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Personalismi

29 Apr

Odio i personalismi sia quando li si usa per lodarti sia quando li si usa per denigrarti.

(Edwy Plenel)

Resistenza

25 Apr

La lettura sta diventando la mia unica forma di resistenza. Siamo dentro una truffa, si può solo resistere con dignità.

(Arianna Ciccone)

E un pazzo

23 Apr

Contengo in me una bestia, un angelo e un pazzo.

(Dylan Thomas)

In qualsiasi giorno

16 Apr

C’è abbastanza perfidia, odio, violenza, assurdità nell’essere umano medio per fornire qualsiasi esercito in qualsiasi giorno.

(Charles Bukowski)

Mick Jagger

12 Apr

Anche a me piacerebbe essere Mick Jagger, ma come diceva Sciascia, a ciascuno il suo.

(Roberto D’Agostino)

Spiegazioni

11 Apr

Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole.

(Elbert Hubbard)

Ma qualche volta si vince

11 Apr

Volevo che tu imparassi una cosa da lei: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta si vince.

(Harper Lee)

Come si è

10 Apr

Coerenza è comportarsi come si è e non come si è deciso di essere.

(Sandro Pertini)

Scrivi, ti prego

9 Apr

Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi. Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi, scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via, una riga si potrà salvare. (Forse) In quel preciso momento.

(Dino Buzzati)

Aspettando l’ora di tornare a casa

6 Apr

Conobbi il disagio delle prime libertà. I genitori mi esortavano a partecipare della vita dei coetanei che la sera si ritrovavano in una piazza e un poco parlavano con le ragazze e un poco parlavano tra loro di quelle.
Mi cresceva a volte una pena in quei luoghi che dovevano essere di allegria e che invece pulsavano di esibizionismo, di sopraffazioni. Si era accolti e respinti secondo una gerarchia di valori incomprensibile e inesorabile. Perciò non andavo la sera con i coetanei e passeggiavo intorno alle pinete chiuse aspettando l’ora di tornare a casa.

(Erri De Luca)