Archivio | gennaio, 2013

Rimedio universale contro la (mia) prolissità

15 Gen

La brevità è l’anima stessa della saggezza.

(William Shakespeare)

Rimedio universale contro i trollatori

15 Gen

Smetti di occuparti delle cose di cui non ti vuoi occupare. Smetti di parlarne, smetti di leggere in merito e smetti di ripetere quanto siano brutte. Concentrati solo su ciò che vuoi attrarre a te. Ricorda: dove va la tua attenzione, li scorre la tua energia.

(Jack Canfield)

Pudore

14 Gen

L’ironia è il pudore della mia coscienza.

(Leo Longanesi)

Non sciuparla

14 Gen

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

(Konstantinos Kavafis, un’altra traduzione della stessa poesia pubblicata prima)

Non prostituirla

14 Gen

Se non puoi farla come vuoi, la vita,

sforzati almeno più che puoi

di non prostituirla

nei contatti eccessivi con la gente,

con i gesti eccessivi e le parole.

Non la prostituire col portarla

troppo sovente in giro, con l’esporla

ai commerci e alle pratiche

della dissennatezza quotidiana

finché diventi estranea ed importuna.

(Konstantinos Kavafis)

Piccoli compiti grandi

13 Gen

Muoio dalla voglia di fare qualcosa di grande e di nobile ma è un mio preciso dovere svolgere i piccoli compiti che mi sono stati assegnati come se fossero grandi e nobili.

(Helen Keller)

Aveva lo swing

13 Gen

Sono stato innamorato di una grande artista e di una grande donna. E sono stato fortunato, per aver conosciuto una persona eccezionale che mi ha fatto diventare prima uomo e poi artista, una fortuna, lo dico con il cuore a pezzi, che ora pago con il grande dolore che provo. Per lei, che era un dono della vita, ho sentito un amore ininterrotto.

Io che ho sempre desiderato diventare un artista, stavo con una artista vera, un privilegio unico averla accanto, vedere che le sue scelte erano sempre fatte per migliorarsi; non era artista per ambizione personale o smania di ricchezza, lei viveva l’arte come una missione e per questa ha affrontato grandissime rinunce improntate all’etica, alla bellezza, alla cultura.

Era figlia di un timidissimo vigile urbano che ho conosciuto e lei era riuscita con enorme fatica e rinunciando alle cose futili a coltivarsi.
Amava i libri, fino all’ultimo li ha voluti con sé, ai complimenti vacui preferiva quelli del suo pubblico fatto di persone modeste e intellettuali schivi. Andava orgogliosissima, tra i tanti premi, dall’aver ricevuto due volte il Duse, stravolgendo così il regolamento che non consentiva doppioni.

Questi ultimi tre anni, sono stati terribili per lei e anche per me. Nonostante ciò, malata, sottoposta a cure faticosissime affrontate con enorme coraggio, viveva per tornare sulla scena e ha ancora portato al successo tre lavori straordinari: Casa di bambola, Il dolore, un meraviglioso monologo e Filumena Marturano per la televisione. Era una donna vera, con una nobiltà d’animo fortissima.

I suoi sentimenti erano puri, s’interessava di piccoli artisti, saltimbanchi, gente semplice, era lontana dalla meschinità, dalle menzogne, dalla cattiveria, dal cattivo gusto. Lei mi ha insegnato la sua cultura straordinaria e io le ho fatto amare la cultura del Sud. Come i grandi aveva un fortissimo senso dell’umorismo e della musica.

Aveva lo swing, una grazia interiore; ballava come nessuna, si aggiornava in maniera che mi lasciava stupefatto, aveva una passione per la sceneggiata, come per Ronconi e Medea, era multiforme. Tutto senza mai un accenno al botteghino, non abbiamo mai parlato di soldi noi due. Oggi la ricorderà Emma Bonino: non si conoscevano bene ma Mariangela l’amava perché riconosceva in lei il suo stesso rigore. Sempre con un sorriso. Quello con cui ci ha lasciato.

(Renzo Arbore)

Il loro doppio

12 Gen

Gli italiani non hanno mai amato la propria anima ma hanno sempre amato con passione travolgente il loro doppio, il loro personaggio: quel pittoresco buffone, quell’immaginoso e grottesco cialtrone, che agiva nel mondo, si esibiva, parlava di sé recitava, ostentava i propri gesti, si imponeva, qualche volta si prendeva in giro, entrava in un salotto come fosse un teatro costruito soltanto per la propria glorificazione.

 

(Piero Citati)

Stancati

12 Gen

Ci sono un sacco di cose belle in serbo per te al di là della stanchezza. Stancati, Andre. È lì che conoscerai te stesso. Al di là della stanchezza.

(Andre Agassi)

Paganini

11 Gen

La televisione è come la cacca, bisogna farla ma non guardarla.

(Gianfranco Funari)