Archivio | settembre, 2012

Due querele

22 Set

Non scrivete che sono un intellettuale di destra, se no partono due querele: una per ‘intellettuale’ e l’altro per ‘di destra’.

 

(Pietrangelo Buttafuoco)

Sono nato nel 2011

21 Set

Sono nato nel 1931 a Parigi. Le fortune della mia famiglia erano state minate dalle conseguenze della crisi economica mondiale. Perciò sono nato virtualmente rovinato.

 

(Guy Debord)

Tagli subliminali

21 Set

La genialità della nostra classe dirigente è aver tenuto buona la maggioranza della popolazione, senza che questa mettesse in dubbio l’iniquità di un sistema dove una gran parte si spezza la schiena, pagando tasse altissime per le quali non riceve niente in cambio.

 

(Gore Vidal)

Non ricevo: riprova e controlla

21 Set

Capire è difficilissimo; farsi capire è una smisurata ambizione.

 

(Henri-Frédéric Amiel)

Dio, Re, schiavo

20 Set

Crea come un dio, domina come un re, lavora come uno schiavo.

 

(Rob Brezny)

Prato Fiorito

20 Set

Una delle punizioni che ti spettano per non aver partecipato alla politica è di essere governato da esseri inferiori.

 

(Platone)

Provvisori niente

20 Set

Siamo atomi migranti,
siamo istanti, frantumati
nelle bocche dei giganti.
Siamo polvere di tempo,
lieve architettura,
nenie brevi e cantilene.
Unghie rudimentali,
vene d’ancestrali corpi,
sconosciuti e ricomposti.
Comprende un solo dito
moltitudini di popoli,
dèi meravigliosi
e provvisori niente.

 

(Filippo Strumia)

Un fatto è un fatto

19 Set

Noi siamo quel che facciamo. Le intenzioni, specialmente se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno, dentro di sé, può giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un fatto: non ha contraddizioni, non ha ambiguità, non contiene il diverso e il contrario.

 

(Leonardo Sciascia)

Immortalità

19 Set

Non voglio raggiungere l’immortalità con il mio lavoro. Voglio arrivarci non morendo.

 

(Woody Allen)

Fotografia del 18 settembre 2012 – Sei mesi

18 Set

Fra 180 giorni, sei mesi, la mia vita cambierà. I giorni potrebbero essere di meno, o un po’ di più. E il cambiamento potrebbe essere moderato o radicale, ma ci sarà. Sarà inevitabile. E, aggiungo io, liberatorio.

Si chiude un ciclo della mia vita. Forse se ne aprirà un altro. Difficile fare previsioni sul futuro. Difficile dire che potrò fare tutto ciò che ho in mente, e che ciò che ho in mente oggi sarà giusto domani. E sopratutto è difficile essere certi sul fatto che ciò che voglio fare oggi coincida con ciò che potrò e vorrò fare fra 24 settimane circa.

In questi giorni di fibrillazioni (politiche, economiche, sociali, di pensiero) sto mantenendo a fatica una certa disciplina. In troppi impazziscono per le imminenti elezioni. A sinistra vedo gente che ha convissuto senza mai sopportarsi quasi liberata, finalmente libera di insultare e insultarsi. La destra, giustamente, resta ferma. Tanto a menarci ci pensiamo noi.

Sono un interventista della comunicazione. ‘Ce ammene apprime ammene do volde’ (chi colpisce per primo lo fa due volte) è, per me, la regola aurea della dialettica nell’opinione pubblica. Ogni sera torno a casa e penso a tutto ciò che non ho detto. A tutto ciò che non ho scritto. A tutte le volte in cui mi sono morso la lingua.

Leggo tutti i giorni un sacco di stronzate, ma davvero tante. Non poter dire tutto quello che penso mi fa soffrire. Ma so che questo silenzio è giusto. E sorrido, perché fra sei mesi qualcosa cambierà. Cambierà per sempre.

Mi sto segnando tutto. Le parole, le analisi sbagliate, le opinioni personali travestite da analisi imparziali, le cattiverie gratuite. Sto segnando le frasi e soprattutto i nomi. Non vedo l’ora di sedermi dalla vostra parte. Sperando che dopo tanto scalciare possiate starci voi, al posto mio. Sarà divertente.

Sarà divertente scrivere tutto quello che mi pare sapendo che le mie parole potranno pesare di più perché percepite come finalmente libere, ma potranno anche pesare di meno perché non faranno danno a nessuno se non a me stesso. Sarà divertente poterlo fare senza alibi per i miei interlocutori, che non avranno più niente a cui appendermi per delegittimare ciò che dico. Sarà divertente confrontare le parole degli altri ai fatti degli altri, e i fatti degli altri a quelli miei.

Altri sei mesi. Poi mi diverto. Anzi, mi diverto ancora più di adesso.