Tag Archives: morte

Troppo educato

1 Ago

Non ricordo se la mia prima esperienza fu omosessuale o eterosessuale: sono sempre stato troppo educato per fare domande.

 

(Gore Vidal)

Per chi suona la campana

8 Lug

La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce

perché io sono parte dell’umanità

e dunque non chiedere mai

per chi suona la campana:

suona per te.

 

(John Donne)

Turin brakes

28 Mag

Chi cerca lo stile trova la morte, chi cerca la vita trova lo stile.

 

(Eduardo De Filippo)

36%

2 Mag

La morte dell’Italia è già in atto soprattutto per questo: perché nessuno combatte per farla vivere; persino perché nessuno la piange.

 (Ida Magli)

Così la volta dopo impara

12 Apr

Io sono a favore della pena di morte. Chiunque commetta un crimine orrendo, deve ricevere una punizione adeguata. Così la volta dopo impara.

 

(Britney Spears)

Piccole gocce

23 Ott

Non siamo un cazzo in questo mondo. Piccole gocce, solo piccole gocce. Vivere giorno per giorno con entusiasmo.

 

(Giovanni Abbaticchio)

Fotografia del 6 ottobre 2011 – Io e la morte

6 Ott

Ho un rapporto sereno con la morte. Come con tutte le non-variabili, o con le variabili che posso controllare direttamente. La morte è lì, non si discute, non si può evitare. Forse si può ritardare. Certamente si può anticipare. Sicuramente non si può prevedere, perlomeno non in modo preciso.

Quando muore qualcuno, non riesco a pensare al morto. Penso ai vivi. Alle lacrime di chi piange. Ai nuovi vuoti. Al bisogno dei vivi a cui voglio bene di ricordare i morti. Alle ragioni di un’esistenza che si assottigliano, si reinventano. O muoiono.

La morte dei vivi è decisamente più dolorosa perché non è una fine, è un’agonia. E l’agonia è molto più dolorosa di una morte. Perchè l’agonia è una variabile, la morte no.

Ho un rapporto sicuramente meno sereno con la vita. Non è conflittuale, per nulla. Ma è inquieto. Perché la morte è certa, l’arrivo della morte no. E per quanto ci si possa  muovere lungo la variabile del tempo, la morte può arrivare fra tre ore o fra 60 anni. Può essere violenta o lenta, dolorosa o dolce, cosciente o inconsapevole. Non lo saprò mai. Non lo sapremo mai.

L’ineluttabile, l’incontrollabile sono le dimensioni dell’inquietudine. Per questo motivo non riesco a perdere un solo secondo della mia vita. Mi incazzo quando mi annoio, quando la gente butta le proprie esistenze cercando di ingannare il tempo, come fosse una risorsa illimitata. Quando le persone rimangono bloccate nella loro vita aspettando che qualcuno (che non arriverà mai) li salvi.

Non capisco perché si abbia così tanta paura della propria morte e allo stesso tempo si abbia così tanto poco rispetto della propria vita.

Poche ore fa è morto Steve Jobs. Di lui ho ammirato il suo rapporto con la morte. Da quando ha ricevuto la sua lettera di condanna a morte ha realizzato l’iPhone, l’iPad, sviluppato l’iPod. La morte ha rappresentato una forza creativa. Di chi sapeva di avere poco tempo, di chi voleva lasciare qualcosa al mondo, e non poteva che dedicare la sua vita, ciò che gli restava, a questi obiettivi.

Per questo motivo, se ogni tanto mi vedete perdere la pazienza, mi vedete viaggiare in solitaria, non accettare i compromessi, schiantarmi contro i muri (e poi rialzarmi, e cercare un altro muro su cui schiantarmi), sappiate solo che lo faccio per questo, perché non so quanto tempo ho e per questo lo voglio spendere nel migliore dei modi.

Affamato sempre, folle non so. Di sicuro, ammirato dalla sua lezione di vita.

Non c’è niente da perdere

6 Ott

Pensare alla propria morte evita la trappola mentale: non c’è niente da perdere. Sei sempre stato nudo. Non c’è nessun motìvo per non seguire il proprio cuore.

 

(Steve Jobs)

La morte e le tasse, parte seconda

9 Set

Nella vita l’unica cosa certa è la morte, cioè l’unica cosa di cui non si può sapere nulla con certezza.

 

(Sören Kierkegaard)

La manovra passa al Senato

8 Set

Le tasse e la morte sono le uniche cose certe.

 

(Abel Ferrara)