Sèmm pagà per cuntav su di ball.
(Giovanni Trapattoni)
(Cesare Pavese)
(Cristiano De Andrè)
(Wu Ming 4)
(Kay Pollak)
(Joan Rivers)
(Amélie Nothomb)
(Antonio Moresco)
Interrompo il mio silenzio di scrittore (silenzio legato a tanti motivi, alcuni evidenti altri meno. Silenzio di nostalgia ma anche assai sereno) per raccontarvi un fatto mio.
(a chi non interessa: chiudere subito senza arrivare allo esticazzi finale)
Oggi sono andato a pranzo con mia sorella. Io e lei da soli. Per la prima volta. I due figli unici (come ho sempre definito il nostro rapporto, mediato da otto anni di distanza anagrafica) sono diventati, giorno dopo giorno, fratello e sorella. Spero anche amici.
Quarta. Due volte quarta. La meravigliosa notizia del giorno è che mia sorella può scegliere a che specialistica iscriversi. È stata brava e ha superato entrambe le selezioni per titoli. Sta scegliendo psicologia clinica. Dopo tre anni in comune, i nostri percorsi di studio si separano (io ho scelto psicologia della comunicazione. Chissà cosa penserà il nostro papà, professore ad agraria). L’ho portata a mangiare il sushi, come desiderava. Abbiamo fantasticato di un blitz a casa, da mamma e papà che pregiudizialmente dicono che non mangiano giapponese ma – ne siamo sicuri – capitolerebbero. Lo faremo. E poi un gelato per me e un waffle per lei.
Per la laurea le ho regalato cinque giorni di concerti e dj-set (il Club2Club a Torino). Era felice. Ci siamo sentiti tutti i giorni e mi ha raccontato di serate bellissime. Anche io ci sarei andato (la musica è il nostro vero punto di contatto), prima o poi ce la farò. Le ho regalato anche il libro di Lena Dunham, lo scoprirà nelle prossime ore.
Ci siamo raccontati il futuro. Le paure e le speranze. Ci siamo raccontati le cose belle e quelle meno piacevoli. Abbiamo parlato della nostra famiglia, di ciò che funziona (e che amo raccontarvi) e di ciò che funziona meno (che non vi racconto perché abbiamo già così tanti problemi…usare i social network per vomitarne altri è disattendere le più elementari leggi sulla domanda e sull’offerta). Sono stato bene, benissimo. So che può sembrare stupido ma è così.
Ci siamo dati appuntamento al prossimo pranzo. Forse già domani.
Grazie Fra. Quanto può far bene un’ora di normalità.