Archivio | novembre, 2014

Glen Grant

18 Nov

Tutti gli artisti, siano essi poeti, musicisti o pittori, creano perché gli manca una gamba e cercano di ritrovarla attraverso l’arte. Vale anche per me e anche per mio padre, la cui feroce sensibilità non si è mai placata. Saliva sul palco con la bottiglia di Glen Grant e ti coinvolgeva nel suo dolore fino a farti piangere.

(Cristiano De Andrè)

Buttarsi dentro

17 Nov

Il modo migliore per venirne fuori è sempre buttarsi dentro.

(Robert Frost)

O lo accetti o lo ignori

16 Nov

Il conflitto ha molte facce, arriva in molti modi diversi. A te però la scelta, o lo accetti o lo ignori.

(Wu Ming 4)

Tre dita indietro

15 Nov

Quando state puntando un dito per condannare, accusare, e biasimare qualcun altro dimenticate che tre dita sono puntate indietro verso di voi.

(Kay Pollak)

Jogging

13 Nov

La prima volta che vedrò sorridere una persona mentre fa jogging, prenderò in considerazione l’idea di praticarlo.

(Joan Rivers)

Persistere nell’errore

12 Nov

Persistere nell’errore o nell’alcol acquista allora il valore di argomento, di sfida alla logica: se mi ostino, vuoi dire che ho ragione, checché se ne possa pensare. E mi ostinerò fino a che gli elementi non mi daranno ragione: diventerò alcolizzata, prenderò la tessera del partito del mio errore, nell’attesa di scivolare sotto il tavolo o di essere ignorata da tutti, con la vaga speranza aggressiva di far ridere il mondo intero, convinta che fra dieci anni, dieci secoli, il tempo, la Storia o la Leggenda finiranno per darmi ragione, il che del resto non avrà più alcun senso, visto che il tempo riscatta tutto, visto che ogni errore e ogni difetto ha il suo momento d’oro, visto che sbagliare è comunque sempre una questione di epoca.

(Amélie Nothomb)

Altrimenti no

11 Nov

Perciò ognuno, come singola persona, è responsabile nei confronti delle proprie azioni, della propria vita e dei propri sogni. Se una cosa ti va bene, ci stai, altrimenti no. Se in un posto ti trovi bene ci stai, se non ti trovi più bene non chiedi agli altri di andarsene, te ne vai tu. Se una cosa ti fa andare avanti, vai avanti con quella, se no vai per un’altra strada senza rompere i coglioni a nessuno. Se rimani da solo, pazienza. Non è una cosa di cui vergognarsi. Se trovi degli altri con cui condividere i tuoi sogni e le tue aspirazioni, vai avanti con quelli e ti inventi qualcosa. Non vedo altro modo libero e pulito di andare.

(Antonio Moresco)

Fotografia dell’11 novembre 2014 – Il sushi della laureata

11 Nov

Interrompo il mio silenzio di scrittore (silenzio legato a tanti motivi, alcuni evidenti altri meno. Silenzio di nostalgia ma anche assai sereno) per raccontarvi un fatto mio.

(a chi non interessa: chiudere subito senza arrivare allo esticazzi finale)

Oggi sono andato a pranzo con mia sorella. Io e lei da soli. Per la prima volta. I due figli unici (come ho sempre definito il nostro rapporto, mediato da otto anni di distanza anagrafica) sono diventati, giorno dopo giorno, fratello e sorella. Spero anche amici.

Quarta. Due volte quarta. La meravigliosa notizia del giorno è che mia sorella può scegliere a che specialistica iscriversi.  È stata brava e ha superato entrambe le selezioni per titoli. Sta scegliendo psicologia clinica. Dopo tre anni in comune, i nostri percorsi di studio si separano (io ho scelto psicologia della comunicazione. Chissà cosa penserà il nostro papà, professore ad agraria). L’ho portata a mangiare il sushi, come desiderava. Abbiamo fantasticato di un blitz a casa, da mamma e papà che pregiudizialmente dicono che non mangiano giapponese ma – ne siamo sicuri – capitolerebbero. Lo faremo. E poi un gelato per me e un waffle per lei.

Per la laurea le ho regalato cinque giorni di concerti e dj-set (il Club2Club a Torino). Era felice. Ci siamo sentiti tutti i giorni e mi ha raccontato di serate bellissime. Anche io ci sarei andato (la musica è il nostro vero punto di contatto), prima o poi ce la farò. Le ho regalato anche il libro di Lena Dunham, lo scoprirà nelle prossime ore.

Ci siamo raccontati il futuro. Le paure e le speranze. Ci siamo raccontati le cose belle e quelle meno piacevoli. Abbiamo parlato della nostra famiglia, di ciò che funziona (e che amo raccontarvi) e di ciò che funziona meno (che non vi racconto perché abbiamo già così tanti problemi…usare i social network per vomitarne altri è disattendere le più elementari leggi sulla domanda e sull’offerta). Sono stato bene, benissimo. So che può sembrare stupido ma è così.

Ci siamo dati appuntamento al prossimo pranzo. Forse già domani.
Grazie Fra. Quanto può far bene un’ora di normalità.

Ci si estromette sempre

10 Nov

Tutti ce l’abbiamo con la gente… Come se non ne fossimo parte, ci si estromette sempre!

(Michele ‘Caparezza’ Salvemini)

La propria democrazia

9 Nov

L’autoaffermazione di un mondo sfaccettato rende inconsistenti i tentativi di guardare dall’alto chi ci circonda e di voler insegnare agli altri la «propria» democrazia. Senza parlare del fatto che i valori democratici in «versione esportazione» in genere si deprezzano molto rapidamente.
Cosicché il discorso verte su una unità nella diversità. Se constatiamo tale realtà a livello politico, se confermiamo che ci atteniamo alla libertà di scelta, verranno a cadere anche le concezioni secondo cui qualcuno è sulla terra per «volontà divina» e qualcun altro invece per puro caso.

(Michail Gorbačëv)