Lei vuol sapere qual è l’insidia più grande per un uomo politico? Quella di innamorarsi del potere, credo. Un uomo che ha paura di perdere la poltrona, l’influenza sugli altri uomini, i telefoni, i quadri d’autore alle pareti, la limousine di Stato, ebbene quello è un uomo perduto.
Se un uomo è deciso a dare il massimo di se stesso, non ha tempo da perdere in liti personali e non può permettersi le eventuali conseguenze, come perdere la calma e l’autocontrollo. É meglio cedere il passo ad un cane piuttosto che essere morsicato per una questione di principio. Anche se lo si ammazzasse, nessuno riuscirebbe a togliere il morso.
Temo un uomo di poche parole –
temo un uomo che tace –
l’arringatore – posso superarlo –
il chiacchierone – posso intrattenerlo –
ma di colui che pondera
mentre gli altri spendono tutto ciò che hanno –
di quest’uomo diffido –
temo ch’egli sia grande.
Penso che lei stia definitivamente spodestandomi dalla posizione di uomo più odiato nella vita americana. E naturalmente una simile posizione è tollerabile se si è il numero uno. Essere il secondo uomo più odiato nel film si rivelerà essere poca cosa, come lavorare a un filatoio per anni.
(Norman Mailer, a William Buckley, lettera del 20 aprile 1965)
Se non ti alleni duramente vuol dire che non sei un campione. Un atleta che si sottrae a questa basilare norma di comportamento per me è un uomo morto.
La necessità di parlare, l’imbarazzo di non aver nulla da dire e la brama di mostrarsi persone di spirito sono tre cose capaci di rendere ridicolo anche l’uomo più grande.