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Oh com’è bello

22 Lug

Oh, com’è bello sentirsi profondamente intelligenti, per il Sesso sdilinquersi, per la Donna restare indifferenti… Rispondere a ogni inchiesta, avere sempre un’opinione, sottoscrivere una protesta, spiegare la situazione…

(Ennio Flaiano)

Voglio sentirmi cretino

19 Lug

Non voglio sentirmi intelligente guardando dei cretini, voglio sentirmi cretino guardando persone intelligenti.

(Franco Battiato)

Un cervello e un pisello

17 Lug

Dio ha dato agli uomini un cervello e un pisello, ma sangue sufficiente per irrorare uno solo dei due.

(Robin Williams)

Nel rombo di un aspirapolvere

15 Lug

Tutti noi abbiamo piccole illusioni solipsistiche, spaventose intuizioni di una nostra assoluta singolarità: crediamo di essere gli unici della casa a riempire il contenitore dei cubetti di ghiaccio, di essere gli unici a prendere la nonchalance tremendamente sul serio; di essere solo noi a sentire la risata sputacchiata qua e là in un uovo che frigge, il lamento in re minore nel rombo di un aspirapolvere.

(David Foster Wallace)

A cosa serve l’utopia

14 Lug

A cosa serve l’utopia? A produrre del senso.

(Roland Barthes)

Presenta uno scarso interesse

7 Lug

Invecchieremo continuando a registrare i gesti sempre eguali di quella mezza dozzina di bonzi che tengono in mano i fili della nostra vita pubblica? Tutto sembra fermo e vuoto, le uniche cose che continuano a muoversi sono i nostri piccoli, dannati fatti privati. E neppure qui c’è movimento, poiché finiamo col ripetere in continuazione il solito schema con trascurabili variazioni marginali. Può darsi che si tratti soltanto della crisi di assestamento tra i trenta e i quarant’anni. Il fenomeno di un uomo e d’una generazione che si spogliano delle loro illusioni non è nuovo e presenta uno scarso interesse.

(Enzo Forcella)

Seconda regola della diplomazia

7 Lug

Seconda regola della diplomazia: non c’è una seconda regola della diplomazia.

(Frank Underwood, da House Of Cards)

La periferia estrema

3 Lug

Bari all’epoca per me è stato davvero un posto in cui poter fare esperienza. Come ogni città degna di questo nome dovrebbe essere, sin dai tempi di Baudelaire e di Hugo. Era un luogo insomma che ne conteneva molti altri: oltre un centro molto opulento e fighetto, si apriva la città alternativa, un posto pieno di sale prova e di musica e di idee strampalate e vitali e a volte anche struggenti dove i miti si cucivano addosso a personaggi come Ian Curtis o Morrissey o Lydia Lunch allo stesso modo con cui indifferentemente (e settimanalmente) venivano incarnati da ragazze e ragazzi del posto di cui nessuno fuori dai confini cittadini ha mai saputo niente. E ancora, oltre la Bari alternativa si apriva la periferia estrema, quella del CEP e di Japigia, che al tempo era appunto tra le altre cose un supermarket d’eroina a cielo aperto funzionante 24 ore al giorno. La città – come accadeva del resto in tanti altri agglomerati urbani d’Europa – era popolata anche dai tossici, i quali rappresentavano uno scandalo vivente, la conferma che (al di là della frivolezza da vuoto pneumatico che pervadeva l’etere) tra le strade strisciava anche un malessere che io trovavo assolutamente giustificato, tenendo conto di cosa stava diventando l’Italia. Quei tossici, quei musicisti, quelle ragazze e quei ragazzi che poi erano il vero cuore della città, fanno oggi parte di una generazione (la mia) per adesso sconfitta e messa alle corde. Se la Storia la scrivono i vincitori, però, la letteratura e il cinema e l’arte in generale spesso si occupano di vinti. Ed ecco, come ogni generazione anche noi abbiamo sviluppato un modo unico e irripetibile di amare, perderci per strada, tradire, essere ironici o comici o disperati, scoprirci addosso inaspettati momenti di viltà e di coraggio.

(Nicola Lagioia)

Moralisti e farabutti

1 Lug

Io non so se tutti i farabutti sono anche moralisti, ma di una cosa sono certo: che tutti i moralisti che ho conosciuto erano dei farabutti.

(Leo Longanesi)

Non possono cambiare nulla

1 Lug

Il progresso è impossibile senza cambiamento, e coloro che non riescono a cambiare le proprie idee non possono cambiare nulla.

(George Bernard Shaw)