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Far dono delle nostre preferenze

15 Apr

Quel che abbiamo letto di più bello
lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara.
Ed è a una persona cara che subito ne parleremo.
Forse proprio perché la peculiarità del sentimento,
come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire.
Amare vuol dire, in ultima analisi,
far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo.
E queste preferenze condivise popolano l’invisibile cittadella della nostra libertà.
Noi siamo abitati da libri e da amici.

(Daniel Pennac)

Scrivere per se stessi

7 Apr

Meglio scrivere per se stessi e non avere pubblico che scrivere per il pubblico e non avere se stessi.

(Michael Connelly)

 

Aspettando l’ora di tornare a casa

6 Apr

Conobbi il disagio delle prime libertà. I genitori mi esortavano a partecipare della vita dei coetanei che la sera si ritrovavano in una piazza e un poco parlavano con le ragazze e un poco parlavano tra loro di quelle.
Mi cresceva a volte una pena in quei luoghi che dovevano essere di allegria e che invece pulsavano di esibizionismo, di sopraffazioni. Si era accolti e respinti secondo una gerarchia di valori incomprensibile e inesorabile. Perciò non andavo la sera con i coetanei e passeggiavo intorno alle pinete chiuse aspettando l’ora di tornare a casa.

(Erri De Luca)

Dare un senso alla vita

5 Apr

Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.

Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio;
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

(Edgar Lee Masters)

Sovrannaturale

29 Mar

Non è necessario credere ad una fonte sovrannaturale del male; gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità.

(Joseph Conrad)

Le guerre e gli anni

28 Mar

Le guerre e gli anni si susseguirono, come le ragazze dementi e i lavori dementi, inutili. Come si fa a raccontare di due o tre decenni buttati al vento?

(Charles Bukowski)

C’è chi deve ripulire

27 Mar

Dopo ogni guerra
c’è chi deve ripulire.
In fondo un po’ d’ordine
da solo non si fa.
C’è chi deve spingere le macerie
ai bordi delle strade
per far passare
i carri pieni di cadaveri.
C’è chi deve sprofondare
nella melma e nella cenere,
tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro
e gli stracci insanguinati.
C’è chi deve trascinare una trave
per puntellare il muro,
c’è chi deve mettere i vetri alla finestra
e montare la porta sui cardini.
Non è fotogenico
e ci vogliono anni.
Tutte le telecamere sono già partite
per un’altra guerra.
Bisogna ricostruire i ponti
e anche le stazioni.
Le maniche saranno a brandelli
a forza di rimboccarle.
C’e’ chi con la scopa in mano
ricorda ancora com’era.
C’è chi ascolta
annuendo con la testa non mozzata.
Ma presto
gli gireranno intorno altri
che ne saranno annoiati.
C’è chi talvolta
dissotterrerà da sotto un cespuglio
argomenti corrosi dalla ruggine
e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.
Chi sapeva
di che si trattava,
deve far posto a quelli
che ne sanno poco.
E meno di poco.
E infine assolutamente nulla.
Sull’erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c’è chi deve starsene disteso
con la spiga tra i denti,
perso a fissare le nuvole.

(Wisława Szymborska)

Mi concedo un unico momento di pausa, poi torno all’autocritica

25 Mar

È ora che gli italiani scendano in piazza a protestare contro se stessi.

(Aldo Busi)

Come il vento

24 Mar

Nessuno mi pettina bene come il vento.

(Alda Merini)

Pagina 32

5 Mar

C’è chi ti legge come un libro aperto,
chi ti chiude come un libro letto,
chi ti scrive come un libro bianco,
chi ha perso il segnalibro, chi voleva leggerti
ma le emozioni non erano in saldo,
chi ti ha sfogliato e riposto sullo scaffale,
chi ti ha portato a casa e messo in libreria.
Forse un giorno qualcuno ti legge sul serio,
dalla copertina all’ultima pagina,
e ti porta con sé come il dono più prezioso.

(Francesco Paolo Ettari)