l’anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita…
Non sto pensando a niente.
È come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente.

(Fernando Pessoa)

Fotografia del 24 agosto 2012 – Cape di moVto (dieci pensieri dall’agosto)

24 Ago

1. La luce della Puglia, dopo le 17, è illegale. (cit. Fabio Fanelli)

2. Non si sa bene per quale ragione si passano le giornate circondati da frutta, verdura e buoni propositi e si finisce, invariabilmente e anche piuttosto evidentemente, per ingrassare. (la risposta è nelle parole ‘proteine’ (della carne) e ‘carboidrati’ (dei panini)). Per non parlare di birra e junk food.

3. Non si sa bene per quale ragione si va a dormire prima ‘in vacanza’ che durante il resto dell’anno (parlo per me), e questa è già una bella anomalia, e si finisce comunque a essere stanchi almeno come all’inizio (parlo sempre per me): dicono sia ‘l’aria del mare’ a sfiancare, mi sembra un’argomentazione convincente anche perché non ne ho di migliori. Ah, non mi sono mai svegliato dopo le 10. Perché qui c’è gente che lavora (e, notizia, non sono solo io).

4. La frase dell’estate è stata: “AmoVe, mi passeVesti una capa di moVto?“. La “Capa di morto” è il barattiere (o baVattieVe, cioè questa roba qui), la frase è una sottile e financo ovvia critica sociale al concetto di lusso. Per noi il lusso è stato stare in campagna, ad esempio.

5. A proposito, prendere in affitto una casa in campagna, vicina al mare e vicino a luoghi portatori di felicità con scritte scintillanti tipo ‘fornello pronto’, è stata una delle migliori scelte che si potessero prendere. Potrei citarvi mille motivi, per comodità parlerò solo del più rilevante benché parzialmente ingannevole: avere un avamposto a due passi dal mare ti dà l’illusione che l’estate non finisca prima del momento in cui la spiaggia diventa un luogo climaticamente inaccessibile (diciamo fine ottobre, per noi pugliesi).

6. Corollario al punto cinque: ho capito cosa l’estate. Almeno per me. Almeno per ora. L’estate non è quel luogo dello spirito in cui si sta isolati, si mette un messaggio di cordiale vaffanculo al tuo mail interlocutore chiamato convenzionalmente ‘out of office’ e si modifica l’elettroencefalogramma. L’estate è quel luogo psicofisico vicino al mare.

7. Ad agosto si è lavorato non meno di quattro ore al giorno tra lavoro retribuito, quello non retribuito, gli scritti a favore del pubblico (i blog) e quelli a favore di me stesso (le discussioni con gli amici sul futuro dell’umanità: discussioni oziose e per questo bellissime). Non dubito che questa possa diventare una costante della mia vita e mando sin da ora a quel paese ogni ragionamento sul fatto che questo sia insalubre. Sta la crisi, insalubre è non lavorare.

8. Mai vista così tanta gente a Torre Guaceto. Difficile biasimarli. (a proposito, da queste parti c’era più gente questa settimana che nella precedente)

9. Se mai avessi avuto un dubbio, vedere i miei compagni di viaggio così attivi, capaci, veloci ha messo in evidenza tutti i miei limiti nella categoria “senso pratico”. Mastri fuochisti, lavatori di lavatrici, pulitori di fagiolini, raccoglitori di ortaggi, preparatori di hamburger alla griglia. A mia difesa ho denunziato subito le mie debolezze dichiarando: “guido, vi porto dove volete, vado a fare la spesa, scelgo la musica, eseguo ordini e non rompo i coglioni”. Il consesso ha apprezzato.

10. Qui abbiamo la Playstation 3 ma non l’ho toccata. Il tempo, voglio sperare, sarà galantuomo.

 

Forza panino

4 Ago

Non chiederti cosa puoi fare per la nazione. Chiedi cosa c’è per pranzo.

 

(Orson Welles)