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Resta strano, resta diverso

24 Feb

Quando avevo 16 anni ho tentato di uccidermi perché mi sentivo strano, mi sentivo diverso, mi sentivo di non appartenere a niente. Ma ora sono qui. Vorrei dedicare questo momento a quel ragazzo o quella ragazza là fuori che si sentono strani, diversi, che sentono di non essere mai al posto giusto. Voi siete nel posto giusto. Ve lo giuro. Resta strano. Resta diverso. E verrà il tuo turno.

(Graham Moore, dal discorso di accettazione del Premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale per The Imitation Game)

Esclusivamente di routine

23 Feb

‘Creativo’ difficilmente indica qualcosa di più di un lavoro non esclusivamente di routine.

(Eric Hobsbawm)

La gavetta

21 Feb

È scomparso il merito e la gavetta è considerata inessenziale. È un peccato perché è ancora imprescindibile. Ai pochi giovani che ho in redazione dico che bisogna essere concentratissimi e umili nel fare tutto. Dal titolo alla didascalia. Il tipico giornalista di mezza tacca di oggi è quello che non essendo più l’ultimo della fila, si monta la testa, storce il naso e si rifiuta di fare ciò che improvvisamente considera sminuente.

(Enrico Mentana)

Fumare una sigaretta

8 Feb

Fumare una sigaretta consente di isolarsi dalla propria vita, non si sente granché e si è felici così, e la politica ci tiene in quarantena dalla storia; la maggior parte delle persone che si cibano della vita politica sono della partita non perché vogliono fare la storia, ma perché vogliono essere distratti dalla storia mentre viene fatta.

(Norman Mailer)

Io parlo parlo e parlo

2 Gen

Io parlo e parlo e parlo, e in cinquant’anni non ho insegnato alla gente quello che mio padre mi mostrava con l’esempio in una settimana.

(Mario Cuomo)

O qualunque altra cosa

31 Dic

Cercare il denaro, o qualunque altra cosa, nella misura sufficiente a sostenere vita e salute e a conformarci a quei costumi della società che non si oppongono al nostro scopo.

(Spinoza)

Perdonare è spiazzante

30 Dic

Perdonare è spiazzante, umilia chi ti ha aggredito.

(Renzo Arbore)

Tre tesori

22 Dic

Io posseggo tre tesori che mantengo e conservo. Il primo si chiama la mansuetudine; il secondo si chiama moderazione; il terzo si chiama: non osare essere il primo nel mondo.

(Tao Chi)

Fotografia del 4 dicembre 2014 – Imprenditore

4 Dic

“Sei felice?”

È la domanda più ricorrente che ho ricevuto dalle pochissime persone che hanno saputo ciò che stava succedendo alla mia vita, prima che diventasse ufficiale. Da qualche settimana per intenzione, da lunedì per contratto, da ieri per legge, sono diventato socio di Proforma, l’agenzia di comunicazione per cui lavoro da sei anni.

A tutti ho risposto in modo secco e deludente. “No.”

“No” è la stessa risposta che (credo) avrebbe dato un ciclista di medio livello se si trovasse in testa al gruppo, all’arrivo della prima salita di un tappone pirenaico del Tour de France. Sarei un imbecille a pensare che una cosa del genere capiti a tutti. Sono soddisfatto e su di morale. Ma io la sto vivendo così, come un punto di arrivo parziale, di sicuro non come una meta definitiva.

Non avrei mai pensato, anche solo pochi mesi fa, che nella vita avrei fatto l’imprenditore. Ho l’attitudine da orso, la solitudine mi piace sempre più, parlare mi affatica, stare al telefono ancor di più, scrivere mi fa sentire libero. Nelle mie fantasie c’era una casa in campagna, un computer ed elucubrazioni intellettuali. Nel frattempo però la mia autostima come pensatore è precipitata, e contemporaneamente  i risultati del mio lavoro industriale hanno iniziato a lasciare qualche traccia.

Forse la mia non felicità sarà figlia di questo, di un percorso imprevisto. Forse è semplice realismo, è la consapevolezza che fare impresa durante una recessione, al Sud, in comunicazione, è quanto di più lontano dalla parola “sicuro”.
Sarà che nel bivio di questo 2014 ho scelto la strada che non avrei mai pensato di scegliere. Ho rinunciato al tentativo di fare il tanto desiderato dottorato e ho preso la decisione che, razionalmente, credo sia più giusta. Il dottorato rimane comunque nei miei sogni, e non mi arrendo. Sto di fatto rinunciando anche all’altro percorso possibile, quello da giornalista-analista politico, sempre più confinato nella dimensione (per fortuna) di conflitto di interesse.

Non sarò felice, ma sono certamente molto contento di avere una prospettiva di vita finalmente lineare, di sapere che per qualche anno potrò finalmente andare per sottrazione e non per addizione, per qualità e non per quantità. Sono molto contento di poter dare l’idea, nel mio piccolissimo, che lavorare duramente porta a qualcosa.

Sarò molto contento se nel quotidiano non cambierà nulla, perché questo mi farà vincere una delle due paure di questa fase della vita. La prima paura è che chi mi conosce non mi riconosca più, che i successi professionali possano trasfigurarmi. Mi sono costruito un percorso anche economico per i prossimi anni fatto in modo che il mio stile di vita non cambi, né in meglio né in peggio. La seconda domanda più ricorrente è: “Quindi sei ricco?”. Senza cedere al pauperismo con la erre moscia: preferisco essere libero che essere ricco. Vedrò se sarà in grado di essere all’altezza delle mie aspettative.

La seconda paura è nelle pieghe del tempo libero delle persone frustrate, la paura di perdere tempo con persone e cose che in realtà non vogliono il miglioramento ma l’appiattimento. Ma su quella non posso farci niente, se non sbattere la testa e imparare.

Chiudo ringraziando papà e mamma, come ho già fatto di persona, con loro, in questi giorni.
Li ringrazio pubblicamente usando le stesse parole che ho usato in privato.
Grazie a papà per la curiosità. Grazie a mamma per la dedizione. Questo obiettivo, vostro figlio, vi assomiglia moltissimo.

Ho appena superato il primo gran premio della montagna, ora torno a concentrarmi, perché sulle discese sono molto più scarso. In salita rendo meglio.

Non il muro

29 Nov

La mia praticità consiste in questo: nel sapere che a battere la testa contro il muro è la testa a rompersi e non il muro.

(Antonio Gramsci)