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Non ne sai mai abbastanza

12 Dic

Io non porto mai rancore. E non confondo lo scontro con il confronto. Lo cerco. Ne ho bisogno. Il confronto mi aiuta a vivere e a sapere perché, come è noto, non ne sai mai abbastanza.

(Harvey Keitel)

Fotografia del 10 dicembre 2015 – Social Media Niente

10 Dic

Da oggi, anche pubblicamente, sono un Social Media Niente.
Sul mio prossimo biglietto da visita troverete scritto ‘comunicazione politica e pianificazione strategica’.

La decisione non è stata immediata e neanche particolarmente sofferta. Ci pensavo da tempo e sono arrivato alla fine del mio percorso di consapevolezza. I motivi sono tanti, provo qui a elencare i più significativi:

– Curare la comunicazione sui social media, sia sul piano strategico sia su quello gestionale, è un lavoro che oggi può essere fatto solo a tempo pieno. Se si seguono più ambiti di lavoro contemporaneamente, ed è il mio caso, il contributo intellettuale e operativo sui social cala rapidamente dal punto di vista qualitativo. Stare bene sui social media vuol dire studiare tutti i giorni (pensate a quante innovazioni vediamo quasi giornalmente su Facebook: se non le studi e le sperimenti perdi terreno rispetto ai tuoi competitor) e studiare tutti i giorni è un lusso che in questo momento – per fortuna, vuol dire che si lavora tanto – non mi posso permettere.

– Quando ho iniziato, nel 2007, eravamo davvero pochi e chi ha iniziato qualche anno fa si è sostanzialmente inventato la professione da zero. Ora l’offerta supera nettamente la domanda. Io soffro molto la competizione a livello professionale, a me piace cooperare e se devo sgomitare per le briciole preferisco lasciare il campo ad altri.

– Non ha senso fare in modo sufficiente un lavoro che in moltissimi oggi sanno fare meglio di me (anche all’interno di Proforma: sarà Daniele Magliocca ad avere il nuovo ruolo). Qualche anno fa poteva bastare una buona capacità di scrittura, doti relazionali, capacità di gestione di crisi e intuito. Ora tutto questo non è sufficiente. È molto utile saper utilizzare programmi di video e photo-editing (consiglio universale a tutti quelli che mi chiedono cosa fare per iniziare a fare questo lavoro: diventate discretamente bravi in photo e video editing e non limitatevi a corsi in social media marketing) e io non ho alcuna competenza in queste discipline, né riuscirò a maturarle a breve – sempre per il solito piacevolissimo fastidio: si lavora tanto.

Continuerò a stare sui social media, a studiarli, ad analizzarli e a lavorarci su: non farlo sarebbe come smettere di fare comunicazione. Continuerò, insieme a Daniele, a scrivere le strategie di comunicazione sui social media per i nostri clienti. Continuerò a seguire più da vicino i social media per la politica, consapevole che la comunicazione politica richiede un lavoro specifico che coincide maggiormente con le competenze acquisite in questi anni in quella specifica nicchia professionale.

Se le particelle potessero pensare

10 Dic

Pensate a quanto sarebbe difficile la fisica se le particelle potessero pensare.

(Murray Gell-Mann)

Nell’area museale

2 Dic

Sono sempre stato aperto alle distanze. Se una cosa è distante da me non solo non mi fa paura, anzi mi eccita, ed è un processo assolutamente spontaneo, ma sostenuto da un ragionamento: so che non voglio chiudermi al mondo nell’area museale che potrebbe rappresentarmi perché ho scritto cinque, sei, dieci canzoni di quelle che rimangono. Non posso restare, nella mia testa, quello di Rimmel, io sono altro.

(Francesco De Gregori)

Come fa l’acqua

29 Nov

L’acqua non oppone resistenza. L’acqua scorre. Quando immergi una mano nell’acqua senti solo una carezza. L’acqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L’acqua è paziente. L’acqua che gocciola consuma una pietra. Ricordatelo, bambina mia. Ricordati che per metà tu sarai acqua. Se non puoi superare un ostacolo,  giragli intorno. Come fa l’acqua.

(Margaret Atwood)

A volte devi scegliere

25 Nov

In politica a volte devi scegliere tra il male e il peggio.

(Stavros Theodorakis)

Dove si può fallire e ricominciare

20 Nov

Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare…. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. È un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco. Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…

(Pier Paolo Pasolini)

Asseconda il mondo

19 Nov

Nella tua battaglia con il mondo, asseconda il mondo.

(Franz Kafka)

Sono il primo degli inutili

18 Nov

Lo dico io che sono il primo degli inutili: una società che alleva generazioni di videomaker, social manager, instagrammer, youtuber, influencer e via dicendo, è destinata a venire spazzata via da una società che alleva contadini, operai e falegnami. L’unica speranza è corromperli prima che vengano a divorarci.

(Roberto Recchioni)

Mai fidarsi dell’orecchio

4 Set

In materia di etimologia, mai fidarsi dell’orecchio. Meglio tagliarselo. Se salone è l’accrescitivo di sala, ciò non vuol dire che mattone derivi da matto, bottone da botte, burrone da burro. Rubinetto non è un rubino piccolo (anche se Dante lo adopera in tal senso), il brigantino non è un brigante in tenera età, la focaccia non va scambiata per una foca di facili costumi.

(Cesare Marchi)