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Buona volontà

23 Set

Sono dunque condannato a morire di buona volontà per non morire di fame.

 

(Paul Gauguin)

Angelus

22 Set

Perché mai il Signore dovrebbe essere contento che qualcuno si flagelli?

 

(Alberto Arbasino)

Provvisori niente

20 Set

Siamo atomi migranti,
siamo istanti, frantumati
nelle bocche dei giganti.
Siamo polvere di tempo,
lieve architettura,
nenie brevi e cantilene.
Unghie rudimentali,
vene d’ancestrali corpi,
sconosciuti e ricomposti.
Comprende un solo dito
moltitudini di popoli,
dèi meravigliosi
e provvisori niente.

 

(Filippo Strumia)

Aerobica #1

18 Set

Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.

 

(Alda Merini)

Rogo

17 Set

Là dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.

 

(Heinrich Heine)

Mezze stagioni

14 Set

Mamma mia che freddo, Gesù mio che caldo.

 

(Aldo Palazzeschi)

Piuttosto che

7 Set

L’incompetenza si manifesta con l’uso di troppe parole.

 

(Ezra Pound)

Marchette

7 Set

Mi sono talvolta interrogato sul concetto o sulla definizione di ‘intellettuale pubblico’ e benché trovi l’idea vagamente sciocca, penso che dovrebbe significare idealmente che la persona così identificata sia autosufficiente e si finanzi autonomamente.

 

(Christopher Hitchens)

Sette età

31 Ago

Sette età: dapprima si vomita e si frigna
poi ci si annoia a scuola
poi si fotte, poi si lotta
poi si giudica dei diritti dell’uomo
poi ci si mette in ciabatte: poi si sbava.

 
(Robert Conquest)

Supereroi #3

28 Ago

Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell’esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.

(Wislawa Szymborska)