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Fotografia del 28 agosto 2011 – Duemiladieci, duemilaundici, duemiladodici

28 Ago

Cosa ho imparato negli ultimi 12 mesi?

  1. Sto bene solo se posso dire tutto quello che penso. Tanto qualcuno si incazzerà comunque. A questo punto preferisco schiantarmi contro tutti i muri possibili, cambiare muro quando sento troppa ostilità, e andare a dormire la notte tranquillo.
  2. Non sopporto più l’ipocrisia. Forse è vero che l’ipocrisia regge il mondo in piedi ed evita dure contrapposizioni. Ma a me sembra solo un modo pessimo di spendere le proprie energie (anche perché il mondo, a quanto pare, non si regge comunque in piedi)
  3. Se fossi nato 10 anni prima, sarei fuori stagione. Invece questa è la generazione in cui i nerd (o presunti tali) sono indispensabili per il mondo. E dunque me la posso giocare.
  4. Non è male essere disconnessi, sparire, non dare notizie di sè.
  5. Voglio fare le vacanze fuori stagione. Magari senza crisi economica avrei detto qualcosa di diverso, però io ad agosto voglio lavorare. Così mentre tutti sono attenti e a combattere io mi rilasso di più. Mi piace troppo lavorare mentre gli altri non fanno niente. E mi piace poco non fare niente.

Cosa non ho fatto negli scorsi 12 mesi? (come da post – https://www.facebook.com/note.php?note_id=426157333269)

  1. Attraverso il lavoro, rendere l’Italia un posto anche solo un poco migliore di come è adesso. – FALLITO, l’Italia è peggiore di 12 mesi fa. Forse non è colpa mia, ma allora avevo sbagliato a tarare l’obiettivo. E dunque avevo fallito lo stesso.
  2. Far esplodere Quink. – NI, siamo ai livelli dell’anno scorso. Ottimi, ma non siamo saliti.
  3. Far crescere Radio Bari Città Futura – FALLITO, addirittura non ho fatto radio.
  4. Lavorare meglio (avevo scritto “lavorare meno”, ma non ci avrebbe creduto nessuno, me compreso) – RIUSCITO. Anche se il meglio ha portato il di più.
  5. Difendere i weekend di riposo con le unghie e con i denti – NI,  Potevo fare di più, ma mi sono levato qualche soddisfazione.

Cosa voglio fare nei prossimi 12 mesi?

  1. Dormire, pena ricovero in ospedale.
  2. Scrivere, anche se questo confligge col punto 1. Scrivere sul web e avere anche qualche spazio su un giornale di carta, una rubrica. Scrivere di qualsiasi cosa può essere utile scrivere.
  3. Tornare a fare radio. Musica, politica o eventi in diretta, poco importa. Anzi, se ci sono le tre cose insieme sono più contento.
  4. Essere d’ispirazione per qualcuno. Non si può cambiare l’Italia da soli (l’anno scorso scrivevo queste cose, poi mi hanno detto che sono megalomane e così mi sono ridimensionato), però si può farlo insieme.
  5. Fare qualche altro passo in avanti. Non so precisamente cosa voglia dire, però se fra 12 mesi sarò nella stessa posizione in cui sono adesso, avrò fallito.

Cosa tengo nel cassetto?

  1. Un anno sabbatico, prima o poi.
  2. Un Master in Business Administration, entro i prossimi 10 anni.
  3. Qualche anno da giocatore di poker professionista, sempre che abbia il talento.
  4. La mia seconda carriera da dj, sono anni che devo comprare i piatti ma non lo faccio mai. Uno psicologo cercherebbe blocchi nel mio inconscio.
  5. Tre mesi di lavoro coi bambini, mini-club style.
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POP – Le 10 del 10

31 Dic

10. Malika Ayane – mille


9. Vampire Weekend – holiday


8. Fabri Fibra – vip in trip


7. Jamie Woon – night air

 

6. Caribou – Odessa

 

5. Skream feat. La Roux – finally


4. Boyz Noise – yeah


3. Ellie Goulding – your song

 

2. Magnetic Man –

Perfect Stranger (live at Maida Vale)


1. Laura Marling – (no) hope in air


Il mio 2010 in una frase

31 Dic

Da quando ho imparato a camminare mi piace correre.

 

(Friedrich Nietzsche)

l’idea di resistenza, aggiornata al 2010

14 Gen

La resistenza al potere si ottiene mediante i medesimi due meccanismi che nella società in rete costituiscono il potere: i programmi delle reti e le commutazioni tra reti.

Così, l’azione collettiva dei movimenti sociali, nelle loro svariate forme, mira a introdurre nuove istruzioni e nuovi codici nei programmi delle reti.

Per esempio, nuove istruzioni per le reti finanziarie globali significano che, in condizioni di estrema povertà, vada abbuonato il debito ad alcuni paesi, come richiesto e in parte ottenuto da Jubilee, il movimento internazionale per la cancellazione del debito.

Riprogrammazioni più radicali vengono da movimenti di resistenza che mirano ad alterare il principio fondamentale di una rete – o il Kernel del sistema operativo, se posso permettermi un parallelo con il linguaggio dell’informatica.

[..]

Il secondo meccanismo di resistenza consiste nel blocco dei commutatori di connessione tra reti, quelli che fanno sì che le reti siano controllate dal metaprogramma di valori [..] comprendono il blocco del collegamento in rete tra le grandi aziende e il sistema politico regolando il finanziamento della campagne elettorali o evidenziando l’incompabilità tra essere vicepresidente e continuare a ricevere compensi dalla propria azienda che che si è aggiudicata appalti militari.

[..]

Una minaccia più radicale ai commutatori riguarda l’infrastruttura materiale della società in rete: gli attacchi materiali e psicologici ai trasporti aerei, alle reti di computer, ai sistemi di informazione e alle reti di strutture da cui dipendono il sostentamento della società nel sistema altamente complesso ed interdipendente che caratterizza il mondo informazionale. La sfida del terrorismo è dichiarata esattamente su questa capacità di prendere a bersaglio commutatori materiali strategici in modo tale che la loro messa fuori uso, o la minaccia di una loro messa fuori uso, scompagini la vita quotidiana della gente e la costringa a vivere in uno stato d’emergenza.

[..]

La resistenza al potere programmato nelle reti si svolge anch’essa mediante e tramite le reti.

Anche queste sono reti di informazione alimentate da tecnologie di informazioni e comunicazione. Quello impropriamente etichettato come movimento antiglobalizzazione è una rete globale-locale organizzata e dibattuta su Internet, e strutturalmente collegata con le reti mediatiche.

Al Qaeda, e le sue organizzazioni correlate, è una rete composta da molteplici nodi, che hanno scarso coordinamento centrale e che mirano anch’essi alla commutazione con le reti mediatiche, attraverso le quali contano di spargere la paura tra gli infedeli e di infondere speranza tra le masse oppresse dei credenti.

[..]

Nella società in rete, il potere viene ridefinito, ma non scompare. Nè svaniscono le lotte sociali. Dominio e resistenza cambiano di carattere in base alla specifica struttura sociale da cui traggono origine e che modificano con la loro azione.

Il potere governa, i contropoteri lottano.

(Manuel Castells, Comunicazione e Potere, 2009)

Nel 2010 farò l’operaio specializzato

4 Gen

Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo.

(Alan Kay)