Da oggi, anche pubblicamente, sono un Social Media Niente.
Sul mio prossimo biglietto da visita troverete scritto ‘comunicazione politica e pianificazione strategica’.
La decisione non è stata immediata e neanche particolarmente sofferta. Ci pensavo da tempo e sono arrivato alla fine del mio percorso di consapevolezza. I motivi sono tanti, provo qui a elencare i più significativi:
– Curare la comunicazione sui social media, sia sul piano strategico sia su quello gestionale, è un lavoro che oggi può essere fatto solo a tempo pieno. Se si seguono più ambiti di lavoro contemporaneamente, ed è il mio caso, il contributo intellettuale e operativo sui social cala rapidamente dal punto di vista qualitativo. Stare bene sui social media vuol dire studiare tutti i giorni (pensate a quante innovazioni vediamo quasi giornalmente su Facebook: se non le studi e le sperimenti perdi terreno rispetto ai tuoi competitor) e studiare tutti i giorni è un lusso che in questo momento – per fortuna, vuol dire che si lavora tanto – non mi posso permettere.
– Quando ho iniziato, nel 2007, eravamo davvero pochi e chi ha iniziato qualche anno fa si è sostanzialmente inventato la professione da zero. Ora l’offerta supera nettamente la domanda. Io soffro molto la competizione a livello professionale, a me piace cooperare e se devo sgomitare per le briciole preferisco lasciare il campo ad altri.
– Non ha senso fare in modo sufficiente un lavoro che in moltissimi oggi sanno fare meglio di me (anche all’interno di Proforma: sarà Daniele Magliocca ad avere il nuovo ruolo). Qualche anno fa poteva bastare una buona capacità di scrittura, doti relazionali, capacità di gestione di crisi e intuito. Ora tutto questo non è sufficiente. È molto utile saper utilizzare programmi di video e photo-editing (consiglio universale a tutti quelli che mi chiedono cosa fare per iniziare a fare questo lavoro: diventate discretamente bravi in photo e video editing e non limitatevi a corsi in social media marketing) e io non ho alcuna competenza in queste discipline, né riuscirò a maturarle a breve – sempre per il solito piacevolissimo fastidio: si lavora tanto.
Continuerò a stare sui social media, a studiarli, ad analizzarli e a lavorarci su: non farlo sarebbe come smettere di fare comunicazione. Continuerò, insieme a Daniele, a scrivere le strategie di comunicazione sui social media per i nostri clienti. Continuerò a seguire più da vicino i social media per la politica, consapevole che la comunicazione politica richiede un lavoro specifico che coincide maggiormente con le competenze acquisite in questi anni in quella specifica nicchia professionale.