Tag Archives: pensiero

31 Mag

Vi è il rischio di una sorta di blocco del pensiero, della voglia e della capacità di dare risposte sociali a fenomeni sociali, con un affidarsi cieco al ready made, alle soluzioni già pronte e offerte con larghe promesse da un arsenale tecnologico sempre più ricco.

(Stefano Rodotà)

!!11!1!

19 Nov

Io non credo che possa esistere qualche processo di pensiero senza esperienze personali. Tutto il pensiero è meditazioni, pensare in seguito a una cosa.

 

(Hannah Arendt)

Martedì elettorale

6 Nov

C’è piuttosto una tesa eccitazione che induceva a pensare come a New York il tempo passato a dormire fosse in qualche modo sprecato. Se questo pensiero abbia allungato o accorciato la mia vita non lo saprò mai, sicuramente l’ha arricchita.

 

(Christopher Hitchens)

Deroghe

15 Ott

Qualsiasi cosa consideri sbagliata per te a 35 anni, la rimpiangerai a 45.

 

(Nora Ephron)

Il foglio del come

13 Lug

L’essenza della mente indipendente non sta in cosa pensa, ma in come pensa.

 

(Christopher Hitchens)

Ballerò

19 Feb

La sola libertà di pensiero per la quale è essenziale battersi è quella degli altri, anche se eretici.

 

(Gigi Barzini)

Analogici

1 Feb

Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto; io sono orgoglioso di quelle che ho letto.

 

(Jorge Luis Borges)

Ora puoi, il fisico ce l’hai

28 Dic

La rivoluzione è come la poesia, non si fa su commissione.

 

(Karl Marx)

Una cosa in comune tra Berlusconi e Monti

23 Nov

Gli italiani vogliono sempre qualcuno che pensi al posto loro. Poi se va bene va bene, se va male lo impiccano a testa sotto.

 

(Mario Monicelli)

Fotografia del 31 ottobre 2011 – Scrivere, scrivere, scrivere. O forse no

31 Ott

Scrivere è facile. Scrivere bene è difficile. Scrivere qualcosa di utile è difficilissimo. Avere l’umiltà di leggere quando si sa scrivere è praticamente impossibile.

Due mesi fa avrei voluto scrivere una fotografia sulla mia ritrovata passione per la scrittura. Ho passato agosto a pubblicare post dovunque, a studiarmi la crisi finanziaria, a pontificare su qualsiasi cosa mi emozionasse. Ora mi sento molto distante da quello stato d’animo.

Pensavo che scrivere tanto fosse prima di tutto un atto ‘di servizio’: serve raccontare anche ciò che è già stato detto, magari provare a dirlo meglio, a più persone. Con l’estate, poi, è emerso un tipico tratto difettoso del mio carattere, un mix di superomismo e carattere del panchinaro. Sono tutti in ferie, pensavo io; qualcuno dovrà pur raccontare ciò che accade. Potevo farlo, perché non ero isolato né mentalmente né dagli strumenti di comuniczione, e l’ho fatto. E forse lo rifarò pure l’anno prossimo. E lo rifarò tutte le volte in cui gli altri sono altrove, perché penso che sia utile ai lettori.

Quell’agosto mi ha restituito la mirabile qualifica di ‘grafomane’. Una qualifica che disturba anche i sonni di qualcuno: sabato sera un noto giornalista pugliese di carta stampata mi ha raccontato di avermi sognato. Di aver sognato di uccidermi. Ma non in modo violento, piuttosto sadico: ha immaginato di vedermi soffocato sotto i miei post di Facebook, trasformati in fogli di carta. Un foglio per post, uno spaventoso muro di stupidaggini che tolgono l’aria.

Il giornalista della carta stampata potrà smettere di sognarmi. Sto provando a scrivere di meno e a leggere di più. Meno Facebook e più Twitter. Meno pulpito e più condivisione, meno pianificazione dei post, più testi scritti di getto. Unica eccezione: quando qualcuno ritiene che io debba dire qualcosa su un qualsiasi argomento e io me la sento, non dico di no.

Meno quantità, più qualità. Sempre che sia in grado.