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Il riso castiga

29 Mag

Il riso castiga certi difetti pressappoco come la malattia castiga certi eccessi.

(Henri Bergson)

Un solo quadratino

24 Mag

Forza è riuscire a spezzare a mani nude una barra di cioccolato in quattro − e poi mangiarne un solo quadratino.

(Judith Viorst)

Il più piccolo gesto di gentilezza

21 Mag

La gente continua a buttarsi merda addosso e a richiedere teorie a gran voce, quando dovunque in qualunque momento di qualsiasi giorno il più piccolo gesto di gentilezza che cade come una goccia di pioggia basta a mettere in moto tutto quanto.

(Charles Bukowski)

Un mare immenso

20 Mag

Non vi è nulla di sicuro.
Viviamo i giorni nuotando in un mare immenso. Nessuno può sapere quale nave incontrerà, in quale porto si separerà.

(John Fante)

Sempre più sputtanato

18 Mag

In questo sempre più sputtanato mio mestiere, il rapporto di fiducia con il lettore è tutto.

(Gianni Mura)

#StopOmofobia

17 Mag

Si può sperare che l’omofobia diventi questo: un repertorio di innocui stereotipi che pochi imbecilli prendono sul serio, mentre tutti gli altri ci giocano.

(Tommaso Giartosio)

Date valore alla vostra libertà

16 Mag

Date valore alla vostra libertà, o la perderete, ci insegna la storia.
“Non annoiarci con la politica”, risponde chi non vuole apprendere.

(Richard Stallman)

Si deve cadere e non si può scegliere dove

15 Mag

Si deve cadere e non si può scegliere dove.
Ma c’è una forma del vento nei capelli,
una pausa del colpo,
un certo angolo del braccio
che possiamo piegare mentre cadiamo.

È soltanto l’estremo di un segno,
la punta impreveduta di un pensiero.
Ma basta ad evitare il fondo avaro di alcune mani
e la miseria azzurra di un Dio deserto.

Si tratta di piegare un po’ di più una virgola
in un testo che non possiamo correggere.

(Roberto Juarroz)

Fonte sovrannaturale

14 Mag

Non è necessario credere in una fonte sovrannaturale del male: gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità.

(Joseph Conrad)

I duri sono dei deboli

9 Mag

Nell’umanità la regola è che i duri sono dei deboli di cui gli altri non si sono curati, e che i forti, preoccupandosi poco che ci si curi o meno di loro, sono i soli ad avere quella dolcezza che il volgo scambia per debolezza.

(Marcel Proust)