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Fotografia del 22 luglio 2014 – Irripetibile

22 Lug

Anticipo di qualche giorno le riflessioni di fine stagione (sì, perché non lavoro ad anni solari, lavoro in stagioni calcistiche, e dunque questo è l’epilogo della stagione 2013-2014) perché sono già mature, perché voglio mettere un punto. Perché voglio lanciarmi nell’estate, nel silenzio. Perché ne ho proprio bisogno.

Questo è stato un anno irripetibile.

Irripetibile perché non si potrà più ripetere. Perché è stato un anno troppo bello per essere vero.

Ho lavorato a campagne elettorali importantissime, vincendone tante e perdendone qualcuna.
Ho gioito come un pazzo quando si è vinto e sono rimasto catatonico quando si è perso. Prendo le cose ancora troppo sul personale, non so quanto sia sano, ma allo stesso tempo non ho intenzione di cambiare.
Ho messo a posto la mia autostima, spero definitivamente. Ho tirato su quella personale e, ben più importante, ho tirato in basso quella professionale. Ho finito, spero per sempre, con la stagione “cambio il mondo tutto da solo”.
Sono riuscito a far crescere le poche cose che amo e, spero, a far star bene le pochissime persone che amo.
Ho fatto cadere un sacco di cascami, e ora sono più leggero.
Ho scritto, meno di quanto avrei voluto, ma in posti sempre più prestigiosi.
Ho macinato migliaia di chilometri, ho parlato a centinaia di ragazzi e ragazze. Spero di aver detto qualcosa di interessante.
Ho lavorato con persone molto più brave, sorridenti e competenti di me. Da loro ho ascoltato tanto, e ho imparato ancor di più.
Ho sentito sulla pelle la fiducia di tante persone, che mi hanno dato voce, spazio, tempo. A loro sono grato, ogni giorno di più, perché è sempre più difficile avere fiducia in qualcuno, dare fiducia a qualcuno. È più facile cedere al cinismo, alla rassegnazione, all’homo homini lupus.

È stato un anno irripetibile perché io non voglio che si ripeta più.

Ho fatto troppo. Troppo di tutto. Troppo lavoro. Troppi viaggi.
Troppe sveglie troppo presto, troppe notti troppo tardi.
Troppi interventi. Non ha senso parlare così tanto. Non ho così tante cose interessanti da dire.
Troppe responsabilità, troppo stress.
Troppo cibo. Troppo poco sonno.
Troppo poco tempo per me.
Troppo poco mare, troppa poca campagna.
Ho visto più medici negli ultimi 9 mesi che nei precedenti 29 anni.
Non mi sono mai divertito così poco a fare il mio lavoro. E se io non mi diverto, non sono ugualmente utile alla causa.
Ho visto i miei limiti, li ho sentiti. Ora li conosco. Ora mi conosco meglio.
Ora so meglio cosa voglio e cosa non voglio.

So che un anno come questo va vissuto, e sono contentissimo di averlo vissuto esattamente così com’è stato. Se fosse stato diverso, meno emozionante, meno gratificante, meno faticoso, non sarei qui dove sono ora, a provare quello che sto provando. Quest’anno doveva andare esattamente com’è andato. Proprio per questo so che non ne voglio un altro così.

Qualche giorno fa sono stato invitato a parlare esplicitamente del mio futuro. Di dove voglio andare. Di come mi immagino tra 5, 10 anni.
Ho improvvisato un incipit che mi è scappato dalla bocca, semplicemente perché è la verità: “Ho 30 anni, non so lavare, non so stirare, sono un bambino, non voglio crescere, mi voglio solo divertire.”

Questo sono io. Su questo non arretro di un millimetro.
Tutto il resto cambierà.
Buona estate. Per chi bazzica l’Adriatico meridionale: ci si vede in giro.

(per chi mi vuole bene e dovesse allarmarsi: nessun timore, è tutto sotto controllo. Vado verso il futuro col sorriso)

Conosci te stesso

18 Lug

Conosci te stesso: bellissimo e utile consiglio; peccato soltanto che gli antichi non abbiano avuto l’accortezza d’indicare in che modo ci si debba giovare di questo consiglio.
Quando mi veniva la voglia di capire qualcuno, o me stesso, prendevo in esame non già le azioni, in cui tutto é complicato, ma i desideri. Dimmi quello che tu desideri e ti dirò chi sei.

(Anton Cechov)

Quando potete

17 Lug

Perdonate quando potete, dimenticate un poco e create molto.

(Clarissa Pinkola Estes)

Semplicità, pazienza, compassione

29 Giu

Ho solo tre cose da insegnare:
semplicità, pazienza, compassione.
Questi sono i tre tuoi più grandi tesori.
Semplicemente nelle azioni e nei pensieri,
tu ritorni alla fonte dell’essere.
Paziente sia con gli amici sia con i nemici,
tu ti concili con il senso delle cose.
Compassionevole verso te stesso,
riconcilia tutti gli esseri del mondo.

(Tao Te Ching)

Di solito l’istinto

27 Giu

Di solito l’istinto ti dice quel che devi fare molto prima di quanto occorra alla tua mente per capirlo.

(Edmund Burke)

Piccolo tattico

26 Giu

Il mentitore è sempre un piccolo tattico, mentre chi evita di mentire segue una strategia.

(Giuseppe Pontiggia)

Uruguay

24 Giu

La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli.
E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere.

(José Mujica)

Stroncare l’amico

23 Giu

La distanza tra recensore e autore era la regola. Risi e Monicelli, ricambiati, detestavano i critici. Oggi, come dice Mariarosa Mancuso, sono tutti a cena sulle stesse terrazze. Stroncare l’amico con cui hai diviso il calice poi diventa difficile.

(Marco Giusti)

Fino al crollo

20 Giu

L’individuo che stiamo osservando lotterà senza tregua fino al crollo. E non per eroismo. Perché non sa immaginarsi un’alternativa.

(Christopher Isherwood)

L’equilibrio

19 Giu

La combinazione tra regola e caso è la vita, è l’arte, è la fantasia, è l’equilibrio.

(Bruno Munari)